Introduzione
Questa residenza sulla riva occidentale dello Shichahai, in via Qianhai Ovest, è attestabile per la prima volta come dimora del potente ministro Heshen sotto l’era Qianlong. Heshen fece erigere nella residenza, a imitazione delle regole del Palazzo della Longevità Tranquilla, edifici in legno di nanmu; lo scaffale dei molteplici tesori e i tramezzi ne seguirono interamente i modelli, e gli ornamenti della villa-giardino non differivano in nulla dalla Terrazza di Giada dell’isola Peng del Yuanmingyuan. Si racconta che alla fine dell’era Qianlong i principi si riunissero a discutere della successione al trono; quando il discorso cadde su Heshen, tutti gareggiarono nel volerlo consegnare alla giustizia. Yonglin, diciassettesimo figlio dell’imperatore Qianlong, disse invece di non nutrire ambizioni indebite sul trono: se un giorno, alla distribuzione dei feudi, avesse potuto ottenere la casa di Heshen per abitarvi, sarebbe stato pienamente soddisfatto. Nel quarto anno dell’era Jiaqing (1799) Heshen fu riconosciuto colpevole; durante la confisca dei suoi beni si scoprirono più di ventiseimila liang d’oro nascosti in muri doppi e oltre due milioni di liang d’argento sepolti in cantine; alla proclamazione dei capi d’accusa, gli edifici in nanmu e la villa-giardino figurarono come tredicesimo grande crimine, l’oro nascosto e l’argento sepolto come diciottesimo. Heshen dichiarò nella confessione che gli edifici in nanmu erano stati costruiti a imitazione dei modelli che aveva mandato dei eunuchi a osservare nel Palazzo della Longevità Tranquilla. In seguito la residenza fu divisa in due metà: una restò alla principessa Hexiao, nuora di Heshen, l’altra fu concessa a Yonglin, principe di secondo rango di Qing — fratello minore uterino dell’imperatore Jiaqing. La villa-giardino di Heshen era un’altra proprietà e fu concessa a Yongxing, principe di Cheng.
Yonglin vi abitò per vent’anni, durante i quali il palazzo conservò sempre, senza mai denunciarlo al trono, le quattro porte a berretto di Vairocana[1], le cinquantaquattro vasche della Pace[2] e le trentasei paia di lanterne stradali in bronzo lasciate da Heshen. Nel venticinquesimo anno dell’era Jiaqing (1820) Yonglin morì; suo figlio Mianmin ereditò il titolo e, appena subentrato, ne fece rapporto veritiero. Un editto stabilì che si trattava di oggetti contrari alle regole, installati privatamente da Heshen a suo tempo. Le porte a berretto di Vairocana furono smantellate e rifatte dal palazzo; le vasche della Pace e le lanterne di bronzo furono consegnate al Dipartimento dell’Interno imperiale per essere collocate altrove, e in seguito furono distribuite davanti alle porte Jingyun e Longzong della Città Proibita.
Mianmin morì nel sedicesimo anno dell’era Daoguang (1836), senza figli. Secondo le regole dei Qing, il titolo si abbassava di un grado a ogni trasmissione; l’imperatore Daoguang fece un’eccezione, lasciando che Yicai, il membro del clan adottato per la successione, ereditasse comunque il rango di principe di secondo rango. Nel ventiduesimo anno dell’era Daoguang (1842) Yicai prese una concubina durante il periodo di lutto; deferito alla Corte del clan imperiale[3] per essere giudicato, offrì inoltre tangenti per chiedere l’esenzione, e anche Mianxing, sesto figlio di Yonglin, corrompeva per mirare al titolo principesco. Scoperta la faccenda, Yicai fu privato del titolo, Mianxing fu esiliato a Shengjing (l’odierna Shenyang) e il titolo restò vacante. Mianti, quinto figlio di Yonglin, ricevette l’incarico di celebrare i sacrifici, ma fu presto degradato a generale che difende lo Stato e morì nel ventinovesimo anno dell’era Daoguang (1849).
Nel secondo anno dell’era Xianfeng (1852) l’imperatore Xianfeng assegnò questa residenza al fratello minore Yixin, principe Gong, per fondarvi il suo palazzo. La sala Qingyi sull’asse occidentale del palazzo, la cui insegna si tramanda risalga al soggiorno del principe Qing, è proprio l’edificio in nanmu indicato dal tredicesimo grande crimine di un tempo. Yixin fece inoltre costruire un giardino a nord del palazzo; quando il giardino fu completato sotto l’era Tongzhi, vi fece appendere la tavoletta «Langrun» concessa dall’imperatore Xianfeng, e il giardino ne adottò il nome. Nel giardino vi era una sala dove imbandire banchetti e ricevere ospiti, detta luogo del Ristoro dello spirito, la cui insegna era di pugno dell’imperatore Jiaqing. Sotto l’era Guangxu il gran segretario Baojun, assiduo frequentatore del giardino, vi bevette in piccola compagnia e assistette a spettacoli teatrali al luogo del Ristoro dello spirito, scambiando poesie con Yixin. Yixin era il principe deliberante su cui le due vedove imperatrici si affidavano all’inizio dell’era Tongzhi; nella primavera del ventiquattresimo anno dell’era Guangxu (1898), quando si ammalò gravemente, l’imperatore Guangxu, accompagnando l’imperatrice vedova Cixi, venne due volte di persona al palazzo a informarsi sulla malattia. Nel quarto mese Yixin morì; ricevette il titolo postumo Zhong («il Leale»), fu ammesso ai sacrifici del Tempio degli Antenati e la corte sospese le udienze per cinque giorni.
Titolo e palazzo passarono al nipote di Yixin, Puwei; Puwei e il fratello minore, il pittore Puru, abitavano entrambi in questa residenza. La lettera «Pingfu» conservata nel palazzo, tramandata come autografa di Lu Ji dei Jin e onorata del titolo di «antenata dei modelli di calligrafia», era stata riportata al palazzo da Yixin nel settimo anno dell’era Guangxu (1881), mentre amministrava in gestione le faccende dei discendenti del principe di Cheng. Nel secondo anno dell’era Xuantong (1910) Puwei appose un colofone in coda al rotolo, dichiarando che tra i centoventi celebri capolavori della sua collezione «questa lettera è la prima»; chiamò allora lo studio «Xijin» («Dono dei Jin»), e la sala Qingyi divenne da allora lo studio Xijin, conservato fino a oggi. Dopo l’avvento della Repubblica, per raccogliere fondi per la restaurazione della casa Qing, Puwei ipotecò nel 1921 il palazzo alla chiesa cattolica di Xishiku; il debito crebbe con gli interessi composti e, oltre dieci anni dopo, incapace di rimborsarlo, dovette vendere la proprietà. Nel 1937 il Palazzo del Principe Gong divenne il collegio femminile dell’Università Furen, gestita dalla Chiesa cattolica, e il padiglione Duofu fu trasformato nella biblioteca del collegio femminile; nello stesso anno, per i funerali della madre, Puru cedette la lettera «Pingfu» a Zhang Boju, e questo modello calligrafico entrò in seguito nelle collezioni del Museo del Palazzo. Dopo il 1949 il palazzo fu assegnato a varie istituzioni artistiche; nel riordino nazionale delle università del 1952 l’Università Furen fu soppressa e le sue facoltà confluirono, tra l’altro, nell’Università Normale di Pechino. Dal 2002 l’insieme è tornato all’amministrazione del Palazzo del Principe Gong; oggi è il Museo del Palazzo del Principe Gong.
