Padiglione Penglai

Il Padiglione Penglai di Yantai, nello Shandong, fu fondato sotto la dinastia dei Song Settentrionali e sorge sulla sommità della collina Danya; il bacino portuale ai suoi piedi, in uso sotto Song e Yuan, fu ampliato sotto i Ming nella Città d'Acqua di Dengzhou. Una monografia di epoca Yuan, le navi da guerra riportate alla luce, i documenti di difesa costiera di Ming e Qing e le fotografie del 1903–1928 registrano la relazione verticale tra il padiglione e il porto militare.

Periodi
Dinastia dei Song Settentrionali
Regioni
Shandong
Luogo
Distretto di Penglai, Yantai, Shandong
Il Padiglione Penglai sulla collina Danya e le mura visti dall'acqua nel 1903, con imbarcazioni in primo piano
Il Padiglione Penglai sulla collina Danya e le mura visti dall'acqua nel 1903, con imbarcazioni in primo piano

Introduzione

Nel secondo anno dell’era Qingli dei Song Settentrionali (1042), Guo Zhigao, prefetto di Dengzhou, ricevette l’ordine di costruire una cittadella lungo la collina Danya, in seguito chiamata popolarmente fortezza Daoyu. Diciannove anni dopo, il prefetto di Dengzhou Zhu Chuyue trasferì il tempio del dio del mare che sorgeva sulla sommità in un terreno pianeggiante a ovest, edificando il Padiglione Penglai sulle fondamenta dell’antico tempio. La fortezza Daoyu occupava un lato della baia ai piedi della collina, mentre il Padiglione Penglai si ergeva sulla sommità della collina Danya: i due erano vicini, ma non lo stesso edificio.

In epoca Yuan, Yu Qin, originario dello Shandong, giunse sulla costa di Dengzhou per indagare sui miraggi (haishi)[1] e, insieme al prefetto di Dengzhou Li Shuzhi, andò a pregare nel tempio del re Guangde. Due giorni dopo salirono sulla torre Binri dietro gli uffici governativi per attendere. Al sorgere del sole, sull’isola Dazhu parve stendersi trasversalmente una nave gigantesca; bandiere, spade e alabarde apparvero all’improvviso e subito scomparvero, e la nave vuota si trasformò a poco a poco in una lunga galleria prima di dissolversi. Per questo Yu Qin ritenne che le tre montagne divine del mare di cui parlavano i maestri delle arti magiche (fangshi) di Qin e Han fossero forse miraggi di questo genere. La torre Binri su cui salirono non era il Padiglione Penglai sulla collina Danya. Scrivendo del Padiglione Penglai, Yu Qin annota separatamente che sotto il padiglione si trova la grotta del Leone; la sorgente Lingran davanti alla grotta, chiamata anche «pozzo delle onde», viene sommersa dall’acqua di mare quando la marea sale, ma quando l’acqua si ritira la sorgente torna dolce e limpida come sempre; il padiglione della Sorgente Dolce era già un’antica vestigia quando egli scriveva.

Il bacino portuale ai piedi della collina non smise di essere usato nemmeno in epoca Yuan. Nel fango all’angolo sud-occidentale del «piccolo mare» della Città d’Acqua (Shuicheng) giacciono sepolti i relitti di tre navi yuan; quella scavata conservava una spada di ferro, un cannone di ferro, un archibugio di ferro, bottiglie per proiettili di cenere e palle di cannone di ferro: con lo scafo lungo e stretto, adatto a rapide manovre lungo la costa, era una nave da guerra. All’epoca il tratto meridionale della Città d’Acqua non aveva ancora mura in direzione est-ovest: il bacino era aperto verso sud ed era il luogo in cui le navi si radunavano e da cui si svolgeva la difesa costiera.

Nel nono anno dell’era Hongwu dei Ming (1376), la guarnigione di Dengzhou trasportava su navi marittime i rifornimenti militari destinati al Liaodong. Il comandante Xie Guan, poiché l’imboccatura del fiume Xin era bassa e stretta, presentò un memoriale per dragarne il corso, cingendo il porto con una cinta di terra; a nord costruì in muratura una porta d’acqua per far entrare il mare nel porto e a sud istituì una barriera per controllare i passaggi. In seguito nella cittadella fu stabilito il comando generale per la difesa contro i wokou, e la cinta di terra prese il nome di città Beiwo[2], ossia la Città d’Acqua di Dengzhou. La Città d’Acqua sorge a nord della grande città di Dengzhou: le sue mura a nord-ovest salgono sulla collina Danya e a sud-est costeggiano il fiume, e il Padiglione Penglai si trova al di sopra della Città d’Acqua. Nel ventiquattresimo anno dell’era Wanli (1596), il comandante supremo Li Chengxun fece rivestire la cinta di terra con mattoni e pietra e vi aggiunse tre torri di difesa[3].

Nel quarto anno dell’era Chongzhen (1631), Kong Youde, già generale dei Ming, ricevette l’ordine di condurre truppe in rinforzo del Liaodong, ma giunto a Wuqiao si ammutinò con i suoi soldati e in seguito tornò indietro conquistando Dengzhou, dove Geng Zhongming gli fece da interno. La corte Ming inviò il governatore dello Shandong Zhu Dadian con un esercito ad assediare la città, per strappare Dengzhou dalle mani dei ribelli. I ribelli, ormai senza viveri, rifiutavano comunque di arrendersi, confidando di poter fuggire via mare grazie alla Città d’Acqua. Nel secondo mese del sesto anno dell’era Chongzhen (1633), Kong Youde fuggì per primo per mare caricando figli e ricchezze, e anche Geng Zhongming partì su un’imbarcazione solitaria, affidando la Città d’Acqua al vicegenerale Wang Bingzhong perché continuasse a presidiarla. L’esercito Ming penetrò dapprima nella grande città di Dengzhou sulla terraferma, ma la Città d’Acqua prospiciente il porto, controllata da Wang Bingzhong, non cadeva. Il generale di guerriglia Liu Liangzuo propose di scavare una galleria dal tempio Yongfu per collocarvi la polvere da sparo; le mura furono fatte saltare e i difensori si ritirarono a presidio del Padiglione Penglai. Solo dopo che Zhu Dadian li ebbe indotti alla resa, i ribelli asserragliati sul padiglione deposero le armi; i Ming catturarono più di mille uomini, tra cui Wang Bingzhong e settantacinque capi ribelli, e la guerra di Dengzhou giunse così al termine.

Nel diciottesimo anno dell’era Shunzhi dei Qing (1661), il battaglione navale del presidio di Dengzhou assegnò alla Città d’Acqua un comandante di presidio, un comandante di mille e i luogotenenti delle vedette sinistra e destra, e distaccò soldati a turno per la difesa delle torri di segnalazione delle imboccature marittime a est e a ovest; la zona di difesa si estendeva a est fino al confine con il dipartimento di Ninghai e a ovest fino al confine con la prefettura di Laizhou. Da allora il bacino portuale fu a lungo tormentato dall’insabbiamento. Le navi in entrata dovevano rispettare norme contro il deposito di fango e, in uscita, dovevano portare con sé una certa quantità di sabbia di dragaggio da riversare in mare aperto; sotto l’era Xianfeng si eseguì anche un dragaggio su vasta scala, e alla fine dei Qing furono istituiti cinque addetti a tempo pieno che a ogni bassa marea ripulivano l’interno e l’esterno della porta d’acqua.

