Introduzione
Il Tempio Foguang sorge fuori dalla terrazza meridionale del Monte Wutai, quaranta li a sud-ovest della terrazza. Il suo nome deriva da un auspicio: il Qingliang Shan Zhi dice che «l’imperatore Wen di Wei vide l’auspicio della luce del Buddha, e per questo gli diede il nome». Questa «luce del Buddha» non era una finzione. Nel quinto anno dell’era Dali dei Tang, il monaco Fazhao seguì la luce fin sul monte: dapprima «scorse in lontananza diversi raggi di luce bianca a sud del Tempio Foguang», e di notte vide un raggio venire dal monte a nord; i monaci del tempio risposero che «questa è la luce inconcepibile del grande santo, che risponde sempre a chi ha con lui un legame». Nel quindicesimo anno dell’era Yuanhe, Pei Du, commissario militare del Hedong, riferì inoltre alla corte che «accanto al Tempio Foguang erano apparse nubi propizie». Così il nome e la luce furono più volte messi per iscritto.
Oltre alla luce, vi era la realtà concreta di un grande tempio di epoca Tang. Il Wutai Shan Xingji di Dunhuang lo descrive con «una grande sala del Buddha di sette campate» e «un padiglione di Maitreya a tre piani e sette campate», oltre alla pagoda contenente il corpo incorrotto del monaco Jietuo e al monastero residenziale che manteneva ogni giorno oltre cinquecento monaci; il Song Gaoseng Zhuan racconta che il monaco Faxing vi «edificò il grande padiglione di Maitreya a tre piani e sette campate, alto novantacinque chi», in perfetta corrispondenza con quanto visto nel resoconto di viaggio. Durante la persecuzione dell’era Huichang, questi edifici furono per lo più abbattuti, e sopravvisse soltanto una pagoda del fondatore. Colui che poi lo ricostruì fu il monaco Yuancheng. Il Song Gaoseng Zhuan riferisce che durante l’era Dazhong egli «ritrovò il Tempio Foguang», ormai «caduto in rovina e abbandono», e perciò «con animo devoto lo rinnovò gradualmente». La Sala Est, l’edificio più importante del tempio ancora oggi, è appunto ciò che restò di questa ricostruzione.
Nel giugno del 1937, Liang Sicheng, Lin Huiyin, Liu Dunzhen e Mo Zongjiang ispezionarono e rilevarono il Tempio Foguang; secondo il saggio di Liang Sicheng «Nota sull’architettura del Tempio Foguang del Monte Wutai», essi, basandosi sull’iscrizione sotto una trave della Sala Est «la donatrice principale della sala del Buddha, discepola laica della capitale Ning Gongyu», messa a confronto con i caratteri sul pilastro di sutra in pietra davanti alla sala, stabilirono che la grande sala fu costruita nell’undicesimo anno dell’era Dazhong dei Tang (857) — proprio in accordo con l’epoca della ricostruzione di Yuancheng.
Documenti Storici
Wutai Shan Xingji
又到佛光寺,四十里宿。廿七日,夜见圣灯,一十八遍现。兼有大佛殿七间,中间三尊两面文殊普贤菩萨。弥勒阁三层七间,七十二贤、万菩萨、十六罗汉、解脱和尚真身塔、锁子骨和尚塔〔四〕,云
Giunsi poi al Tempio Foguang, dopo quaranta li vi pernottai. Il ventisettesimo giorno, di notte vidi le lampade sacre, che apparvero diciotto volte. Vi era inoltre una grande sala del Buddha di sette campate, con al centro tre immagini sacre e ai due lati i bodhisattva Manjushri e Samantabhadra. Il padiglione di Maitreya, di tre piani e sette campate, con i settantadue saggi, i diecimila bodhisattva, i sedici arhat, la pagoda del corpo incorrotto del monaco Jietuo e la pagoda del monaco Suozigu, si dice
是文殊、普贤化现。常住院,大楼五间,上层是经藏,于下安众,日供僧五百余人。房廊殿宇更有数院,功德佛事极多,难可具载。
fossero manifestazioni di Manjushri e Samantabhadra. Il monastero residenziale aveva un grande edificio di cinque campate, il cui piano superiore era la biblioteca dei sutra, mentre al piano inferiore alloggiava la comunità, mantenendo ogni giorno oltre cinquecento monaci. Le stanze, i corridoi e le sale comprendevano ancora diversi cortili, e le opere meritorie e le funzioni buddiste erano così numerose da essere difficili da registrare per intero.