Documenti storici
Qing Shilu (Veri Annali dei Qing)
○又谕:昨经降旨,将和珅罪状,宣谕各督抚,令其议罪。兹据直隶总督胡季堂奏称:和珅丧尽天良,非复人类,种种悖逆不臣,蠹国病民,几同川楚贼匪,贪黩放荡,真一无耻小人,丧心病狂,目无君上,请依大逆律凌迟处死,并查出和珅蓟州坟茔,僭妄违制,及附近州县置有当铺资财,现饬查办各等语。又据连日续行抄出和珅金银等物,特再行谕众知之。朕于乾隆六十年九月初三日,蒙皇考册封皇太子,尚未宣布谕旨,而和珅于初二日即在朕前先递如意,漏泄机密,居然以拥戴为功,其大罪一。上年正月,皇考在圆明园召见和珅,伊竟骑马直进左门,过正大光明殿,至寿山口,无父无君,莫此为甚,其大罪二。又因腿疾,乘坐椅轿台入大内,肩舆出入神武门,众目共睹,毫无忌惮,其大罪三。并将出宫女子娶为次妻,罔顾廉耻,其大罪四。自勦办教匪以来,皇考盼望军书,刻萦宵旰,乃和珅于各路军营递到奏报,任意延搁,有心欺蔽,以致军务日久未竣,其大罪五。皇考圣躬不豫时,和珅毫无忧戚,每进见后,出,向外廷人员叙说,谈笑如常,丧心病狂,其大罪六。昨冬皇考力疾披章批谕,字画閒有未真之处,和珅胆敢口称不如撕去,竟另行拟旨,其大罪七。前奉皇考谕旨,令伊管理吏部、刑部事务,嗣因军需销算,伊系熟手,是以又谕令兼理户部题奏报销事件,伊竟将户部事务一人把持,变更成例,不许部臣参议一字,其大罪八。上年十二月内,奎舒奏报循化、贵德二厅贼番聚众千余,抢夺达赖喇嘛商人牛只,杀伤二命,在青海肆劫一案,和珅竟将原奏駮回,隐匿不办,全不以边务为事,其大罪九。皇考升遐后,朕谕令蒙古王公未出痘者不必来京,和珅不遵谕旨,令已未出痘者俱不必来京,全不顾国家抚绥外藩之意,其居心实不可问,其大罪十。大学士苏凌阿两耳重听,衰迈难堪,因系伊弟和琳姻亲,竟隐匿不奏。侍郎吴省兰、李潢、太仆寺卿李光云,皆曾在伊家教读,并保列卿阶,兼任学政,其大罪十一、军机处记名人员,和珅任意彻去,种种专擅,不可枚举,其大罪十二。昨将和珅家产查抄,所盖楠木房屋,僭侈逾制,其多宝阁及隔段式样,皆仿照宁寿宫制度,其园寓点缀,竟与圆明园蓬岛瑶台无异,不知是何肺肠,其大罪十三、蓟州坟茔,居然设立享殿,开置隧道,附近居民有和陵之称,其大罪十四。家内所藏珍宝,内珍珠手串竟有二百余串,较之大内多至数倍,并有大珠,较御用冠顶尤大,其大罪十五。又宝石顶并非伊应戴之物,所藏真宝石顶有数十余个,而整块大宝石不计其数,且有内府所无者,其大罪十六。家内银两及衣服等件,数逾千万,其大罪十七。且有夹墙藏金二万六千余两,私库藏金六千余两,地窖内并有埋茂银两百余万,其大罪十八。附近通州、蓟州地方,均有当铺钱店,查计资本又不下十余万。以首辅大臣,下与小民争利,其大罪十九。伊家人刘全,不过下贱家奴,而查抄赀产,竟至二十余万,并有大珠及珍珠手串,若非纵令需索,何得如此丰饶?其大罪二十。其余贪纵狂妄之处,尚难悉数,实从来罕见罕闻者。著将胡季堂原折发交在京文武三品以上官员,并翰詹科道阅看,即著悉心妥议具奏。此内如有自抒所见者,不妨另折封陈,若意见皆合,即连衔具奏。至福长安祖父叔侄兄弟,世受厚恩,尤非他人可比。其在军机处行走,与和珅朝夕聚处,凡和珅贪黩营私,种种不法罪款,知之最悉。伊受皇考重恩,常有独对之时,若果将和珅纵恣藐玩各款,据实直陈,较之他人举劾,尤为确凿有据。皇考心早将和珅从重治罪正法,如从前办理讷亲之案,何尝稍有宽纵,岂尚任其贻误军国重务,一至于此?即谓皇考高年,不敢仰烦圣虑,亦应在朕前据实直陈。乃三年中并未将和珅罪迹奏及,是其扶同徇隐情弊显然。如果福长安曾在朕前有一字提及,朕断不肯将伊一并革职拏问。现在查抄伊家资物,虽不及和珅之金银珠宝,数逾千万,但已非伊家之所应有。其贪黩昧良,仅居和珅之次,并著一并议罪。
Nuovo editto: ieri abbiamo promulgato un decreto con cui notificavamo i crimini di Heshen a tutti i governatori generali e governatori, affinché ne deliberassero la pena. Ora abbiamo ricevuto un memoriale di Hu Jitang, governatore generale dello Zhili: «Heshen ha perduto ogni coscienza celeste e non appartiene più alla specie umana; ribelle e sleale in ogni cosa, tarlo dello Stato e flagello del popolo, quasi pari ai banditi dello Sichuan e dello Hubei, avido, corrotto e dissoluto, vero uomo spregevole e senza vergogna, folle di cuore e di mente, senza occhi per il sovrano»; chiede che gli si applichi la legge sulla grande ribellione e che sia messo a morte con il supplizio lento. Ha inoltre scoperto che la tomba di Heshen a Jizhou usurpava le regole con arroganza, e che nei distretti vicini possedeva monti di pietà e capitali, di cui ha ordinato l’indagine, e così via. Inoltre, nei giorni scorsi sono stati via via confiscati ori e argenti di Heshen: lo facciamo nuovamente sapere a tutti una volta di più. Il terzo giorno del nono mese del sessantesimo anno dell’era Qianlong, ricevemmo dal nostro augusto defunto padre l’investitura a erede del trono; il decreto non era ancora stato proclamato, quando già il secondo giorno Heshen ci presentò per primo uno scettro ruyi, divulgando il segreto e arrogandosi persino il merito di aver sostenuto la nostra ascesa: è il suo primo grande crimine. Nel primo mese dell’anno scorso, il nostro augusto defunto padre convocò Heshen nel Yuanmingyuan; egli osò entrare a cavallo direttamente dalla porta di sinistra, passare davanti alla sala della Rettitudine grandiosa e luminosa e giungere fino al valico del monte della Longevità: senza padre né principe, nulla va oltre questo — è il suo secondo grande crimine. Inoltre, per un male alla gamba, si fece portare su una sedia a braccioli fino al Grande Interno, ed entrò e uscì in portantina dalla porta Shenwu, sotto gli occhi di tutti, senza la minima remora: è il suo terzo grande crimine. Prese inoltre in moglie come seconda sposa una donna uscita dal palazzo, senza riguardo per la decenza: è il suo quarto grande crimine. Da quando si è intrapresa la campagna contro le sette ribelli, il nostro augusto defunto padre attendeva i dispacci militari, con l’animo occupato notte e giorno; eppure Heshen trattenne a piacimento i rapporti giunti dagli eserciti di tutte le vie, con il deliberato intento di ingannare e dissimulare, così che la guerra si trascinò a lungo senza concludersi: è il suo quinto grande crimine. Quando la salute del nostro augusto defunto padre si aggravò, Heshen non mostrò alcuna tristezza; ogni volta, uscito dall’udienza, ne parlava con gli ufficiali dell’esterno, ridendo e scherzando come al solito, folle di cuore e di mente: è il suo sesto grande crimine.