Anche le mura della Città d’Acqua furono restaurate più volte. Nel cinquantottesimo anno dell’era Qianlong (1793), An Kuiwen, magistrato della contea di Penglai, chiese l’assegnazione di fondi per ricostruirle; nel ventesimo anno dell’era Daoguang (1840), il magistrato Wang Wentao le restaurò di nuovo. In seguito, nel primo anno dell’era Tongzhi (1862), il prefetto di Dengzhou Chang Yun e il magistrato di Penglai Zhou Yunan, e nel primo anno dell’era Guangxu (1875) il magistrato Zheng Xihong raccolsero a loro volta fondi per i restauri. Lo studioso Qing Ruan Yuan salì due volte fin qui e descrisse nel modo più diretto la relazione di posizione tra il Padiglione Penglai e la Città d’Acqua: «Il Padiglione Penglai si trova sopra la Città d’Acqua di Dengzhou».

Documenti storici

Qi Cheng

蓬莱阁,登州北三里海滨,田横寨相对,本海神庙基。宋治平中,郡守朱处约以其地太高峻,移庙西置平地,于此建阁,实为山海登临胜概。阁下有狮子洞,洞前有泠然泉,古称浪井,潮生浪起则没,水退则甘洌如故。旧有甘泉亭。阁下碎石为海浪淘激,岁久圆滑,土人谓之弹子涡,黑白者可以奕。坡公尝以数百枚养石菖蒲,作诗遗垂慈堂老。阁上古今题咏甚多,而宋人秦楼月一词颇飘逸。词云:烟漠漠,水天摇荡蓬莱阁。蓬莱阁,朱甍碧瓦,半浸寥廓。三山谩有长生药,茫茫云海风涛恶。风涛恶,仙槎不见,暮沙潮落。登人皆歌之。

Il Padiglione Penglai si trova sulla riva del mare a tre li a nord di Dengzhou, di fronte alla fortezza di Tianheng; in origine era il sito di un tempio del dio del mare. Nell’era Zhiping dei Song il prefetto Zhu Chuyue, poiché quel luogo era troppo alto e scosceso, spostò il tempio su un terreno pianeggiante a ovest e qui costruì un padiglione: davvero una splendida prospettiva per salire tra montagne e mare. Sotto il padiglione si trova la grotta del Leone; davanti alla grotta scorre la sorgente Lingran, anticamente chiamata pozzo delle onde: quando la marea sale e le onde si levano resta sommersa, ma quando l’acqua si ritira torna dolce e limpida come sempre. Un tempo vi era il padiglione della Sorgente Dolce. I ciottoli sotto il padiglione, sbattuti dalle onde del mare, sono diventati lisci e rotondi nel corso degli anni; la gente del luogo li chiama «vortice di biglie», e quelli bianchi e neri si possono usare per giocare. Il duca Po (Su Shi) ne usò un tempo diverse centinaia per coltivare l’acoro di roccia e compose una poesia per l’anziano della sala Chuici. Sul padiglione le iscrizioni poetiche antiche e moderne sono numerosissime; tra esse un testo di epoca Song sull’aria «Qinlou Yue» è particolarmente ispirato. Il testo dice: «Nebbia fumosa, tra acqua e cielo ondeggia il Padiglione Penglai. Padiglione Penglai, gronde cinabro e tegole turchesi, mezzo immerso nel vasto firmamento. Sulle Tre Montagne invano esiste una droga di lunga vita: sconfinato mare di nuvole, vento e flutti crudeli. Vento e flutti crudeli, la zattera degli immortali non si vede, sabbia al tramonto, marea che scende». Tutta la gente di Dengzhou la canta.

《齐乘》 (Cronache di Qi), juan 5, “Padiglioni e palazzi”; di Yu Qin, dinastia Yuan

沙门岛南来转帆入渤海者,皆望此岛以为表志。其相联属,则有鼍矶岛、牵牛岛、大竹岛、小竹岛,历历海中,秀如画。海市现灭,常在五岛之上。海市之名,始见江邻几杂志。东坡诗序,或谓类南海蜃楼蛟蜃嘘气所成,殆不然。钦尝至登州海上访之。盖海市常以春夏晴和之时,杲日初升,东风微作,云脚齐敷于海岛之上,海市必现。现则山林城阙,楼观旌幢,毡车驼马,衣冠人物,凡世间所有,象类万殊,或小或大,或𫏐或久,或变现终日,或际海皆满,其为灵怪赫奕,岂蜃楼可拟哉?盖沧溟与元气呼吸,神龙变化,浩不可测,如佛经所谓龙王能兴种种雷电云雨,居于本宫,不动不摇,山海幽深,容有此理。钦以中秋后至海滨,天已微寒,知州事李述之,诗人也,亦相与祷于广德王之祠。越二日,忽报云:今晨风色云气,海市当现。同登宾日楼候之。日初出,大竹岛上横一巨艘,长余百寻,述之指以示余,余曰:此海舟耳。述之曰:谛观之,何故不动?须臾,前后曳数旗,剑戟纷纭,忽不见,惟有空舟渐变,如长廊而灭。述之曰:风稍急而寒,不然,现未已也。呜呼神哉!然则史汉所称三神山、蓬莱、方丈、瀛洲,望之如云,未能至者,殆此类耳。且秦、汉入海方士,仅能往来于矶岛之间,偶见此异,慕之为仙,亦不为过。非若今人航海远泛黑水洋外,或飘荡岁月而后返,果有蓬莱仙山,何不闻也?斯言足破千古之惑矣。

L’isola Shamen: quanti giungono da sud virando con le vele per entrare nel mare di Bohai guardano tutti quest’isola come punto di riferimento. A essa si collegano le isole Tuoji, Qianniu, Dazhu e Xiaozhu, chiaramente visibili in mezzo al mare, belle come un dipinto. Le apparizioni e sparizioni dei miraggi avvengono il più delle volte sopra queste cinque isole. Il nome «miraggio» (haishi) appare per la prima volta nelle note di Jiang Linji; nella prefazione a una poesia di Dongpo alcuni sostengono che siano simili ai castelli di miraggio del mare meridionale, formati dal fiato esalato da draghi e molluschi giganti, ma non è affatto così. Io, Qin, mi recai un tempo sul mare di Dengzhou a investigarli. In genere i miraggi appaiono quando in primavera ed estate il tempo è sereno e mite, il sole luminoso è appena sorto, una brezza d’est spira lieve e le falde delle nuvole si distendono uniformemente sopra le isole del mare: allora il miraggio appare senza fallo. Quando appare, vi sono boschi montani e torri di città, belvederi e stendardi, carri di feltro, cammelli e cavalli, figure in abito e berretto — tutto ciò che esiste al mondo, in sembianze di diecimila specie diverse: ora piccole ora grandi, ora fugaci ora durature, ora manifeste per un giorno intero, ora tali da riempire il mare fino all’orizzonte; uno splendore di prodigi così fulgido, come potrebbe eguagliarlo un castello di miraggio? Forse il mare verde respira insieme al soffio primordiale e i draghi divini si trasformano, in una vastità che non si può misurare; come dicono i sutra buddhisti, il re dei draghi sa suscitare ogni sorta di fulmini, piogge e nuvole restando nel proprio palazzo, senza muoversi né vacillare: nelle profondità recondite di monti e mari, questo principio è possibile. Giunsi sulla riva del mare dopo la festa di Mezzo Autunno, quando il tempo era già appena freddo; il prefetto Li Shuzhi, un poeta, si unì a me nel pregare al tempio del re Guangde. Trascorsi due giorni, qualcuno riferì all’improvviso: «Stamattina, dal colore del vento e dall’aspetto delle nuvole, un miraggio dovrebbe apparire». Salimmo insieme sulla torre Binri ad attenderlo. Quando il sole era appena sorto, sull’isola Dazhu giaceva trasversalmente una nave gigantesca, lunga più di cento xun. Shuzhi me la indicò con il dito, e io dissi: «È solo una nave di mare». Shuzhi disse: «Guardala attentamente: perché non si muove?». Dopo un istante, a prua e a poppa trascinava numerose bandiere, spade e alabarde si agitavano fitte, poi d’un tratto scomparvero; rimase solo la nave vuota che andava mutando a poco a poco, fino a spegnersi come una lunga galleria. Shuzhi disse: «Il vento si è fatto un po’ forte e freddo; altrimenti l’apparizione non sarebbe ancora terminata». Ah, che prodigio divino! Dunque le tre montagne divine di cui parlano lo Shiji e l’Hanshu — Penglai, Fangzhang, Yingzhou — che si scorgevano come nuvole senza mai potervi giungere, erano forse cose di questo genere. E i maestri delle arti magiche di Qin e Han che si inoltravano in mare potevano solo andare e venire tra quelle isole rocciose; imbattutisi per caso in questo prodigio e ammirandolo come un regno immortale, non commisero un errore troppo grave. Non erano come i naviganti d’oggi, che solcano il mare spingendosi lontano oltre l’oceano delle Acque Nere, talvolta vagando mesi e anni prima di tornare: se davvero esistesse una montagna immortale di Penglai, come mai non ne hanno mai sentito parlare? Queste parole bastano a dissipare un dubbio di mille ere.