Song Gaoseng Zhuan
释法兴,洛京人也。七岁出家,不参流俗。执巾提盥,罔惮勤苦。讽念法华,年周部帙。又诵净名经,匪逾九旬。戒律轨仪,有持无犯。来寻圣迹,乐止林泉,隶名佛光寺。节操孤颖,所沾利物,身不王持。付属门人,即修功德,建三层七间弥勒大阁,高九十五尺。尊像七十二位圣贤、八大龙王,罄从严饰。台山海众异舌同辞,请充山门都焉。盖从其统摄,规范准绳,和畅无争故也。大和二年春正月,闻空有声云:“入灭时至,兜率天众今来迎导。”于是洗浴焚香,端坐入灭。建塔于寺西北一里所。
Il maestro Faxing era originario di Luoyang. A sette anni lasciò la casa per farsi monaco, senza mischiarsi al mondo volgare. Reggendo il panno e portando l’acqua per le abluzioni, non temeva fatica né pena. Recitava il Sutra del Loto, e in un anno ne percorse l’intero volume. Recitava inoltre il Sutra di Vimalakirti, in non più di novanta giorni. Quanto ai precetti e alle norme di condotta, li osservava senza mai trasgredirli. Venne in cerca di vestigia sacre, si compiaceva di dimorare tra boschi e sorgenti, e prese dimora nel Tempio Foguang. Di condotta integra e ingegno singolare, tutto ciò che otteneva a beneficio degli altri, egli non lo tratteneva per sé. Affidando l’incarico ai discepoli, coltivò le opere meritorie ed edificò il grande padiglione di Maitreya a tre piani e sette campate, alto novantacinque chi. Le immagini sacre — i settantadue santi e saggi e gli otto grandi re-draghi — furono tutte solennemente ornate. La moltitudine dei monaci del Monte Wutai, con lingue diverse ma parola concorde, lo pregarono di assumere la guida del tempio. Poiché sotto la sua direzione le norme e le regole erano armoniose e senza contese. Nel primo mese di primavera del secondo anno dell’era Dahe, udì una voce nel vuoto dire: «È giunto il momento dell’estinzione; la schiera del cielo Tushita viene ora ad accoglierti e guidarti». Allora si lavò, bruciò incenso e, seduto compostamente, entrò nell’estinzione. Gli fu eretta una pagoda circa un li a nord-ovest del tempio.