L’inverno scorso, il nostro augusto defunto padre, pur malato, esaminava e annotava i memoriali; quando vi erano caratteri non del tutto nitidi, Heshen osò dire a parole che tanto valeva strapparli, e arrivò a redigere un altro decreto: è il suo settimo grande crimine. Avendo in precedenza ricevuto dal nostro augusto defunto padre l’ordine di amministrare gli affari dei ministeri dei Funzionari e delle Pene, e poiché in seguito, per la liquidazione delle spese militari, egli era pratico della materia, gli si era ordinato di occuparsi anche delle questioni del ministero delle Entrate sottoposte a memoriale; egli tenne in pugno da solo gli affari del ministero delle Entrate, ne mutò le regole stabilite e non permise ai ministri del dicastero di intromettersi con una sola parola: è il suo ottavo grande crimine. Nel dodicesimo mese dell’anno scorso Kuishu presentò un memoriale su bande ribelli degli uffici di Xunhua e Guide raccoltesi a migliaia, che razziavano il bestiame dei mercanti e uccidevano due uomini; Heshen fece respingere il memoriale originale e lo tenne nascosto, senza curarsi degli affari di frontiera: è il suo nono grande crimine. Quando il nostro augusto defunto padre venne a mancare, ordinammo che i principi e i nobili mongoli che non avevano avuto il vaiolo non venissero a corte; Heshen non obbedì e ordinò che nessuno di loro, avesse o non avesse avuto il vaiolo, venisse, senza alcun riguardo per l’intento dello Stato di pacificare i vassalli esterni: è il suo decimo grande crimine. Il gran segretario Su Ling’a era duro d’orecchio e ormai cadente per il servizio, ma poiché era imparentato per matrimonio con il fratello di Heshen, Helin, Heshen lo nascose e non lo riferì; i viceministri Wu Shenglan e Li Huang e Li Guangyun del Palafreno imperiale erano stati tutti precettori in casa sua e furono raccomandati a cariche ministeriali e nominati commissari all’istruzione: è il suo undicesimo grande crimine. Cancellava a piacimento i nomi dal registro del Consiglio di guerra, con abusi troppo numerosi per essere enumerati: è il suo dodicesimo grande crimine. Di recente si è confiscato il suo patrimonio domestico: la casa di legno di nanmu che aveva fatto costruire usurpava le regole per sfarzo, e il suo gabinetto dei cimeli e le pareti divisorie erano modellati sul Palazzo della Longevità tranquilla, mentre la sua villa giardino era adorna come l’isola di Penglai e le terrazze di giada del Yuanmingyuan: chissà che cuore aveva — è il suo tredicesimo grande crimine. La sua tomba a Jizhou eresse addirittura una sala per i sacrifici e aprì un passaggio sepolcrale, sicché la gente dei dintorni la chiamava il mausoleo degli He: è il suo quattordicesimo grande crimine. Tra i tesori di casa sua, i fili di perle erano più di duecento, parecchie volte quelli del palazzo, e una grande perla più grossa di quella del copricapo imperiale: è il suo quindicesimo grande crimine. I pomelli di gemma che non doveva portare ne aveva accumulati parecchie dozzine, e gemme intere in numero incalcolabile, alcune assenti persino dal tesoro imperiale: è il suo sedicesimo grande crimine. L’argento e le vesti di casa sua superavano i dieci milioni: è il suo diciassettesimo grande crimine. Vi erano poi ventiseimila once d’oro nascoste nelle pareti doppie, seimila once d’oro nel suo scrigno privato, e più di due milioni di once d’argento sepolte nelle cantine: è il suo diciottesimo grande crimine. Nei distretti di Tongzhou e Jizhou possedeva banchi di pegno e case di cambio, con capitali non inferiori a centomila once: un primo ministro che compete con il popolo minuto per il profitto: è il suo diciannovesimo grande crimine. Il suo servo Liu Quan, un domestico di bassa condizione, aveva un patrimonio confiscato di oltre duecentomila once, con grandi perle e fili di perle: se non l’avesse lasciato esigere a suo piacimento, come avrebbe potuto arricchirsi tanto? è il suo ventesimo grande crimine. Le altre sue colpe di avidità, insolenza e arroganza sono ancora troppe per enumerarsi, cose davvero mai viste né udite. Si consegni il memoriale originale di Hu Jitang ai funzionari civili e militari della capitale di terzo rango e oltre e agli accademici e censori, affinché deliberino con cura e riferiscano; chi avesse opinioni proprie può presentare memoriale sigillato a parte, e se tutti concordano possono riferire insieme firmando collegialmente. Quanto a Fu Chang’an: suo nonno, gli zii e i fratelli hanno tutti ricevuto grazie imperiali, fuori di ogni confronto. Servendo nel Consiglio di guerra accanto a Heshen giorno e notte, conosceva benissimo ogni sua colpa di avidità e illegalità. Godendo del grande favore del nostro augusto defunto padre, ebbe spesso udienze private: se avesse riferito con verità gli abusi di Heshen, la sua testimonianza sarebbe stata più probante di ogni altra. Il nostro augusto defunto padre avrebbe punito Heshen severamente molto tempo fa, come nel caso di Neqin, e non avrebbe tollerato danni così gravi all’esercito e allo Stato. Anche se temeva di affaticare la mente ormai anziana del padre, avrebbe dovuto dirlo chiaramente a me. Eppure in tre anni non ha mai riferito nemmeno una delle colpe di Heshen: la sua collusione nel nasconderle è evidente. Se Fu Chang’an me ne avesse mai detto una parola, non lo avrei certo destituito e incarcerato insieme a Heshen. Il patrimonio ora confiscato da casa sua, sebbene inferiore all’oro, all’argento, alle perle e alle gemme di Heshen, supera già i dieci milioni, e non è ciò che la sua famiglia avrebbe dovuto possedere. La sua avidità e la sua cecità erano seconde solo a quelle di Heshen; sia anch’egli consegnato per il giudizio insieme agli altri.