《齐乘》 (Cronache di Qi), “Monti e fiumi: isola Shamen”; di Yu Qin, dinastia Yuan

Penglaige Ji

世传蓬莱、方丈、瀛洲在海之中,岂□□□□其处,其□恍惚□异,多出方士之说,难□。登州所居之邑曰蓬莱,岂非秦、汉之君东游以□□迹,意神仙果可求也,蓬莱不得见,而空名其邑曰蓬莱,使后传以为惑。据方士三山之说,大抵草木鸟兽神怪之名,又言仙者宫□伟大,气序和平之状,餐其草木,则可以长生不死。长往之士,莫不欲到其境,而脱于无何有之乡。祭海而望,翕然注想物外,不惑其说者有矣。嘉祐辛丑,治邦逾年,而岁事不愆,风雨时若,春蓄秋获,五谷登成,民皆安堵。因思海德润泽为大,而神之有祠,俾遂新具庙,即其旧以构此阁,将为□人游览之所。层崖千仞,重溟万里,浮波涌金,扶桑日出,霁河横银,阴灵生月,烟浮雾横,碧山远列,沙浑潮落,白鹭交舞,游鱼浮上,钓歌和应。仰而望之,身□翔,俯而瞰之,足蹑鳌背。听览之间,恍不知神仙之蓬莱也,乃人世之蓬莱也。上德远被,恩涵如春,恍若致俗于仁寿之域,此治世之蓬莱也。后因名其阁曰蓬莱,盖志一时之事,意不知神仙之蓬莱也。

Si tramanda che Penglai, Fangzhang e Yingzhou si trovino in mezzo al mare; ma come □□□□ il loro luogo? Il loro □ vago e □ prodigioso proviene per lo più dai racconti dei maestri delle arti magiche, difficili da □. La città in cui risiede Dengzhou si chiama Penglai: non sarà forse che i sovrani di Qin e Han, viaggiando verso est, □□ quelle tracce, ritenendo che gli spiriti immortali si potessero davvero cercare, e poiché Penglai non si lasciava vedere, diedero invano alla loro città il nome di Penglai, lasciando ai posteri motivo di confusione? Secondo la dottrina delle Tre Montagne dei maestri delle arti magiche, si tratta per lo più di nomi di erbe, alberi, uccelli, bestie, spiriti e prodigi; dicono inoltre che i palazzi □ degli immortali sono maestosi, che l’ordine delle stagioni vi è mite e armonioso e che, nutrendosi di quelle erbe e piante, si può vivere a lungo senza morire. Gli uomini dediti alla lunga ascesi desiderano tutti giungere in quel territorio e rifugiarsi nel «villaggio del Nulla». Chi sacrifica al mare scrutando l’orizzonte, raccolto e assorto oltre le cose del mondo, pure trova chi non si lascia ingannare da quei racconti. Nell’anno xinchou dell’era Jiayou governavo questa terra da più di un anno: l’annata non aveva conosciuto calamità, vento e pioggia giungevano a tempo debito, in primavera si accumulava e in autunno si raccoglieva, i cinque cereali maturavano e il popolo viveva tranquillo. Pensando allora che la virtù benefica del mare, con le sue piogge feconde, è la più grande, e che il dio aveva il suo tempio, feci completare il tempio nuovo e sul suo antico sito costruii questo padiglione, destinato a essere un luogo di □ e di visita per la gente. Rupi a strati per mille ren, distese di mare per diecimila li; onde fluttuanti che spumeggiano oro, il sole che sorge dal Fusang, il corso d’acqua sereno disteso come argento, la luna che nasce tra gli spiriti dell’ombra; fumi che fluttuano e nebbie distese, monti azzurri schierati in lontananza, sabbie torbide alla bassa marea, aironi bianchi che danzano intrecciati, pesci che guizzano in superficie, canti di pescatori che si rispondono. Alzando lo sguardo a contemplarlo, il corpo □ si libra in volo; chinandosi a guardare giù, i piedi calpestano il dorso della grande tartaruga. Tra ciò che si ode e si vede, in un attimo di smarrimento si ignora il Penglai degli spiriti immortali: questo è il Penglai del mondo degli uomini. La virtù del sovrano si diffonde lontano, la sua grazia avvolge come la primavera, quasi a condurre i costumi nel dominio della benevolenza e della longevità: questo è il Penglai di un’epoca di buon governo. Per questo in seguito chiamai il padiglione «Penglai»: per registrare un evento del mio tempo, con l’intenzione che non si confondesse con il Penglai degli spiriti immortali.

《蓬莱阁记》 (Cronaca del Padiglione Penglai), raccolta nella 《登州府志》 (Cronaca della prefettura di Dengzhou); di Zhu Chuyue, dinastia Song

Zheng Kaiyang Zazhu

登、莱二郡突出于海,如人吐舌,东、南、北三面受敌,故设三营联络,每营当一面之寄。登州营所以控北海之险也,登、莱二卫并青州左卫俱隶焉。策应地方,语所,则有奇山、福山、中前、王徐前诸所;语寨,则有黄河口、刘家、汪解、宋芦、徐马停、皂河、马埠诸寨;语巡司则有杨家店、高山、孙𡵚镇、马亭镇、东良海口、柴胡、海仓、鱼儿铺、高家港诸司。三营各立把总二员总辖之。在海外则岛屿环抱,自东北崆峒、半洋,西抵长山、蓬莱、田横、沙门、鼍矶、三山、芙蓉、桑岛,错落盘踞,以为登州北门之护。过此而北,则辽阳矣。此天造地设之险也。然诸岛虽近登州,而居岛中以取鱼盐之利者,乃辽阳之编伍,非山东之戍卒也。叫呶跳梁,可畏而不可恃。故北海之滨,既有府治,复建备倭城于新河海口,以为屏翰,且有本营之建焉。沿海兵防,特重其责,非若他省但建水寨于岛屿,良有以也。夫岛屿既不设险,则海口所系匪轻。自营城东,若抹直石、落湾子、刘家汪、平畅、芦洋诸处,自营城西若西王庄、西山、栾家、孙家、海洋、山后八角、城后芝罘、莒岛诸处,皆可通番舶登突。严外户以绥堂阃,其本营典守之责乎!