释愿诚,姓宋氏。望本西河,家袭素风,浚流远派,不扬胄绪,祖考不书。母阴氏夜梦庭树对发千花,余花寻谢,独结一果。乃觉有孕。母启愿心,得娠男子足矣。十月临蓐,果如其望,立字曰愿诚。后志存小字,不训法名者,遵慈母之意也。诚少慕空门,虽为官学生,已有息尘之志。迨栖金地,礼行严为师。严即儒宗珪璋,释氏师子也。一旦谓诚曰:“汝神情朗秀,宜于山中,精勤效节,可不务乎!”大和三年落发,五年具戒。先诵诸经,悉皆精练,行人属耳,道望日隆。无何,会昌中随例停留,唯诚志不动摇。及大中再崇释氏,选定僧员,诚独为首矣。遂乃重寻佛光寺。已从荒顿,发心次第新成。美声洋洋,闻于帝听,飙驰圣旨,云降紫衣。后李氏奄有并门,遐奉文殊,躬游圣地。睹其令范,抚手惬怀,表闻唐天子相继,乃赐大师号圆相也,就加山门都检校。光启三载,羞馔命僧舍衣投施。钟声引众,悉至斋堂,右胁曲肱,寂然长往。建塔树碑寺之西北一里也。
Il maestro Yuancheng era della famiglia Song. La sua stirpe risaliva a Xihe; la famiglia manteneva un costume semplice, e per quanto se ne risalisse a lontane origini, non esaltava i propri antenati, sicché di padri e avi nulla è registrato. Sua madre, della famiglia Yin, sognò una notte che gli alberi del cortile sbocciavano in mille fiori, i quali presto appassirono, tranne uno che diede un solo frutto. Al risveglio si accorse di essere incinta. La madre formulò un voto, dicendo che le sarebbe bastato concepire un maschio. Al decimo mese partorì, e fu proprio come aveva sperato; gli diede il nome Yuancheng («voto compiuto»). In seguito egli conservò questo nome d’infanzia, senza adottare un nome religioso, per rispettare il volere della madre amorevole. Cheng fin da giovane amava la porta del vuoto; pur essendo allievo di una scuola ufficiale, nutriva già il desiderio di ritirarsi dalla polvere del mondo. Quando prese dimora sul monte sacro, prese come maestro Xingyan. Xingyan era gemma tra i confuciani e leone tra i buddisti. Un giorno disse a Cheng: «Il tuo spirito è limpido e brillante; ti conviene stare sul monte, praticando con diligenza e serbando fedeltà: come potresti non impegnarti?». Nel terzo anno dell’era Dahe si rase il capo, e nel quinto ricevette i precetti completi. Recitò dapprima i vari sutra, tutti con perfetta padronanza; i praticanti gli prestavano orecchio, e la sua fama nella Via cresceva di giorno in giorno. Poco dopo, durante l’era Huichang, secondo l’usanza fu costretto a interrompere la vita monastica, ma solo la volontà di Cheng non vacillò. Quando durante l’era Dazhong il buddismo fu di nuovo venerato e si scelsero i monaci ordinati, Cheng fu il primo tra tutti. Egli allora ritrovò il Tempio Foguang. Poiché era ormai caduto in rovina e abbandono, con animo devoto lo rinnovò gradualmente. La sua bella fama si diffuse ampiamente e giunse all’orecchio dell’imperatore; rapido come il vento venne l’editto imperiale, e dall’alto gli fu conferita la veste purpurea. In seguito la famiglia Li, avendo preso possesso della regione di Bing, venerando da lontano Manjushri, visitò di persona il luogo sacro. Vedendone la nobile condotta, batté le mani soddisfatto, e ne diede relazione ai successivi imperatori Tang, che gli conferirono il titolo di grande maestro Yuanxiang e in aggiunta l’incarico di sovrintendente generale del tempio. Nel terzo anno dell’era Guangqi, preparò un banchetto, ordinò ai monaci di distribuire le vesti in offerta. Il suono della campana chiamò la comunità, che tutta si radunò nel refettorio; egli, sul fianco destro con il braccio piegato, in silenzio se ne andò per sempre. Gli furono eretti una pagoda e una stele circa un li a nord-ovest del tempio.