○谕内阁:前据萨彬图奏:和珅财产甚多,断不止查出之数,必有埋藏寄顿、侵蚀挪移等项情獘。刑部查审时,司员等意存含混,应请密派大臣研讯追究等语。朕以其言不足取,当即详加开导,不可苛求。昨又据萨彬图具奏,向伊亲戚问出和珅家掌管金银内帐使女四名,请交伊一人至慎刑司提讯,所言更属乖谬。萨彬图系副都统,并非原派籍没和珅之员,乃忽思越俎,欲以一人独讯数女子,且开列使女之名,形之奏牍,达于朕前,实为从来未有之事。朕若即加駮饬,转恐不足以服其心。是以特派怡亲王永琅、尚书布彦达赉,同萨彬图提集使女等,再三究讯,仍无指实,果不出朕之所料。永琅、布彦达赉素称公正和平,萨彬图亦会同研鞫,更有何人为之徇隐?岂伊尚不凭信,必请朕廷讯使女乎?是萨彬图无知妄渎之罪,百喙难辞矣。朕所以办理和珅者,原因其蠹国病民,专擅狂悖,和珅一日不除,则纲纪一日不肃,是以即于正月初八日,将各珅革职拏问,宣示罪状,用申国宪。犹念其在皇考前扶掖奔走微劳,不忍肆诸市朝,节降谕旨甚明,天下臣民,自必咸知朕意。自办理此案后,军机王大臣及大臣中,如朱圭等,从未于朕前奏及和珅财产隐寄,乃萨彬图屡以为言,竟似利其私蓄者然。岂萨彬图视朕为好货之主,敢以此尝试乎?或伊心欲陷朕等。于唐之德宗,伊亦未必有此伎俩也。向来治罪之员,多有应行查抄者,况和珅获罪重大,焉有不行抄藉之理?自古有籍没之例,所以惩戒贪黩,初不计多寡而事株连。即和珅家仆刘全、呼什图等,亦因平日倚恃和珅声势,横肆不法,招摇受贿,不可不一并查抄治罪。在朕方以办理此案,为日已久,已觉过当,是以谕令速结,不为已甚。而无识之徒,鳃鳃计较和珅财产,不惟不知政体,实太不知仰体朕之本意矣。朕在藩邸时,则一切财用,犹有人己之别。今以天下为家,岂仅以藏诸府库者视为己有?此项查抄资物,纵有隐寄,自朕观之,亦不过在天之下、地之上耳,何必辗转根求,近于搜括间架陌钱等事耶?萨彬图又以内务府、步军统领官员均意存袒护,并疑及刑部,亦不肯认真究问,则承审各衙门举不足信乎?又萨彬图折内有和珅窖埋金银,大概不离住宅之语,和珅之宅,已赏给庆郡王永璘居住,和珅之园已赏给成亲王永瑆居住,若将所指管帐使女严切刑求,必致畏刑妄供:某物埋藏某处,以庆郡王府第、成亲王寓园,令番役多人遍行掘视,断无此事,岂有令成亲王、庆郡王自行刨挖之理?现在朕赐公主物件甚多,累日携运不尽,焉肯转向公主、额驸追问寄顿?况连日阅查抄物件,即随时颁赐者,亦复不少耶?萨彬图原以阁学兼副都统,因其未娴清语,恐以读本错误,护咎,故开阁学之缺,令其专管旗务,得资廉俸养瞻。前盛京兵部侍郎出缺时,朕本欲将萨彬图补授,复念其家计艰难,恐与伊父达椿分居两地,日用或致不给,故令铁保前往。又达椿于本年超升阁学,并授蒙古副都统,旋调满洲旗分,且将伊缘事监禁之女乌苏氏释放。是朕之体恤萨彬图父子,加恩不啻再三。萨彬图不知感戴,辄以此等谬妄之言渎听,竟以欲藉追究和珅财产为图报之地,实为卑鄙不堪聚敛之臣。朕断不用。前严饬给事中明绳开矿一事,旨内详言及此,萨彬图宁不知之耶?又萨彬图曾奏请派京兵五千名,交伊一人带往勦贼,今又奏请独审此事。萨彬图才具平庸,有何阅历,而于出师谳狱之事,自任不疑若此,其谬妄冒渎之咎,实难宽贷。萨彬图著交部严加议处,先将副都统开缺另简。至所奏伊戚告知管帐使女之语,乃刑部员外郎哈丰阿所言。哈丰阿系刑部司员,既有所闻,何不禀知堂官,乃私向亲戚议论,实属意存取巧。哈丰阿亦著交部严加议处,即行开缺。嗣后大小臣工,不得再以和珅资产妄行渎奏。将此通谕知之。
Editto al Gran Segretariato: di recente Sabintu ha presentato un memoriale secondo cui il patrimonio di Heshen è ingentissimo e la parte scoperta non può essere tutta: vi saranno certo occultamenti, distrazioni e sottrazioni. Poiché gli ufficiali del ministero delle Pene, nell’esaminare il caso, sarebbero stati intenzionalmente evasivi, chiedeva di inviare segretamente ministri a indagare e perseguire. Ho ritenuto le sue parole indegne e l’ho subito istruito che non si doveva essere esigenti. Il giorno dopo Sabintu ha presentato un altro memoriale: dai suoi parenti avrebbe saputo i nomi di quattro ancelle che custodivano i registri segreti dell’oro e dell’argento di Heshen, e chiedeva di interrogarle da solo presso l’Ufficio delle punizioni accurate — ancora più assurdo. Sabintu è un vice tenente generale, non un funzionario incaricato della confisca, eppure ha preteso di interrogare da solo parecchie donne, e ne ha perfino messo i nomi in un memoriale giunto fino a me: cosa mai vista. Se lo avessi subito rimproverato, temevo non gli bastasse; così ho incaricato il principe Yi Yonglang e il ministro Buyandalai di interrogare le ancelle insieme a Sabintu, e dopo ripetuti interrogatori non è emerso nulla, proprio come mi aspettavo. Yonglang e Buyandalai sono da sempre noti per giustizia ed equanimità, e Sabintu ha partecipato all’inchiesta: chi mai avrebbe potuto occultare qualcuno? Non si fiderebbe nemmeno di un interrogatorio davanti a me? La colpa di Sabintu, ignorante e temerario, è difficile da scagionare anche con cento bocche. Il mio agire contro Heshen è dovuto al fatto che danneggiava lo Stato e opprimeva il popolo, monopolizzando il potere in modo arrogante: se non fosse stato rimosso, la disciplina non si sarebbe ristabilita. Così l’ottavo giorno del primo mese l’ho destituito e arrestato, proclamandone le colpe per far valere la legge; ma ricordando il suo piccolo servizio presso il nostro augusto defunto padre, non ho avuto il cuore di esporlo al supplizio pubblico, e decreti successivi l’hanno chiarito: i sudditi di tutto l’impero devono conoscere il mio intento. Da quando il caso è iniziato, i gran ministri del Consiglio di guerra e altri, come Zhu Gui, non mi hanno mai riferito di patrimoni occulti di Heshen; eppure Sabintu ne ha parlato più volte, come se bramasse il suo tesoro privato. Mi prende forse per un sovrano avido di beni, da osare tanto? Se vuole fare di me un nuovo Dezong dei Tang, non ne ha certo l’ingegno. È regola antica confiscare i beni dei condannati; le colpe di Heshen erano gravi, la confisca era inevitabile, e la legge della confisca serve a punire l’avidità, non a misurare le quantità né a implicare altri. Perfino i suoi domestici Liu Quan e Hushitu, che approfittavano della sua potenza per commettere abusi e raccogliere tangenti, dovevano essere confiscati e puniti. Ritenevo già che il caso si fosse protratto troppo e avevo ordinato di chiuderlo presto, senza andare oltre; ma persone ignoranti continuano a brontolare sul patrimonio di Heshen, senza capire la ragion di Stato e men che mai il mio intento. Quando ero principe nella mia residenza, distinguevo ancora i miei beni dagli altrui; ora che tutto l’impero è la mia casa, come potrei considerare mio solo ciò che sta nel tesoro? Qualunque patrimonio nascosto vi sia, ai miei occhi resta comunque sotto il cielo e sopra la terra: perché scavare come per una tassa su travi e monete? Sabintu sosteneva inoltre che i funzionari dell’Amministrazione imperiale interna e del Comando della gendarmeria si proteggevano a vicenda, e sospettava perfino che il ministero delle Pene non indagasse sul serio: nessun ufficio inquirente sarebbe dunque degno di fiducia? Il suo memoriale diceva anche che l’oro e l’argento sepolti da Heshen si trovavano probabilmente nella residenza. La residenza di Heshen è già stata concessa in abitazione al principe Qing Yonglin, e il giardino di Heshen al principe Cheng Yongxing: se le ancelle da lui indicate fossero state torturate fino a confessare falsamente che tale oggetto fosse sepolto in tal luogo, la residenza del principe Qing e il giardino del principe Cheng avrebbero dovuto essere scavati da squadre di sgherri — cosa impossibile, e come si potrebbe costringere i due principi a scavare da sé? Ora sto concedendo alla principessa moltissimi doni, che i portatori non riescono a smaltire; come potrei voltarmi a interrogarla, lei e il consorte, su patrimoni occulti? Del resto, tra gli oggetti confiscati esaminati in questi giorni, molti sono già stati donati. Sabintu ricopriva gli incarichi di segretario di gabinetto e vice tenente generale; poiché non conosceva il mancese e si temevano errori di lettura, fu sollevato dall’incarico di gabinetto per dedicarsi agli affari delle bandiere con uno stipendio per mantenersi. Quando si è liberato il posto di vice ministro della guerra a Shengjing, intendevo nominare Sabintu, ma pensando alle sue ristrettezze e non volendo separarlo da suo padre Dachun, ho inviato invece Tiebao. Dachun quest’anno è stato promosso segretario di gabinetto e nominato vice tenente generale mongolo, poi trasferito a una bandiera mancese, e sua figlia Usu, incarcerata per qualche vicenda, è stata liberata: la mia sollecitudine per Sabintu e suo padre, grazia su grazia. Eppure invece di esserne grato, Sabintu mi rivolge discorsi così assurdi, sperando di farsi un nome perseguendo il patrimonio di Heshen: è davvero un ministro vile e rapace, e non lo voglio. Quando di recente ho rimproverato il consigliere Mingsheng per la questione delle miniere, il decreto ne parlava proprio di questo: Sabintu non lo sapeva forse? Aveva anche chiesto cinquemila soldati della capitale per combattere i ribelli, e ora chiede di condurre da solo l’interrogatorio. Uomo di mediocre ingegno e senza esperienza, come può arrogarsi così sia la guerra che i processi? La sua colpa assurda e temeraria è difficile da perdonare. Sabintu sia consegnato al ministero per una severa deliberazione; sia prima rimosso dal posto di vice tenente generale e sostituito. Quanto alle parole del parente che gli disse delle ancelle dei registri: provenivano da Hafeng’a, funzionario in attesa del ministero delle Pene. Hafeng’a, in quanto funzionario del ministero, se aveva sentito qualcosa avrebbe dovuto riferirlo ai superiori, e invece ne ha chiacchierato in privato con dei parenti: è chiaramente un intrigante; sia anch’egli consegnato per una severa deliberazione e destituito subito. D’ora in poi, funzionari grandi e piccoli non dovranno più rivolgermi discorsi temerari sul patrimonio di Heshen. Si proclami a tutti.