Le due prefetture di Dengzhou e Laizhou sporgono nel mare come una lingua che una persona caccia fuori, esposte al nemico su tre lati — est, sud e nord; per questo vi furono istituiti tre accampamenti collegati tra loro, ciascuno incaricato di un fronte. L’accampamento di Dengzhou serve a controllare le posizioni strategiche del mare settentrionale; le due guarnigioni di Dengzhou e Laizhou e la guarnigione sinistra di Qingzhou vi sono tutte subordinate. Per il territorio da coprire con i rinforzi: quanto alle stazioni, vi sono quelle di Qishan, Fushan, Zhongqian e Wangxuqian; quanto ai forti, vi sono quelli di Huanghekou, Liujia, Wangxie, Songlu, Xumating, Zaohe e Mabu; quanto agli uffici di ispezione, vi sono quelli di Yangjiadian, Gaoshan, Sun𡵚zhen, Matingzhen, Dongliang Haikou, Chaihu, Haicang, Yu’erpu e Gaojiagang. Ognuno dei tre accampamenti stabilisce due luogotenenti che li dirigono complessivamente. Al largo, le isole si dispongono ad anello: da Kongtong e Banyang a nord-est fino a ovest verso Changshan, Penglai, Tianheng, Shamen, Tuoji, Sanshan, Furong e Sangdao, disposte irregolarmente ma saldamente annidate, a protezione della porta settentrionale di Dengzhou. Oltrepassate queste verso nord, c’è Liaoyang: è una posizione strategica creata dal cielo e disposta dalla terra. Tuttavia, sebbene queste isole siano vicine a Dengzhou, chi le abita per trarre profitto da pesce e sale sono soldati inquadrati di Liaoyang, non guarnigioni dello Shandong: schiamazzanti e turbolenti, sono da temere e non su cui fare affidamento. Perciò sulla costa del mare settentrionale, oltre alla sede prefettizia, si costruì anche la città Beiwo all’imboccatura del fiume Xin come schermo e baluardo, e vi si stabilì questo accampamento. La difesa militare costiera ha qui una responsabilità particolarmente grave: non è come in altre province, dove ci si limita a costruire fortilizi navali sulle isole — una buona ragione c’è. Poiché le isole non sono fortificate, le imboccature del mare rivestono un’importanza non lieve. A est della città dell’accampamento, luoghi come Mozhishi, Luowanzi, Liujiawang, Pingchang e Luyang; a ovest della città dell’accampamento, luoghi come Xiwangzhuang, Xishan, Luanjia, Sunjia, Haiyang, Shanhou Bajiao, Chenghou Zhifu e Judao: tutti possono dare accesso a navi straniere per sbarchi improvvisi. Presidiare severamente le porte esterne per pacificare l’interno del territorio: non è questo il dovere di custodia del nostro accampamento?

《郑开阳杂著》 (Scritti vari di Zheng Kaiyang), “Sulla guarnigione e la difesa dell'accampamento di Dengzhou”; di Zheng Ruozeng, dinastia Ming

Shandong Tongzhi

登州府城。水城二丈四尺,四门,门上有楼,池阔一丈四尺,深八尺。

La città della prefettura di Dengzhou. La Città d’Acqua è alta due zhang e quattro chi, ha quattro porte e sopra le porte vi sono torri; il fossato è largo uno zhang e quattro chi e profondo otto chi.

《山东通志》 (Monografia generale dello Shandong), juan 13, “Mura e fossati”

Zengxiu Dengzhou Fuzhi

水城在城北,与大城相连,即宋之刀鱼寨。明洪武九年,设登州卫,置海船运辽东军需。指挥谢观以河口浅隘,奏议挑濬,绕以土城,北砌水门,引海入城,名新开口,南设关禁,以讥往来。后因备倭,立帅府于此,名备倭城。周三里许,高三丈五尺,厚一丈一尺,西北跨山,东南濒河,南一门曰振扬,楼铺共二十六。万历二十四年,总兵李承勋甃以砖石,增敌台三,知府徐应元复修之。崇祯十一年,知府陈钟盛,同知来临增修。国朝乾隆五十八年,知县安奎文请帑重修。道光二十年知县王文焘,同治元年知府常筠、知县周毓南、光绪元年知县郑锡鸿相继劝捐修葺。

La Città d’Acqua si trova a nord della città, collegata alla grande città: è la fortezza Daoyu dei Song. Nel nono anno dell’era Hongwu dei Ming vi fu istituita la guarnigione di Dengzhou e si approntarono navi marittime per trasportare i rifornimenti militari del Liaodong. Il comandante Xie Guan, poiché l’imboccatura del fiume era bassa e stretta, presentò un memoriale proponendone il dragaggio; la cinse con una cinta di terra, costruì a nord una porta d’acqua in muratura per condurre il mare dentro la città — chiamata Nuova Apertura — e stabilì a sud una barriera doganale per controllare i passaggi. In seguito, per la difesa contro i pirati giapponesi, vi fu stabilito il comando generale e prese il nome di città Beiwo. Ha un perimetro di circa tre li, è alta tre zhang e cinque chi e spessa uno zhang e un chi; a nord-ovest si inerpica sulla montagna, a sud-est costeggia il fiume; la porta a sud si chiama Zhenyang, e torri e postazioni di guardia sono in tutto ventisei. Nel ventiquattresimo anno dell’era Wanli il comandante supremo Li Chengxun la rivestì di mattoni e pietra e aggiunse tre torri di difesa; il prefetto Xu Yingyuan la restaurò di nuovo. Nell’undicesimo anno dell’era Chongzhen il prefetto Chen Zhongsheng e il viceprefetto Lai Lin la ampliarono e restaurarono. Nel cinquantottesimo anno dell’era Qianlong della nostra dinastia il magistrato An Kuiwen chiese fondi per ricostruirla. Nel ventesimo anno dell’era Daoguang il magistrato Wang Wentao, nel primo anno dell’era Tongzhi il prefetto Chang Yun e il magistrato Zhou Yunan, e nel primo anno dell’era Guangxu il magistrato Zheng Xihong si succedettero nel sollecitare donazioni per restaurarla.

《增修登州府志》 (Cronaca ampliata della prefettura di Dengzhou), juan 7, “Opere murarie: mura e fossati”; compilata da Fang Ruyi e Jia Hu, dinastia Qing

Ming Shi

贼窜归登州,国臣等筑长围守之。城三面距山,一面距海,墙三十里而遥,东西俱抵海,分番戍,贼不能出,发大𪿫,官军多死伤。李九成出战相当。十一月,九成搏战,降者泄其谋。官军合击之,馘于阵,贼乃晓夜哭。贼渠魁五,九成、有德、有时、耿仲明、毛承禄也,及是杀其二。帝嘉解围功,进大典右副都御史,将吏升赏有差。是月,国奇卒,以襄代。攻围既久,贼粮绝,恃水城可走,不降。及王之富、祖宽夺其水门外护墙,贼大惧。六年二月中旬,有德先遁,载子女财帛出海。仲明以水城委副将王秉忠,己亦以单舸遁。官军遂入大城,攻水城未下。游击刘良佐献轰城策,匿人永福寺中,穴城置火药发之,城崩,官军入,贼退保蓬莱阁。大典招降,始释甲,俘千余人,获秉忠及伪将七十五人,自缢及投海死才不可胜计,贼尽平。