则五年四月五日到五台县,遥见佛光寺南数道白光。六日到佛光寺,果如钵中所见,略无差脱。其夜四更,见一道光从北山下来射照。照忙入堂内,乃问众云:此何祥也?吉凶焉在?有僧答言:此大圣不思议光,常答有缘。照闻已,即具威仪,寻光至寺东北五十里间,果有山,山下有涧,涧北有一石门。见二青衣,可年八九岁,颜貌端正,立于门首,一称善财,二曰难陀。
Così il quinto giorno del quarto mese del quinto anno giunse alla contea di Wutai, e scorse in lontananza diversi raggi di luce bianca a sud del Tempio Foguang. Il sesto giorno arrivò al Tempio Foguang, e fu proprio come aveva visto nella ciotola delle elemosine, senza alcuna differenza. Quella notte, alla quarta veglia, vide un raggio di luce scendere e irradiarsi dal monte a nord. Zhao entrò in fretta nella sala e chiese alla comunità: «Che presagio è questo? Dov’è il bene e dov’è il male?». Un monaco rispose: «Questa è la luce inconcepibile del grande santo, che risponde sempre a chi ha con lui un legame». Udito ciò, Zhao subito assunse un contegno solenne e, seguendo la luce, giunse a una cinquantina di li a nord-est del tempio; vi era davvero un monte, ai piedi del monte un torrente, e a nord del torrente una porta di pietra. Vide due fanciulli vestiti di verde, di forse otto o nove anni, dal volto composto e regolare, ritti davanti alla porta: l’uno si chiamava Sudhana, l’altro Nanda.
Wenjian Houlu, citando i Veri Annali dell’imperatore Muzong dei Tang
五台山佛光,其传旧矣。唐穆宗实录:元和十五年四月四日,河东节度使裴度奏:五台山佛光寺侧庆云现,若金仙乘狻猊,领其徒千万,自己至申乃灭。又峨眉普贤寺光景殊胜,不下五台,在唐无闻。李太白峨眉山诗言仙而不言佛,华严经以普贤菩萨为主,李长者合论言五台山而不言峨眉山。又山中诸佛祠俱无唐刻石文字,疑特盛于本朝也。
La luce del Buddha del Monte Wutai è tramandata da tempi remoti. I Veri Annali dell’imperatore Muzong dei Tang: il quarto giorno del quarto mese del quindicesimo anno dell’era Yuanhe, Pei Du, commissario militare del Hedong, riferì: «Accanto al Tempio Foguang del Monte Wutai apparvero nubi propizie, come un immortale dorato in groppa a un leone, alla guida di una miriade di seguaci; dall’ora si (mattina) all’ora shen (pomeriggio) infine svanirono». Anche al Tempio Puxian del Monte Emei le manifestazioni luminose sono straordinariamente eccellenti, non inferiori a quelle del Wutai, ma sotto i Tang non se ne udì parlare. Nel poema sul Monte Emei di Li Taibai (Li Bai) si parla di immortali ma non del Buddha; il Sutra Avatamsaka pone al centro il bodhisattva Samantabhadra; e il commentario di Li Zhangzhe parla del Monte Wutai ma non del Monte Emei. Inoltre, i vari santuari buddisti del monte non recano alcuna iscrizione in pietra dei Tang, il che fa sospettare che essi abbiano prosperato in modo particolare solo sotto la presente dinastia.
Cefu Yuangui, citando il rapporto di Pei Du
穆宗以元和十五年正月即位。二月,河东节度使裴度奏:今月四日,五台山佛光寺侧庆云现,中有金人乘狻猊,领徒千万,如金仙状,自巳至申方灭。
L’imperatore Muzong salì al trono nel primo mese del quindicesimo anno dell’era Yuanhe. Nel secondo mese, Pei Du, commissario militare del Hedong, riferì: «Il quarto giorno di questo mese, accanto al Tempio Foguang del Monte Wutai apparvero nubi propizie, in mezzo alle quali vi era una figura dorata in groppa a un leone, alla guida di una miriade di seguaci, dall’aspetto di un immortale dorato; dall’ora si all’ora shen infine svanirono».