○庚午,谕内阁:本日据阿克当阿代庆郡王绵愍转奏,伊府中有毗卢帽门口四座,太平缸五十四件,铜路灯三十六对,皆非臣下应用之物,现在分别改造呈缴。国家设立制度,辨别等威,一名一器,不容稍有僭越。庆亲王永璘府第,本为和珅旧宅,此等违制之物,皆系当日和珅私置,及永璘接住以后,不知奏明更改,相沿至二十年之久。设当永璘在日查出,亦有应得之咎。今伊子绵愍甫经袭爵,即知据实呈报,所办甚是。所有毗卢帽门口,该府业已自行拆改,其交出之太平缸、铜路灯,著内务府大臣另行择地安设,并通谕亲王、郡王、贝勒、贝子及各大臣等:会典内王公百官一应府第器具,俱有定则,以昭限制。如和珅之骄盈僭妄,必至身罹重罚,后嗣陵夷。各王公大臣等均当引以为戒。凡邸第服物,务恪遵定宪,敬慎自持,宁失之不及,不可稍有僭逾,庶几久膺爵禄,永保令名也。
Gengwu, editto al Gran Segretariato: oggi Akedang’a, riferendo per il principe di secondo rango Qing Mianmin, ha comunicato che nella residenza vi sono ancora quattro porte a cappello di Vairocana, cinquantaquattro grandi vasche e trentasei coppie di lampioni di rame, che non sono cose di cui un suddito possa disporre, e che ora vengono modificati e consegnati. Lo Stato istituisce le regole per distinguere i ranghi: nemmeno un nome o un oggetto può essere superato di un soffio. La residenza del principe Qing Yonglin era la vecchia casa di Heshen, e tutti questi oggetti fuori regola furono installati da Heshen; dopo che Yonglin la ricevette, non li denunciò né li fece modificare, e così sono rimasti per vent’anni. Se fossero stati scoperti quando Yonglin era in vita, anche lui avrebbe avuto la sua colpa. Ora suo figlio Mianmin, appena succeduto, li ha subito denunciati con verità: ha agito bene. Le porte a cappello sono già state smantellate dalla residenza; le vasche e i lampioni consegnati saranno collocati altrove dai ministri dell’Amministrazione interna. Si proclami inoltre ai principi di sangue, ai principi di secondo rango, ai beile, ai beise e a tutti i ministri: nelle Statuto Collettate le residenze e gli arredi dei principi e dei funzionari hanno tutti regole fisse, per segnare i limiti. Con l’arroganza di Heshen, una grave punizione era inevitabile, e la sua linea è decaduta. Tutti i principi e i ministri ne traggano monito: nelle residenze e negli arredi, attenetevi scrupolosamente alla costituzione — piuttosto restare al di sotto che superare di un soffio, così da conservare a lungo titolo e stipendio.
○乙丑,上奉慈禧端佑康颐昭豫庄诚寿恭钦献崇熙皇太后幸恭亲王府视疾。
Yichou: l’imperatore accompagnò l’imperatrice vedova Cixi (con il titolo onorifico Duanyou Kangyi Zhaoyu Zhuangcheng Shougong Qinxian Chongxi) alla residenza del principe Gong a visitare il malato.
○丁卯,上奉慈禧端佑康颐昭豫庄诚寿恭钦献崇熙皇太后幸恭亲王府视疾。
Dingmao: l’imperatore accompagnò di nuovo l’imperatrice vedova Cixi (con lo stesso titolo onorifico) alla residenza del principe Gong a visitare il malato.
《清史稿》 (Storia dei Qing in forma di bozza)
庆僖亲王永璘,高宗第十七子。乾隆五十四年封贝勒。嘉庆四年正月,仁宗亲政,封惠郡王,寻改封庆郡王。三月,和珅诛,没其宅赐永璘。
Il principe Qingxi Yonglin, diciassettesimo figlio dell’imperatore Gaozong, fu nominato beile nel cinquantaquattresimo anno di Qianlong. Nel quarto anno di Jiaqing, quando l’imperatore Renzong assunse il governo personale, fu nominato principe di secondo rango Hui, poi rinominato principe di secondo rango Qing. Nel terzo mese Heshen fu giustiziato e la sua residenza confiscata e concessa a Yonglin.
子绵愍袭郡王。绵愍奏府中有毗卢帽门山四座,太平缸五十四件,铜路镫三十六对。上谕曰:庆亲王府第本为和珅旧宅,凡此违制之物,皆和珅私置。嗣后王贝勒、贝子当依会典服物,宁失之不及,不可僭逾,庶几永保令名。府置谙达二,亦命裁汰。
Suo figlio Mianmin succedette come principe di secondo rango. Mianmin riferì che nella residenza vi erano ancora quattro porte a cappello, cinquantaquattro grandi vasche e trentasei coppie di lampioni di rame. L’imperatore decretò: la residenza del principe Qing era la vecchia casa di Heshen, e tutti questi oggetti fuori regola furono installati da Heshen. D’ora in poi principi, beile e beise si attengano alle Statuto per gli arredi, piuttosto restare al di sotto che superare, così da conservare il buon nome. I due intendenti assegnati alla residenza furono anche licenziati.
道光三年正月,赐绵愍三眼孔雀翎管雍和宫中正殿。十六年十月薨,赐银四千治丧,谥曰良。上命再袭郡王一次。以仪顺郡王绵志子奕彩为后,袭郡王。十七年正月,命在御前行走。二十二年十月,奕彩以服中纳妾,下宗人府议处。奕彩行赇请免。永璘第六子辅国公绵性亦行赇,觊袭王爵。事发,奕彩夺爵,绵性戍盛京,以永璘第五子不入八分镇国公绵悌奉永璘祀。旋又坐事,降镇国将军。二十九年卒,以绵性子奕劻为后。三十年,袭辅国将军。
Nel primo mese del terzo anno di Daoguang, a Mianmin fu concessa una piuma di pavone a tre occhi e la direzione della sala centrale del palazzo Yonghe. Nel decimo mese del sedicesimo anno morì; furono concessi quattromila once d’argento per i funerali, con il titolo postumo Liang. L’imperatore ordinò che il titolo di principe di secondo rango passasse ancora una volta, e Yicai, figlio del principe Yi Mianzhi, fu fatto erede e succedette. Nel primo mese del diciassettesimo anno Yicai fu ammesso al seguito dell’imperatore. Nel decimo mese del ventiduesimo anno, Yicai prese una concubina durante il lutto e fu consegnato alla Corte del clan imperiale per il giudizio; offrì poi tangenti per evitarlo, e il sesto figlio di Yonglin, il duca Mianxing, offrì anch’egli tangenti sperando di usurpare il titolo. Scoperti, Yicai fu privato del titolo e Mianxing esiliato a Shengjing, e i riti funebri di Yonglin passarono al suo quinto figlio Mianti, duca fuori degli otto privilegi. Poco dopo anche Mianti fu punito e degradato a generale difensore dello Stato; morì nel ventinovesimo anno, e Yikuang, figlio di Mianxing, fu fatto erede, succedendo nel trentesimo anno come generale di sostegno dello Stato.