I ribelli fuggirono e tornarono a Dengzhou; Guochen e gli altri costruirono un lungo vallo per assediarla. La città era delimitata su tre lati dai monti e su un lato dal mare; la cinta si estendeva per una trentina di li, giungendo al mare sia a est sia a ovest, con guarnigioni a turno, e i ribelli non potevano uscire; spararono grossi cannoni e l’esercito imperiale subì molti morti e feriti. Li Jiucheng uscì a combattere con esito pari. A novembre Jiucheng combatté accanitamente, ma chi si era arreso rivelò il suo piano; l’esercito imperiale attaccò unito e lo decapitò in battaglia, e i ribelli piansero giorno e notte. I capi ribelli erano cinque — Jiucheng, Youde, Youshi, Geng Zhongming e Mao Chenglu — e a quel punto due erano stati uccisi. L’imperatore elogiò il merito di aver tolto l’assedio e promosse Dadian a vicecensore capo destro, con promozioni e ricompense differenziate per ufficiali e soldati. Quello stesso mese Guoqi morì e fu sostituito da Xiang. L’assedio si protraeva ormai da tempo: i ribelli avevano esaurito i viveri, ma confidando di poter fuggire grazie alla Città d’Acqua non si arrendevano. Quando Wang Zhifu e Zu Kuan strapparono loro il muro di protezione esterno della porta d’acqua, i ribelli furono presi da grande timore. A metà del secondo mese del sesto anno, Youde fuggì per primo, caricando figli e ricchezze su una nave verso il mare. Geng Zhongming affidò la Città d’Acqua al vicegenerale Wang Bingzhong e fuggì a sua volta su una barca solitaria. L’esercito imperiale entrò allora nella grande città, ma l’attacco alla Città d’Acqua non riusciva. Il generale di guerriglia Liu Liangzuo propose uno stratagemma per far saltare le mura: nascose uomini nel tempio Yongfu, scavò una galleria sotto le mura, vi collocò la polvere da sparo e la fece esplodere; le mura crollarono, l’esercito imperiale entrò e i ribelli si ritirarono a presidio del Padiglione Penglai. Solo quando Dadian li indusse alla resa deposero le armi: furono catturati più di mille uomini e presi Wang Bingzhong e settantacinque generali ribelli; quanti si impiccarono o si gettarono in mare morendo furono innumerevoli, e i ribelli furono completamente annientati.

《明史》 (Storia dei Ming), juan 276, “Biografia di Zhu Dadian”; compilata da Zhang Tingyu e altri, dinastia Qing

Chongxiu Penglaige Ji

□按史,秦皇东游海上,登之罘,以冀与神仙遇。汉武时,燕、齐迂怪之士扼腕言海上有蓬莱、方丈、□□三神山之属,仙人可致。帝欣然庶几遇之,即其地望莱□。蓬莱阁之名,实昉此焉。说者曰:兹名也,侈心也。胡为乎沿之而以重修烦也。考郡乘,宋嘉祐□,守臣朱处约氏实创构之,谓上德远被,致俗仁寿,此治世之蓬莱也。语具农珉中。余览而旨之,叹曰:知言哉!古人一丘一壑,不凿登咏。矧是阁首踞丹崖,𫖯瞰□滨,千折之槛,三至之阶恍然出人。间世固城内一奇也。岛可无修在□□天海涵,寅宾日出,周波不扬,肃旗东来,□鸣氏之所宅,管敬仲之所官,升降不知凡几,于海王之国仅一瞬也,可以观世。风雨□冥之潮□万状,沙门□矶,牵竹之楼台闪忽,鱼龙犀□象罔之出没无常,安期美门,紫芝瑶草之若有若无。凭栏一睇,桐心骇目,斯诧□吊诡之间也。□以观变。尔乃观海摅襟,登高作赋,或明风干。爰□,或□物于□矢,或寓言于齐谐,或侈谈于□海,或□□□以见奇,或祷海市以志感,秀色雄乎涛声,□思巧于蜃气,可以观材。至若东扼岛夷,北控辽左,南通吴会,西翼燕云,艘运之所达,可以济咽喉;备倭之所据,可以崇保障。封豕靡所渔,长鲸罔敢吸,可以观要。抚时察变,度材修要,四者备,天下之大观矣。

□ Esaminando le storie: l’imperatore Qin Shi Huang viaggiò verso est fino al mare e salì il monte Zhifu, sperando di incontrare spiriti immortali. Al tempo dell’imperatore Wu degli Han, i letterati stravaganti di Yan e Qi, con indignazione fremente, affermavano che sul mare vi erano tre montagne divine del genere di Penglai, Fangzhang e □□, e che gli immortali si potevano ottenere. L’imperatore, lieto, sperò di incontrarli e da quel luogo scrutò verso Lai□. Il nome del Padiglione Penglai trae in realtà origine da qui. Chi commenta dice: questo nome è un capriccio ambizioso; perché mai tramandarlo e affannarsi in una ricostruzione? Esaminando le cronache della prefettura, nell’era Jiayou dei Song □ fu il prefetto Zhu Chuyue a edificarlo per primo, dicendo: «La suprema virtù si diffonde lontano e conduce i costumi a benevolenza e longevità: questo è il Penglai di un’epoca di buon governo». Le sue parole sono riportate per esteso nella cronaca di Nongmin. Le lessi e ne apprezzai il senso, esclamando: parole sapienti! Gli antichi, di fronte a una collina o a una valle, non ne forzavano il canto. A maggior ragione questo padiglione, che sorge in testa alla rupe cinabro e dall’alto domina □ la riva: balaustre dai mille giri e gradini saliti tre volte, in una visione che sembra oltrepassare l’umano — è davvero, in questo mondo, una meraviglia entro le mura. Isola che non può fare a meno del restauro in □□ Il cielo e il mare si abbracciano, si attende riverente il sole che sorge, le onde tutt’intorno non si agitano, le bandiere solenni giungono da est: qui □ dimorò il signore di Ming, qui esercitò il suo ufficio Guan Jingzhong; quante ascese e cadute si sono succedute — per il regno del sovrano del mare appena un istante: qui si può osservare il mondo. Nei giorni di vento e pioggia □ le tenebre della marea □ in diecimila sembianze; Shamen □ Ji, e le torri e terrazze di Qianniu e Dazhu lampeggiano e svaniscono; pesci-drago e rinoceronti □ e spiriti come Xiangwang appaiono e scompaiono senza costanza; Anqi e Meimen, funghi viola ed erbe di giada, come se ci fossero e non ci fossero. Affacciandosi alla balaustra per uno sguardo, il cuore si scuote e gli occhi si smarriscono: è tra □ prodigio e meraviglia, □ per osservare il mutamento. E allora, contemplando il mare, si distende l’animo; salendo in alto, si compongono rapsodie: ora per illustrare il buon governo, e qui □; ora per □ le cose in □ frecce; ora per affidare parabole allo «Xie di Qi»; ora per discorrere ampiamente di □ mare; ora per □□□ e mostrare il prodigioso; ora per pregare il miraggio marino e registrare l’emozione; la bellezza del paesaggio è più virile del fragore dei flutti, □ il pensiero più ingegnoso del fiato dei miraggi: qui si può osservare il talento. Quanto poi al fatto che a est tiene in scacco gli isolani, a nord controlla la sinistra del Liao, a sud comunica con Wu e Kuaiji, a ovest fa da ala a Yan e Yun: dove giungono i trasporti per nave si può soccorrere la gola strategica; ciò su cui si fondano le difese contro i wokou può elevare la protezione; i maiali giganti non trovano dove pescare, le lunghe balene non osano inghiottire: qui si può osservare l’importanza strategica. Considerare i tempi e discernere i mutamenti, misurare i talenti e consolidare le posizioni chiave: presenti tutti e quattro, questa è la più grande visione dell’impero.