Qingliang Shan Zhi
佛光寺、台西南四十里。魏文建,帝见佛光之瑞,因为名。唐解脱和尚于此藏修。参政王陶诗:五台山上白云浮,云散台空境自幽。历代珠幡县法界,累朝金刹列峰头。风雷激烈龙池夜,草木凄凉雁塞秋。世路茫茫名利者,尘机到此尽应休。
Il Tempio Foguang, quaranta li a sud-ovest della terrazza. Fu edificato dall’imperatore Wen di Wei, il quale, avendo visto l’auspicio della luce del Buddha, gli diede per questo tale nome. Il monaco Jietuo dei Tang vi si ritirò a praticare. Poesia del consigliere di stato Wang Tao: «Sul Monte Wutai fluttuano nubi bianche; disperse le nubi, la terrazza è vuota e il paesaggio da sé si fa recondito. Attraverso le epoche gonfaloni di perle pendono nel regno del Dharma, e per dinastie successive templi dorati si allineano sulle cime. Vento e tuono infuriano nella notte sullo stagno del drago; erbe e alberi sono desolati nell’autunno del passo delle oche selvatiche. Vasto e incerto è il cammino del mondo per chi insegue fama e profitto: giunto qui, ogni macchinazione mondana dovrebbe cessare».
戊申,至佛光寺,主僧绍仝曰:此解脱禅师道场地,碑与龛存。因阅碑中所载解脱自解脱,文殊自文殊之语,喟然叹曰:真丈夫也。以偈赞曰:圣凡路上绝纤痕,解脱文殊各自论。东土西方无著处,佛光山下一龛存。
Nell’anno wushen giunsi al Tempio Foguang, e il monaco abate Shaotong disse: «Questo è il luogo di pratica del maestro Chan Jietuo; ne restano la stele e la nicchia». Leggendo allora nella stele le parole «Jietuo è Jietuo da sé, Manjushri è Manjushri da sé», sospirai commosso ed esclamai: «Fu davvero un grand’uomo!». E lo lodai con questa gatha: «Sulla via che unisce santi e comuni non resta la minima traccia; Jietuo e Manjushri ciascuno per sé si esprimono. Né in Oriente né in Occidente vi è luogo cui aggrapparsi: ai piedi del monte Foguang resta una sola nicchia».
日已夕,见寺前庆云,紫润成蕊,问仝曰:此寺颇有灵迹否?何因何缘见此瑞气?仝曰:闻皇祐中尝有圣灯。
Era già sera quando vidi davanti al tempio nubi propizie, di un color porpora lucente disposte come petali; chiesi a Tong: «Questo tempio ha forse molte vestigia miracolose? Per quale causa e quale legame appare questa aura propizia?». Tong rispose: «Ho udito che durante l’era Huangyou vi apparvero un tempo lampade sacre».
Fotografie
Dagli anni 1920 agli anni 1930
Il primo volume dello Zhongguo Wenhua Shiji (Vestigia della cultura cinese) di Tokiwa Daijo e Sekino Tadashi, pubblicato nel 1941, raccoglie vecchie immagini della veduta d’insieme del Tempio Foguang, delle tre immagini sacre all’interno della sala, del Buddha Shakyamuni al centro, del Buddha Amitabha a occidente, del pilastro dharani davanti al tempio e del pilastro dharani dietro la sala. Le immagini seguenti sono tutte ritagliate dalle pagine dell’album originale seguendo i bordi delle fotografie, senza conservare margini, didascalie o fotografie adiacenti.








Anni 1930
Il primo volume dello Zhongguo Gu Jianzhu Tudian (Enciclopedia illustrata dell’architettura antica cinese) a cura di Lin Zhu, riordinato e pubblicato nel 1999, raccoglie le immagini del Tempio Foguang fotografate da Liang Sicheng e altri, concentrate alle pagine 124-132 del libro. Questa serie di fotografie dell’edizione riordinata integra i dettagli dell’aspetto esterno della grande sala, dei dougong e del soffitto a cassettoni pingan, delle statue del Buddha sulla parete posteriore, dell’orditura delle travi, dell’ornamento chiwei sul colmo principale, della pagoda del fondatore, della sala di Manjushri e delle statue dei donatori; le immagini seguenti sono ritagliate seguendo i bordi delle fotografie, senza includere i disegni di rilievo né le didascalie a margine.