《啸亭续录》 (Continuazione degli appunti del padiglione Xiao)
庆亲王府在三转桥,系和珅宅。
La residenza del principe Qing si trova al ponte Sanzhuan; era la casa di Heshen.
《京师坊巷志稿》 (Bozza di cronaca dei quartieri e dei vicoli della capitale)
啸亭续录:庆亲王府在三转桥,系和珅宅又云:庆僖亲王讳永璘,纯庙十七子,乾隆末年,或有。私议储位者,王曰:天下至重,何敢妄觊?惟冀他日将和珅邸第赐居,则愿足矣。故睿庙籍没和珅,即将其宅赐王以酬。昔言谨案:庆王府今为恭亲王府。王为宣宗六子,同治初任议政,后复任军机大臣。
La Continuazione degli appunti del padiglione Xiao dice: la residenza del principe Qing si trova al ponte Sanzhuan ed era la casa di Heshen. Dice inoltre: il principe Qingxi, di nome Yonglin, era il diciassettesimo figlio dell’imperatore Chun. Negli ultimi anni di Qianlong, qualcuno discuteva in privato della successione; il principe disse: «L’impero è troppo pesante: come oserei ambirvi? Spero solo che un giorno la residenza di Heshen mi sia concessa in abitazione; allora il mio desiderio sarebbe appagato». Quando l’imperatore Rui confiscò i beni di Heshen, concesse la residenza al principe in appagamento di quelle parole. Xiyan annota rispettosamente: la residenza del principe Qing è ora la residenza del principe Gong. Il principe era il sesto figlio dell’imperatore Xuanzong; all’inizio dell’era Tongzhi fu nominato principe consigliere, poi di nuovo gran ministro del Consiglio di guerra.
梁章钜归田琐记:和珅籍没后,分其第半为和孝公主府,半为庆亲王府。公主盖和之子丰伸、殷德所尙者也。嘉庆二十五年,庆亲王薨,管府事阿克当阿代嗣郡王,呈出昆庐帽门口四座,太平缸五十有四,铜路灯三十六对,皆亲王所不应有之。物,而和珅有之。铜路灯,较大内所陈尤为精致。今分设景运隆宗两门外。
Il Guitian Suoji di Liang Zhangju dice: dopo la confisca dei beni di Heshen, la sua residenza fu divisa: metà divenne la residenza della principessa Hexiao, metà la residenza del principe Qing. La principessa era colei che era andata in sposa al figlio di Heshen, Fengshen Yinde. Nel venticinquesimo anno di Jiaqing, dopo la morte del principe Qing, l’intendente Akedang’a, per conto del principe successore, consegnò quattro porte a cappello Kunlu, cinquantaquattro grandi vasche e trentasei coppie di lampioni di rame: cose che un principe non avrebbe dovuto avere, e che Heshen invece aveva. I lampioni di rame erano più raffinati persino di quelli del palazzo. Ora sono collocati fuori delle porte Jingyun e Longzong.
《天咫偶闻》 (Notizie occasionali a un palmo dal cielo)
恭忠亲王邸在银定桥,旧为和珅第,从李公桥引水环之,故其邸西墙外小溪清驶,水声霅然。其邸中山池,亦引溪水,都城诸邸,惟此独矣。珅败,以赐庆亲王。相传乾隆之末,诸王相聚,语及和珅,争欲致之法,王独无言。仁宗及诸王诘之,王曰:我自顾无此大志,但欲异日分封时,得居其第足矣。一笑而罢。珅败,上竟如其言。恭邸分府,乃复得之。邸北有鉴园,则恭邸所自筑。宋牧仲有过银定桥旧居诗,或即此第乎?
La residenza del principe Gongzhong si trova al ponte Yinding; un tempo era la residenza di Heshen. Dal ponte Ligong si conduce l’acqua a cingerla, così che oltre il muro ovest scorre un ruscello limpido, dal mormorio argentino. Anche le colline e gli stagni all’interno sono alimentati da quell’acqua: tra tutte le residenze della capitale, solo questa l’ha. Quando Heshen cadde, fu concessa al principe Qing. Si tramanda che negli ultimi anni di Qianlong i principi si riunirono e parlarono di Heshen, tutti decisi a consegnarlo alla giustizia; solo uno tacque. Quando l’imperatore Renzong e gli altri lo incalzarono, disse: «Io non ho una grande ambizione simile per me stesso: vorrei solo, quando un giorno riceveremo le nostre residenze, poter abitare la sua». Tutti risero e la chiusero lì. Quando Heshen cadde, l’imperatore gli concesse proprio ciò che aveva detto. Quando il principe Gong ricevette la sua residenza, la ottenne di nuovo. A nord della residenza c’è il giardino Jian, costruito dal principe Gong stesso. Song Muzhong scrisse una poesia su una vecchia residenza presso il ponte Yinding: sarà forse questa stessa casa?
《竹叶亭杂记》 (Note varie del padiglione della foglia di bambù)
和珅查抄议罪后,分其第半为和孝公主府,半为庆亲王府。及嘉庆二十五年,庆亲王薨,五月十五日,管府事阿克当阿、代郡王愍绵呈出毗卢帽门口四座,太平缸五十有四,铜路镫三十六对,皆和家故物也。此顶亲王尚不应有,而和乃有之,庆亲王未及奏者。且二十年,缸较大,内稍小,镫则较内为精致,因分设于紫禁。今景运、隆宗两门外,凡所陈设铁缸及白石座、细铜丝罩之路镫,皆其物也。
Dopo che i beni di Heshen furono confiscati e le sue colpe giudicate, la residenza fu divisa: metà divenne la residenza della principessa Hexiao, metà la residenza del principe Qing. Nel venticinquesimo anno di Jiaqing, dopo la morte del principe Qing, il quindicesimo giorno del quinto mese l’intendente Akedang’a, per conto del principe Mianmin, consegnò quattro porte a cappello di Vairocana, cinquantaquattro grandi vasche e trentasei coppie di lampioni di rame, tutti oggetti appartenuti a Heshen. Cose che nemmeno un principe avrebbe dovuto possedere, e che Heshen aveva, e che il principe non aveva denunciato per vent’anni. Le vasche erano un po’ più grandi di quelle del palazzo, i lampioni più raffinati, e furono collocati nella Città Proibita. Oggi, fuori delle porte Jingyun e Longzong, le vasche di ferro su basi di pietra bianca e i lampioni con coperture di reti di rame sottile in mostra sono proprio quegli oggetti.
《艺风堂杂钞》 (Note varie della sala Yifeng)
一问和珅,现在查钞你家产,所盖楠木房屋,僭侈逾制,并有多心。
Prima domanda a Heshen: ora si confisca il tuo patrimonio; la casa di legno di nanmu che hai costruito usurpa le regole per sfarzo, e c’è dell’altro.
奴才城内原不该有楠木房子,多宝阁及福段式样,是奴才打发太监胡什同到宁寿宫看的式样仿照盖造的。至楠木都是奴才自己买的,玻璃柱子内陈设都是有的,总是奴才糊涂该死。
Il tuo servo non avrebbe mai dovuto avere una casa di nanmu in città. I modelli del gabinetto dei cimeli e delle pareti divisorie furono copiati dopo che mandai l’eunuco Hushitu a studiarli nel Palazzo della Longevità tranquilla. Il legno di nanmu l’ho comprato io stesso; gli oggetti nelle teche di vetro erano tutti miei. È stata tutta colpa mia, stolto che sono, e merito di morire.