鸟可无修。语有之:台以察氛祲,节劳佚,微独于目观美也。盖古之仁人君子,遐思逖览,罔不在民。记超然台则起物外之想,登岳阳楼则勤先忧之思,宁独骋盻望,流光景为旷巳乎?若乃登兹阁者,纪网之臣肃其宪令,封疆之臣宣其慈惠,文学之臣藻其鞶悦,将帅之臣振其武略,俾物无疵厉,民无夭札,跻斯世而蓬莱之,庶几仁人君子之用心哉!无论世无神仙蓬莱,政使有之,以方我大明盛治,摹唐型周,海静风恬,真人天境界果何若也?抑方丈瀛洲,君子固掩日不欲道耶?然则是阁也,修于治世尤亟矣。余固曰:知言哉!宋臣也,卑卑秦汉,从臾者流,奚置喙焉。是役也,前□□□檄经始,稽费则公课百余𦈏,乡官成□□□□□□,预办材□左。会巡抚□东顾公海檄□□价壁,谕水□金,输运三年,财靡帑出,力靡民□□□□□□旧贯,什倍之□。阁入国朝,一修于永□间,□修于成化七年北,兹三修也。阁事竣,适不谷建节之初,郡吏具状守、巡以请,佥谓材美制巨,地胜名䢢,不可以不记也。于是乎记。

Come si può fare a meno di restaurarlo. Si dice: le terrazze servono a osservare le aure nefaste e propizie, a regolare fatica e riposo, e non solo al piacere degli occhi. Gli uomini benevoli e i gentiluomini dell’antichità, nei loro pensieri remoti e nelle loro vedute lontane, avevano sempre il popolo nel cuore. Chi registra la terrazza Chaoran vi suscita pensieri che vanno oltre le cose; chi sale la torre di Yueyang vi coltiva la premura di affliggersi per primo: come potrebbero essere solo un galoppo dello sguardo, un fluire di luce e paesaggio per il gusto dell’ampiezza? Se poi chi sale su questo padiglione — il funzionario dell’ordine ne renda severe le leggi, il funzionario dei confini ne diffonda la benevolenza, il funzionario delle lettere ne orni l’eleganza, il funzionario della guerra ne rafforzi la strategia — sicché le cose non abbiano difetto né pestilenza e il popolo non muoia prima del tempo né soffra, e quest’epoca sia elevata a Penglai: ecco, si spera, l’intento di uomini benevoli e gentiluomini! A prescindere che al mondo non esista il Penglai degli spiriti immortali — ammesso pure che esista, a confronto con il grande governo dei nostri Ming, che prendono a modello i Tang e si conformano agli Zhou, con il mare quieto e il vento mite, quale sarebbe mai il confine tra veri uomini e cielo? O forse di Fangzhang e Yingzhou il gentiluomo proprio non vuole parlare, velando il sole? Dunque questo padiglione, restaurarlo in un’epoca di buon governo è ancora più urgente. Io ribadisco: parole sapienti! Quel ministro dei Song, che teneva in basso conto Qin e Han come gente che blandisce e blandisce, come potrebbe intromettervisi? Quanto a quest’opera, dapprima □□□ con dispaccio la avviò; verificando le spese, il fondo pubblico ammontava a oltre cento 𦈏, i funzionari locali completarono □□□□□□ e prepararono in anticipo i materiali □ di scorta. Accadde che il governatore □ il duca Gu di Dong, con dispaccio marittimo □□ valutò il muro, ordinando all’acqua □ i fondi; i trasporti durarono tre anni, senza che il denaro uscisse dal tesoro né la fatica dal popolo □□□□□□ la spesa abituale, dieci volte tanto □. Da quando il padiglione è entrato nell’attuale dinastia, fu restaurato una volta nell’era Yong□, □ restaurato nel settimo anno dell’era Chenghua a nord, e questo è il terzo restauro. Quando i lavori del padiglione furono compiuti, coincideva proprio con l’inizio del mio comando; i funzionari della prefettura ne redassero il rapporto al prefetto e al soprintendente per richiedere che, trovandosi i materiali pregiati e la fattura imponente, il luogo superbo e il nome celebre, non si potesse non registrarlo. E così ne scrissi la cronaca.

《重修蓬莱阁记》 (Cronaca della ricostruzione del Padiglione Penglai), raccolta nella 《登州府志》 (Cronaca della prefettura di Dengzhou); di Song Yingchang, dinastia Ming

Haijingting Ji

登州临观之胜,曰蓬莱阁,枕丹崖,俯沧海,士大夫燕游歌咏,必于是焉在。樽酒未终,云物百变,然长山诸岛逼出其左,若得海之一隅。阁下四壁皆石刻,多世俗所□。蓬莱八景,殊少善本。苏文忠巂书海市歌,字剥落,类刓削者几煎人。碑刻名迹,吏多微榻□本,不予其直,民怨其病已也,而毁之,如此者甚众,是□惜也。右折而下,为海潮庵,庵左侧有亭皎然,轩楹□厂,盖先朝台使者阅水师处。今武备不讲久矣。把酒凭栏,左右洲岛参差,至此则一碧万里,无复织芥。风微日霁,波平如熨,上可以凭虚御风,与三山十洲相往来,而下可以接鲛宫蜃市于几席间也。丁酉夏四月十有四日,予夜宿亭畔,水月空明,毛发可数,书其上曰海镜。明年再至,则郡丞马君扫除丹雘,登望潇洒,留连不能去。事固有名微而实胜,居卑而视广者,有类于是。后之好事者,其毋务崇其观,礼其垣,以废吾亭,乃龙石而记之。

Tra le bellezze panoramiche di Dengzhou c’è il Padiglione Penglai, che poggia sulla rupe cinabro e si affaccia sul mare verde; letterati e funzionari, nei loro banchetti e nelle loro gite poetiche, non mancano mai di venirvi. Prima ancora che il vino nella coppa sia finito, nuvole e fenomeni si trasformano cento volte; tuttavia le isole Changshan sporgono ravvicinate alla sua sinistra, sicché sembra di abbracciare solo un angolo del mare. Le quattro pareti sotto il padiglione sono tutte incisioni in pietra, per lo più □ di mano volgare. Delle «Otto vedute di Penglai» esistono pochissime buone copie. Il canto del miraggio calligrafato da Su Wenzhong (Su Shi) ha i caratteri scrostati, quasi consumati al punto da straziare chi li guarda. Quanto a stele e tracce celebri, i funzionari spesso ne prendevano di nascosto calchi □ senza pagarne il prezzo; la gente, esasperata da quel danno, le ha distrutte — e di casi così ve ne sono moltissimi: è davvero □ un peccato. Svoltando a destra e scendendo si giunge al convento Haichao; sul fianco sinistro del convento sorge luminoso un padiglione, con colonne □ e spazioso: era, a quanto pare, il luogo da cui gli inviati del tribunale della dinastia precedente passavano in rassegna la flotta. Oggi le arti militari non si coltivano più da tempo. Con la coppa in mano, appoggiato alla balaustra, a destra e a sinistra isole e banchi si susseguono irregolari, ma qui lo sguardo spazia su un’unica distesa cerulea di diecimila li, senza più un filo d’ostacolo. Brezza lieve e sole sereno, onde lisce come stirate: in alto si può cavalcare il vuoto guidando il vento, andando e venendo con le Tre Montagne e le Dieci Isole; in basso si possono accogliere i palazzi degli squali e i mercati dei miraggi tra tavolino e stuoia. Il quattordicesimo giorno del quarto mese dell’estate dell’anno dingyou pernottai accanto al padiglione: acqua e luna erano un chiarore trasparente in cui si potevano contare i capelli; vi scrissi sopra «Specchio Marino». L’anno seguente vi tornai e trovai che il viceprefetto, signor Ma, aveva ripulito e ridipinto il cinabro; salire a contemplare dava un senso di leggerezza, indugiavo senza riuscire a staccarmene. Le cose hanno talvolta nome modesto e sostanza superiore, posizione umile e vista ampia, proprio come in questo caso. Possa l’amatore futuro non affannarsi a innalzare terrazze e riverire mura fino a far perire il mio padiglione: ne ho inciso la memoria sulla pietra.

《海镜亭记》 (Cronaca del Padiglione dello Specchio Marino), raccolta nella 《蓬莱县志》 (Cronaca della contea di Penglai); di Shi Runzhang, dinastia Qing

Gujin Tushu Jicheng · Zhifang Dian

登镇标水师营,原系登州水营,顺治十八年设守备一员,千总一员,左哨把总一员,右哨把总一员,驻札登州水城并分防水城东西海口墩台,其东至宁海州交界,西至莱州府交界,拨把总带领兵丁轮流分防。

Il battaglione navale del presidio di Dengzhou era in origine il campo navale di Dengzhou; nel diciottesimo anno dell’era Shunzhi vi furono istituiti un comandante di presidio, un comandante di mille, un luogotenente della vedetta sinistra e un luogotenente della vedetta destra, di stanza nella Città d’Acqua di Dengzhou e distaccati anche a difesa delle torri di segnalazione delle imboccature marittime a est e a ovest della Città d’Acqua; il settore si estendeva a est fino al confine con il dipartimento di Ninghai e a ovest fino al confine con la prefettura di Laizhou, con luogotenenti assegnati a guidare i soldati in turni di difesa scaglionati.

《古今图书集成·职方典》 (Raccolta illustrata dei libri antichi e moderni, sezione dei Territori), “Esame dell'ordinamento militare della prefettura di Dengzhou”, dalla cronaca prefettizia; compilato da Chen Menglei, dinastia Qing

登州滨海而郡有山蜿蜒分脉,泰宗来自东南,崒〼海岸作镇城北,前人构阁其上,榜曰蓬莱,夫蓬莱境界号称仙居,其说见于山经水注所记载骚士韵客所托兴,不一而足,而是阁之构乃以是名,其有慕而为之耶。抑将以形破影,以迹蹈空,使登是阁者悟蓬莱,亦如是阁不必更从阁外觅蓬莱耶。予以丙子秋奉命守登,初一登临,见荒烟蔓草颓垣裂瓦,满目萧条,感极而悲,盖以崇祯五年燹于兵故也。及考诸舆志则登为古嵎夷地,寅宾出日于是乎,在而西北有田公寨,是固五百义士所慷慨发愤不为汉臣者也。北折而南则有之罘岛、文登山、不夜城、系马台,是固秦皇汉武所巡幸驻跸,祷祀祈求希望长生而不可得者也。极目浩渺,浮波隐见,则有皇城岛、鼍矶诸峦峙其间,太宗渡辽之绩,仁贵天山之功,流传约略犹有可论述者,然则登虽小郡,实南北关钥,自昔圣帝明王英雄豪杰之所式化驰骛之区也,乌睹所谓瑶花琪树,玉阙金楹之胜,概安期子晋王乔叶善之,往来而号曰蓬莱也哉,虽然世外蓬莱有与无不必论,而解脱缰锁,涤除烦苛以自心蓬莱造斯世蓬莱,其得失可还商也。我明太祖肇造,区夏薄海内外,靡非臣妾列圣相承,重熙累洽民生三百年来不见兵革,鸡犬桑麻嬉游歌舞声影闻望迄于四境,前后长兹土者或公慈而廉明,或易直而子谅,政无虎猛,俗鲜鸿哀,所称至治之世,纳兆庶于春台,其在斯时乎,使世外果有蓬莱,其优游自得与物无竞之景当亦如是,已耳无何乱起刊湮荡析之惨,仳离怨旷之气通于城野,而曩之所谓鸡犬桑麻嬉游歌舞声影闻望迄于四境者盖已不可复识矣,予抵登之年,竭蹶砥砺,积粟储器,以戒不虞,幸而鲸波载息,蛟穴爰清,虽不敢谓学道爱人遽臻上理,而生聚教训固守土者之责也,其荡析仳离之景行且一转而曩,昔嬉游歌舞之乐不且再见欤,其纳兆庶于春台,使之优游自得也,即以环登为蓬莱亦可耳,至若流连景会随物悲喜,写骚情于毫端,抒逸兴于赋底,则善乎范希文之言曰:君子先天下之忧而忧,后天下之乐而乐。虽是阁之中风潮月汐,雾彩星碁,一日之内晦暝异态,可娱宴而匪所思存也。时因葺治城垣修建,海神天妃诸庙以为国祝,厘为民祈祷,用纪其事,与予之意以告登众,以贻后来有如此者。