《文靖公遗集》 (Raccolta postuma del signor Wenjing)
山色远悠然,心遐地自偏。有情欣竹拜,无用爱匏悬。园杏红披锦,阶苔翠晕钱。衢歌闲击壤,浩荡帝尧天。
I colori dei monti si stendono lenti in lontananza; con l’animo lontano, il luogo si fa appartato da sé. Con sentimento godo dei bambù che s’inchinano; inutile, amo la zucca appesa. Le albicocche del giardino stendono il rosso come broccato; il muschio dei gradini sboccia verde come monete. Cantando ozioso di terra battuta per i vicoli: il cielo immenso e sconfinato dell’imperatore Yao.
中秋前三日,赴鉴园主人雅约,欢然畅叙。
Tre giorni prima della festa di metà autunno, al gentile invito del signore del giardino Jian, lieto e cordiale incontro.
时在坐者为李兰荪协揆荣仲华司空绍葛民都护崇受之少空。率成一律,聊志欣感。
Erano presenti il vice gran segretario Li Lansun, il ministro Rong Zhonghua, il comandante Shao Gemin e il viceministro Chong Shouzhi. D’impulso composi una poesia regolata per esprimere la mia gratitudine.
掀髯一笑广寒游,十二红栏百尺楼。天上桂花香雪海,云边枫叶锦屏秋。放怀飒爽风生袖,顾影萧骚霜满头。共祝团豳好朋月,年年诗酒列仙俦。
Ridendo a barba sollevata, vago nel fresco lunare: dodici balaustre rosse, una torre di cento piedi. In cielo profumo di cassia, un mare di neve odorosa; sulle nubi foglie d’acero, un autunno di paraventi di broccato. Libero l’animo, il vento frizzante mi gonfia le maniche; allo specchio, la brina ormai mi copre il capo. Auguriamoci insieme la buona luna dell’amicizia: anno dopo anno, poesia e vino tra le schiere degli immortali.
怡神所小饮观剧,敬和鉴园主人原韵。
Piccola libagione e teatro allo Yishensuo, in rispettosa corrispondenza alle rime del signore del giardino Jian.
不知今夕是何年,锦瑟峥嵘五十弦。箫倚凤凰歌并妙。觞飞鹦鹉酒争传。蕊珠宫峻尊诗圣,群玉峰高悦众仙。我亦蟠桃花底客,岁星学步大罗天。
Non so che anno sia questa notte: il salterio ornato, cinquanta corde svettanti. I flauti s’appoggiano alle fenici, i canti si fanno doppi e mirabili; le coppe volano come pappagalli, il vino gareggia nel mescersi. Il palazzo Rui-zhu s’innalza, onorando il saggio del canto; le vette di giada si ergono, rallegrando tutti gli immortali. Anch’io sono un ospite sotto i peschi fatati, una stella annuale che impara a camminare nel cielo immenso.
再叠怡神所招饮观剧元韵。
Di nuovo in corrispondenza alle rime dell’invito a bere e a teatro allo Yishensuo.
喜值羲皇熙皞年,雅宜急管趁繁弦。春生竹叶金杯漾,夜永莲花玉漏传。素履安閒真古佛,红尘游戏即飞仙。怡神得所宫庭法,远胜三唐白乐天。
Felice di incontrare gli anni radiosi di Xihuang, è giusto che i flauti veloci seguano le corde fitte. La primavera nasce nel vino di foglie di bambù dentro coppe d’oro; la notte si fa lunga mentre il loto gocciola dal clepsidra di giada. In scarpe semplici e in pace, si è davvero un antico Buddha; giocando nella polvere rossa, si è già un immortale in volo. Lo Yishensuo ha trovato la sua misura di palazzo: ben superiore al Bo Juyi dei Tang.
《萃锦吟》 (Canti del broccato raccolto)
庆宜堂避暑偶作。
Versi occasionali per sfuggire il caldo nella sala Qingyi.
积善欣余庆,安闲更得宜。留欢殊自惬,出语总成诗。竹翠烟深锁,荷喧雨到时。乐天庶知命,此外复何为。
Accumulando il bene, godo del favore che resta; in pace, tutto è ancora più adatto. Nel custodire la gioia sono contento; le parole che escono diventano tutte poesia. I bambù, nebbia verde chiusa in profondità; il clamore dei loti, l’ora in cui giunge la pioggia. Come Bo Juyi conosco il mio destino: che altro vi è da cercare?
邸第西斋,颜曰庆宜堂。传闻系庆邸居时旧额。
Lo studio ovest della residenza porta l’insegna sala Qingyi; si tramanda sia la vecchia insegna del tempo del principe Qing.
堂内敬悬道光闲成庙御书,赐额曰:乐寿安身。
Nella sala è appesa con reverenza la calligrafia dell’imperatore Cheng dell’era Daoguang, insegna donata che dice: Gioia nella longevità, pace nella persona.
佩蘅相国、醖卿大司农今岁皆八旬正寿,因于邸中朗润园置酒为贺。翌日相国寄赠一律,即次元韵奉和。
Il ministro Peiheng e il ministro Yunqing compiono entrambi ottant’anni quest’anno; per questo ho offerto loro un banchetto nel giardino Langrun della residenza. Il giorno dopo il ministro mi inviò una poesia regolata, e risposi con un componimento sulle sue stesse rime.
怡神在灵府,高卧偃羲皇。皓彩中宵合,金釭凝夜光。盐梅已佐鼎,绮席遰华觞。寿爵传三礼,明星映碧堂。
Lo spirito in pace nella dimora luminosa, riposo disteso come ai giorni di Xihuang. Il chiarore bianco si unisce a mezzanotte; la lampada d’oro raccoglie la luce della notte. Sale e prugne hanno servito il tripode; la stuoia intarsiata ormai passa la coppa festiva. La coppa della longevità passa i tre riti; una stella chiara brilla sulla sala di smeraldo.
园内设席处,敬悬仁庙御书匾额,曰怡神所。
Il luogo del giardino dove fu apparecchiato il banchetto è onorato dall’insegna calligrafica dell’imperatore Renzong, che dice: Yishensuo.
遰,一作递。
Per 遰, un testo dà 递.
朗润观荷,并志。
Ammirando i loti a Langrun, con un ricordo.
海淀园寓为咸丰辛亥显庙赐居,锡名朗润,当即镌额恭悬,并自撰记,以志殊恩。已刊入乐道堂文钞,兹不复赘。嗣于同治年间,邸园落成,敬将御书墨宝装裱悬挂,故亦名曰朗润。年来淀园多故,未能尝往盘桓,遂至半就荒芜。今岁命园丁稍为修葺,补种芰荷数亩,虽未能尽复旧观,聊可小住居停,藉消长夏。抚今忆昔,不能无感慨之意云:
La villa-giardino di Haidian mi fu concessa nell’anno xinhai di Xianfeng dall’imperatore Xian, che la chiamò Langrun; l’insegna fu subito incisa e appesa con reverenza, e io stesso scrissi un ricordo per celebrare la grazia speciale, già pubblicato negli Scritti letterari della sala Ledao e qui non ripetuto. In seguito, negli anni Tongzhi, il giardino presso la residenza fu completato, e io feci montare e appendere con reverenza la calligrafia imperiale, così che anch’esso fu chiamato Langrun. In questi anni il giardino di Haidian ha incontrato molte vicende; non potendo recarmici spesso, l’ho lasciato andare in rovina per metà. Quest’anno ho fatto fare ai giardinieri qualche riparazione e piantare ancora qualche ettaro di loti; anche se non si può tornare del tutto all’antico splendore, basta per un piccolo soggiorno in cui passare la lunga estate. Nel presente ripenso al passato, e non posso non provare un sospiro:
点溪荷叶叠青钱,半采红莲半白莲。姬姹含情娇不语,东西分艳蒂相连。落花舞絮成春梦,感物吟诗对暮天。低槛晚晴笼翡翠,鹭鸶飞破夕阳烟。
Sul ruscello punteggiato le foglie di loto accumulano monete verdi; metà colti i loti rossi, metà quelli bianchi. La fanciulla trattiene il sentimento, muta e schiva; a est e a ovest, i fiori gemelli condividono uno stelo. Petali cadenti e lanugine danzante diventano un sogno di primavera; commosso dalle cose, compongo versi al cielo del tramonto. Presso la bassa ringhiera, il chiaro vespro avvolge il martin pescatore; le egrette volano su, rompendo la nebbia del sole al declino.
《故都变迁记略》 (Breve cronaca dei mutamenti della vecchia capitale)
辅仁大学在定阜大街,为涛贝勒府旧址。辅仁中学。男部在大学东侧,门临李广桥西街。恭王府旧在李广桥南街,近亦售归辅仁大学。司铎书院在恭王府南三座桥之西北,内五区。区署在刘海胡同。恭王府东墙外。大翔凤胡同,旧名大墙缝胡同;小翔凤胡同,旧名小墙缝胡同。
L’Università Cattolica Fu Jen si trova in via Dingfu, sul vecchio sito della residenza del principe Tao. La sezione maschile della scuola media Fu Jen si trova a est dell’università, con il portone sulla via Ovest del ponte Liguang. La vecchia residenza del principe Gong si trovava sulla via Sud del ponte Liguang, ed è stata recentemente venduta anch’essa all’Università Fu Jen. Il Seminario dei Sacerdoti si trova a nord-ovest del ponte Sanzuo, a sud della residenza del principe Gong; l’ufficio del quinto distretto interno si trova nel vicolo Liuhai, oltre il muro est della residenza. Il vicolo Grande Xiangfeng un tempo si chiamava vicolo Grande della Fessura; il vicolo Piccolo Xiangfeng si chiamava vicolo Piccolo della Fessura.
Fotografie storiche
Prima metà del Novecento (circa)
In base alla provenienza dell’album di fotografie antiche delle residenze principesche, questa fotografia è assegnata approssimativamente alla prima metà del Novecento. Il resoconto della prima pubblicazione dell’album riferisce che molte delle sue fotografie apparvero in pubblicazioni di quel periodo. La fotografia proviene da Fotografie antiche delle residenze principesche del grande Qing, pubblicata dall’archivio fotografico del Museo della Residenza del Principe Gong. La vista è frontale sulla porta a fiori sospesi; ai lati vi sono pareti a graticcio, e attraverso il vano si vedono le gronde, le porte e le finestre di un altro edificio.
1922–1930
Le otto fotografie seguenti sono raccolte in Gardens of China di Osvald Sirén, pubblicato dalla Ronald Press Company di New York nel 1949. La ricercatrice del museo Hao Li colloca gli scatti di Sirén nella residenza tra il 1922 e il 1930; il libro non data le singole fotografie. Le immagini mostrano l’aspetto di allora della riva dello stagno davanti alla sala, la Rupe Verdeggiante, il Battello della Poesia e della Pittura, la Terrazza della Vista dei Pesci e le rocce all’ingresso. Si veda anche «Degustazione: molte grazie in una fetta di collina, sentimento che nasce da un palmo di roccia».
Fotografia antica della Residenza del Principe Gong raccolta in Gardens of China di Sirén: salici davanti alla sala Anshan, la riva dello stagno e i porticati.
Fotografia antica della Residenza del Principe Gong raccolta in Gardens of China di Sirén: la Rupe Verdeggiante, l’ingresso della Grotta della Nuvola Segreta e le terrazze sulla collina.
Fotografia antica della Residenza del Principe Gong raccolta in Gardens of China di Sirén: il Battello della Poesia e della Pittura, la riva dello stagno e i salici piangenti.
Fotografia antica della Residenza del Principe Gong raccolta in Gardens of China di Sirén: veduta ravvicinata della Terrazza della Vista dei Pesci.
Fotografia antica della Residenza del Principe Gong raccolta in Gardens of China di Sirén: la Terrazza della Vista dei Pesci, il cortile e il lungo corridoio est.
Fotografia antica della Residenza del Principe Gong raccolta in Gardens of China di Sirén: le rocce a forma di porta all’ingresso del giardino.
Fotografia antica della Residenza del Principe Gong raccolta in Gardens of China di Sirén: il padiglione dal tetto piano, con ringhiera su tutti i lati, alberi e rocce davanti.
Fotografia antica della Residenza del Principe Gong raccolta in Gardens of China di Sirén: la pavimentazione del giardino, con piccole pietre che formano un motivo a carovana di cammelli su sfondo geometrico.
1932–1940 (circa)
La prefazione del Repertorio illustrato dell’architettura antica cinese dichiara che le fotografie selezionate provengono dalle indagini della Società per lo studio dell’architettura cinese tra il 1932 e il 1940; la fotografia è datata di conseguenza. È pubblicata nel secondo volume con il titolo «Un angolo della Residenza del Principe Gong a Pechino». La vista va da sotto un porticato verso il cortile, con colonne e decori in primo piano e padiglioni, balaustre e rocce oltre.
1940 (anno di pubblicazione)
Fonti delle due fotografie: «L’evoluzione storica e la tutela della sala Duofu»; datazione e identificazione secondo «Studio sul ripristino degli arredi interni della sala Duofu della Residenza del Principe Gong».
La sala Duofu dopo la conversione in biblioteca dell’Università Fu Jen: vista esterna con la scalinata, le colonne, le porte e le finestre. Il Museo della Residenza del Principe Gong pubblica questa fotografia in «L’evoluzione storica e la tutela della sala Duofu»; lo studio sul ripristino degli arredi la identifica come fotografia apparsa nel bollettino degli ex studenti dell’Università Fu Jen del 1940. Il 1940 è l’anno di pubblicazione.
La sala Duofu dopo la conversione in biblioteca della sezione femminile dell’Università Fu Jen: studentesse sedute a leggere ai lunghi tavoli, con il soffitto e l’insegna «Shangde Yanxi» ancora visibili in alto. Pubblicata dal museo in «L’evoluzione storica e la tutela della sala Duofu»; lo studio sul ripristino la identifica come l’interno della biblioteca femminile nel bollettino del 1940.
Riferimenti
- Osvald Sirén: Gardens of China, Ronald Press Company, New York, 1949.
- Museo della Residenza del Principe Gong: «La raccolta, il ripristino e lo studio dei materiali storici sulla Residenza del Principe Gong e sulla cultura delle residenze principesche», 2009.
- Hu Yihong: «L’evoluzione storica e la tutela della sala Duofu», Museo della Residenza del Principe Gong, 2012.
- Museo della Residenza del Principe Gong, Ministero della Cultura e del Turismo: «Lo studio Xijin», 2014.
- Meng Qingzhong: «Il legame indissolubile tra il Pingfu Tie e la Residenza del Principe Gong», Museo della Residenza del Principe Gong, 2018.
- H.-S. Ch’en e G. N. Kates: Prince Kung’s Palace and its Adjoining Garden in Peking, Monumenta Serica, vol. 5, nn. 1–2, 1940, pp. 1–80.
- Primo Archivio Storico della Cina e Centro di gestione della Residenza del Principe Gong del Ministero della Cultura (a cura di): Archivio completo della Residenza del Principe Gong nel palazzo Qing: I dossier segreti di Heshen, Casa editrice della Biblioteca Nazionale, 2009.
- Yang Naiji: «Sulla Residenza del Principe Gong», in Discorsi oltre la soglia: saggi di storia dell’architettura, China Architecture & Building Press, 2008.
- Zhao Xun: «La Residenza del Principe Gong e il suo giardino», in Studi raccolti sulla cultura delle residenze principesche dei Qing, vol. 2, Casa editrice di cultura e arte, 2012.