Dengzhou fronteggia il mare e nella prefettura vi sono montagne che si snodano in diramazioni; la vena del Tai giunge da sud-est e si erge 〼 sulla costa, facendo da baluardo a nord della città. Gli antichi costruirono sulla sua sommità un padiglione, con l’insegna «Penglai». Ora, il regno di Penglai è detto dimora di immortali; il racconto appare nelle cronache dei monti e nelle note sulle acque e nelle suggestioni affidatevi da poeti e rimatori, senza fine — e che questo padiglione fosse costruito proprio con questo nome, sarà stato per aspirazione? Oppure per infrangere l’ombra con la forma, per calcare il vuoto con la traccia, affinché chi salisse su questo padiglione comprendesse che Penglai è come questo padiglione, senza bisogno di cercarla fuori dal padiglione? Nell’autunno dell’anno bingzi ricevetti l’ordine di governare Deng; appena salii per la prima volta vidi fumi desolati ed erbe rampicanti, muri crollati e tegole spezzate, uno spettacolo di desolazione che riempiva lo sguardo, e fui commosso fino al dolore: era perché nel quinto anno dell’era Chongzhen era stata devastata dalla guerra. Esaminando poi le cronache del territorio: Deng è l’antica terra di Yuyi, dove «si attende riverente il sole che sorge»; a nord-ovest vi è la fortezza del duca Tian, quella dei cinquecento giusti che, indignati e ardenti, rifiutarono di farsi sudditi degli Han. Piegando da nord a sud vi sono l’isola Zhifu, il monte Wendeng, la città Buye e la terrazza Xima: luoghi che gli imperatori Qin Shi Huang e Wu di Han visitarono nelle loro ispezioni e dove si fermarono, pregando e sacrificando nella speranza della lunga vita, senza ottenerla. Lo sguardo si perde nella vastità, dove le onde affiorano e scompaiono: vi si ergono l’isola Huangcheng, i rilievi di Tuoji e altre vette; le imprese dell’imperatore Taizong nella traversata del Liao e i meriti di Xue Rengui al monte Tianshan si tramandano ancora sommariamente e se ne può discutere. Eppure Deng, per quanto piccola prefettura, è davvero il passo chiave tra nord e sud, il territorio che fin dall’antichità santi imperatori, saggi sovrani, eroi e uomini d’eccezione hanno percorso e trasformato: dove mai si vedrebbero le meraviglie dei fiori di giada e degli alberi meravigliosi, delle torri di giada e delle colonne d’oro, il via vai degli Anqi, dei Zijin, dei Wang Qiao e degli Ye Shan, per chiamarsi Penglai? Ciò detto, che il Penglai ultraterreno esista o no non occorre discuterlo; ma sciogliere briglie e catene, lavare via vessazioni e durezze, e con il Penglai del proprio cuore creare il Penglai di questo mondo — dei suoi guadagni e delle sue perdite si può ancora discutere. Quando il nostro Taizu dei Ming fondò il regno, in tutte le terre entro e oltre i mari non vi fu chi non fosse suo suddito; i sovrani successori si susseguirono, accumulando splendore e armonia, e per trecento anni la vita del popolo non conobbe guerre: polli, cani, gelsi e canapa, giochi, canti e danze, i loro suoni e le loro ombre si udivano e giungevano fino ai confini dei quattro orizzonti; quanti si succedettero nel governare questa terra furono chi giusto e benevolo, integro e illuminato, chi semplice e retto, paterno e indulgente; il governo non conobbe ferocia di tigri, i costumi raramente i lamenti dei fuggiaschi: quella che si dice un’epoca di governo supremo, che accoglie le miriadi del popolo sulla terrazza della primavera, fu forse quel tempo? Se pure il Penglai esistesse davvero oltre il mondo, la sua scena di tranquilla libertà, senza contesa con le cose, sarebbe stata proprio così. Ma in breve sorse il disordine: lo scempio dell’annientamento e della dispersione, il rancore della separazione e della desolazione si diffusero per città e campagne, e ciò che un tempo si chiamava — polli, cani, gelsi e canapa, giochi, canti e danze, i loro suoni e le loro ombre fino ai confini dei quattro orizzonti — non si poteva più riconoscere. Nell’anno in cui giunsi a Deng mi affaticai con ogni sforzo e mi temprai, accumulando grano e conservando armi, per premunirmi contro l’imprevisto; per fortuna le onde delle balene si placarono e le tane dei draghi si ripulirono. Sebbene non osi dire di aver appreso la Via, amato il popolo e raggiunto di colpo il governo supremo, pure far crescere la popolazione, accumulare, istruire e ammonire è il dovere di chi presidia saldamente il territorio; quella scena di dispersione e separazione sta per rovesciarsi in un attimo, e l’antica gioia dei giochi, dei canti e delle danze non si rivedrà forse di nuovo? Accogliere le miriadi del popolo sulla terrazza della primavera, renderle serene e appagate — anche chiamare Penglai l’intero territorio di Deng andrebbe bene. Quanto poi all’indugiare negli incontri paesaggistici, al gioire e rattristarsi con le cose, allo scrivere sentimenti di poeta con la punta del pennello, all’effondere ispirazione elevata nel fondo delle rapsodie — valgono le parole di Fan Xiwen: «Il gentiluomo si affligge prima delle afflizioni del mondo e gioisce dopo le gioie del mondo». Per quanto in questo padiglione venti e maree, nebbie colorate e stelle disposte come pedine offrano in un solo giorno sembianze diverse di luce e oscurità, possono allietare un banchetto ma non sono ciò a cui il mio pensiero si volge. In questo tempo, avendo riparato e ordinato le mura della città e ricostruito i templi del dio del mare, della Regina del Cielo e degli altri, per offrire auspici allo Stato e preghiere per il popolo, ne ho registrato i fatti insieme al mio intendimento, per annunciarli alla gente di Deng e lasciarli ai posteri, perché sia così.

《古今图书集成·职方典》 (Raccolta illustrata dei libri antichi e moderni, sezione dei Territori), che raccoglie la 《蓬莱阁记》 (Cronaca del Padiglione Penglai); di Chen Zhongsheng, dinastia Ming

Xiao Canglang Bitan

蓬莱阁在登州水城上几席之外海天万里沙门诸岛浮青数痕耳予两至此皆天气晴朗风清日丽绝未见所谓海市者故余有句云天能包括鲸波静日有光辉蜃气销余考史书地志山东沼海州县多有海市唐以前绝无海市之说凡史记所称秦始皇见仙人之地皆今有海市之地一一相合然则方士所以惑始皇者皆是物耳

Il Padiglione Penglai si trova sopra la Città d’Acqua di Dengzhou; oltre qualche stuoia, mare e cielo per diecimila li, e le isole Shamen che emergono come poche tracce di verde. Vi sono salito due volte e sempre con tempo sereno, vento limpido e sole splendido, senza mai vedere il cosiddetto miraggio; per questo scrissi in versi: «Il cielo sa tutto abbracciare, le onde delle balene sono quiete; il sole ha la sua luce, il fiato dei miraggi si dissolve». Esaminando le storie e le cronache del territorio, le prefetture e le contee costiere dello Shandong hanno spesso miraggi, mentre prima dei Tang non esisteva affatto la dottrina dei miraggi; tutti i luoghi in cui, secondo le Memorie storiche, l’imperatore Qin Shi Huang vide spiriti immortali coincidono uno a uno con i luoghi in cui oggi vi sono miraggi. Dunque ciò con cui i maestri delle arti magiche ingannarono Shi Huang erano tutti fenomeni di questo genere.

《小沧浪笔谈》 (Conversazioni a margine del Piccolo Canglang), juan 4; di Ruan Yuan, dinastia Qing

Fotografie storiche

1903

L’album Shantung and Kiaochou: Photographs of a Tour in 1903, conservato presso The National Archives britannico, custodisce due antiche vedute di Penglai. La prima riprende dall’acqua il Padiglione Penglai sulla collina Danya, le mura e le imbarcazioni; la seconda guarda dall’alto, dalla direzione del Padiglione Penglai, verso la Città d’Acqua, il porto e la città di Dengzhou. Le immagini sono state incluse, con l’autorizzazione di The National Archives, nel progetto «Historical Photographs of China» dell’Università di Bristol.

1906–1907

Una serie di negativi scattati da G. Warren Swire nella Città d’Acqua di Dengzhou tra il 1906 e il 1907 è oggi conservata presso l’Archives and Special Collections della SOAS — Università di Londra, ed è stata pubblicata dal progetto «Historical Photographs of China» dell’Università di Bristol; il copyright delle immagini appartiene a John Swire & Sons Ltd. Le quattro immagini documentano rispettivamente la porta d’acqua della Città d’Acqua con le imbarcazioni, la breccia nelle mura e il complesso edilizio della collina Danya, i tetti all’interno della città e il bacino portuale, nonché il bacino portuale, le imbarcazioni e le mura interne della Città d’Acqua. Dello stesso rotolo fanno parte altri due negativi intitolati «Temple at Tengchow»: uno riprende frontalmente il complesso di cortili, l’altro, scattato a ridosso del lato verso il mare, mostra il padiglione a doppio tetto, la balaustra e i muri.

1928

Nel sedicesimo giorno del primo mese lunare del 1928, Jiang Weizhou, fotografo dello studio Wuhua di via Dong a Penglai, fotografò la fiera del tempio Tianhou al Padiglione Penglai. La fotografia documenta il complesso edilizio che allora sorgeva sulla collina Danya, i muri dei cortili, il sentiero di montagna e la folla accorsa alla fiera; come racconta la nipote di Jiang Weizhou, Jiang Yanli, in «Ciao, vecchi tempi ǀ La storia in luci e ombre di tre generazioni con il Padiglione Penglai attraverso il secolo», la lastra di vetro di questa fotografia si conserva ancora oggi.

Riferimenti