Introduzione
Il monastero di Labrang si trova nella contea di Xiahe, nella prefettura autonoma tibetana di Gannan (provincia del Gansu), sulla riva settentrionale dell’alto corso del fiume Daxia. Il nome «Labrang» è la traslitterazione del tibetano «ladrang», che significa residenza di un lama vivente; i gazetteer dell’epoca Qing ne registrano inoltre il nome tibetano come 札木奇尔, da cui deriva l’attuale denominazione di monastero Tashikhyil. Nel quarantottesimo anno dell’era Kangxi (1709), il beile[1] Chaghan Danjin dei khoshut del Qinghai, in seguito promosso a principe di secondo grado, invitò il venerabile Ngawang Tsöndru a tornare nella sua terra natale, la valle del Daxia, per fondarvi un monastero, e offrì cinquecento famiglie dei suoi sudditi come famiglie di devoti del monastero[2]. Ngawang Tsöndru era stato khenpo, cioè abate, del monastero di Drepung a Lhasa, ed è venerato dai posteri come il primo Jamyang. Nell’autunno del cinquantesimo anno dell’era Kangxi (1711) fu completata la grande sala delle preghiere con ottanta colonne, alla quale seguirono il tempio del Buddha Jamyang e il collegio tantrico inferiore; il monastero e la città che vi si appoggiava crebbero così sulla riva settentrionale del Daxia, fino a diventare un grande monastero della scuola Gelug[3] del buddhismo tibetano con sei collegi e la sede stabile dei lama viventi Jamyang di tutte le generazioni.
Il territorio in cui sorge il monastero di Labrang era già stato incorporato nella giurisdizione della sottoprefettura di Xunhua sotto l’era Qianlong, ma il monastero stesso dipendeva dal principe commendatore dei mongoli del Qinghai: come si diceva, «il monastero si trova nel territorio della sottoprefettura, ma non le appartiene». Durante l’era Qianlong i monaci, forti del potere del principe commendatore, contesero ripetutamente terre alle tribù tibetane vicine, dando luogo a continue cause giudiziarie. Tra queste, quella con il monastero di Heicuo durò ben diciannove anni. A partire dal tredicesimo anno dell’era Qianlong (1748), il monastero di Labrang inviò propri monaci a ricoprire la carica di abate del monastero di Heicuo, e nel trentasettesimo anno se ne erano già succeduti sette. Quell’anno il clero e i laici di Heicuo vennero a sapere che l’abate che il monastero aveva in passato invitato dal Tibet si era reincarnato a Songpan, e decisero di invitarlo da lì. Il monastero di Labrang non si rassegnò e il monaco Jamyang presentò subito denuncia. La causa passò attraverso ripetuti giudizi e riforme da parte del comandante in capo del Qinghai, del prefetto di Lanzhou e del viceprefetto di Xunhua, finché nel cinquantacinquesimo anno dell’era Qianlong (1790) si concluse con la formula «ognuno amministri il proprio monastero». Gong Jinghan, il viceprefetto di Xunhua che compilò il gazetteer, fu ancora più severo con questo monastero: nella sua postilla scrisse che «il monastero di Labrang è per sua natura immensamente ricco» e lo definì apertamente «una piaga nel cuore di Xunhua», proponendo di demolirlo e di ricostruirlo altrove, nel territorio mongolo, «per eliminare definitivamente futuri problemi».
Nel ventiduesimo anno dell’era Jiaqing (1817), il monastero di Labrang e il monastero di Longwu, a sud-ovest di Xunhua, finirono in causa per la giurisdizione su un monastero. Il ministro residente a Xining, Narsungga, diede ascolto alla sola versione dei lama di Labrang e scrisse a Changling, governatore generale dello Shaanxi e del Gansu, chiedendo di mobilitare tre-quattromila soldati salar (gli odierni Salar) per annientare la parte di Longwu, promettendo ai soldati il bestiame catturato. L’anno seguente Changling accusò Narsungga di aver avviato sconsideratamente operazioni militari senza aver esaminato gli atti della causa, e la corte lo deferì al Tribunale competente con la motivazione che «non era all’altezza dell’incarico di ministro residente». Nei primi anni dell’era Daoguang, il governatore generale dello Shaanxi e del Gansu, Nayancheng, riorganizzò gli affari tibetani del Qinghai e considerò il monastero di Labrang un valico da presidiare militarmente: il monastero era infatti la via di raccolta e distribuzione attraverso cui i tibetani della zona di Songpan, nel Sichuan, trafficavano tè, piombo e zolfo, utensili di ferro e viveri, e il commissario incaricato dell’ispezione chiese di istituire una barriera accanto al monastero, con un presidio permanente di cento soldati addetti ai controlli. Parlando degli affari tibetani, Nayancheng stimava che i tre monasteri di Labrang, Tsongkha e Longwu «radunavano lama fino a venti o trentamila»: un clero troppo numeroso, in cui non si poteva escludere la presenza di malfattori; e il divieto su tè e viveri equivaleva a stringere alla gola questi grandi monasteri.
Nel dodicesimo anno dell’era Tongzhi (1873), i tibetani delle otto tribù, a cominciare dai Maiwu, chiesero di passare sotto la giurisdizione di Taozhou; il governatore generale dello Shaanxi e del Gansu, Zuo Zongtang, stabilì che Labrang e le tribù di Maiwu «formavano un’unica realtà» e li trasferì insieme a Taozhou. Annotò al contempo che i vari monasteri di Labrang versavano al fisco cinquemila tael del dazio sulle merci[4] che prelevavano, mentre «dei più di duecentomila tael che incassavano e spendevano ogni anno, nessuno si era mai interessato». L’anno seguente, nell’elenco delle spese militari dello Shaanxi e del Gansu che Zuo Zongtang presentò per il rimborso, figurava anche la voce «ricevuti in donazione dal monastero tibetano di Labrang, nel Gansu, 4.816 tael d’argento». Nell’ottavo anno dell’era Guangxu (1882), mentre le autorità istruivano le cause accumulate che coinvolgevano le tribù tibetane, il Jamyang Khutukhtu si fece avanti per esortare i tibetani alla sottomissione e per questo merito ricevette in premio il titolo di «maestro chan Guangji»; «Khutukhtu» è infatti il titolo con cui la corte Qing investiva i grandi lama viventi. Alla fine del quindicesimo anno dell’era Guangxu (1889), i monaci tibetani del monastero di Labrang, nella sottoprefettura di Xunhua, si scontrarono in una rissa armata, sedata e poi giudicata secondo il diritto consuetudinario tibetano; lo stesso giorno la corte ordinò con severità al monastero di Labrang di consegnare il fuggitivo Bangzhou, ricercato dal Sichuan. Nel diciottesimo anno dell’era Guangxu (1892) il caso non era ancora chiuso e lo stesso Jamyang Khutukhtu era stato accusato: la corte ordinò al governatore generale dello Shaanxi e del Gansu e alle autorità del Sichuan di inviare ciascuna dei funzionari per l’inchiesta. La vicenda si trascinò fino al ventitreesimo anno dell’era Guangxu (1897): il monastero di Labrang restituì i villaggi tibetani di confine del Sichuan che aveva occupato e pagò un risarcimento in argento e beni; Bangzhou, invece, non fu mai catturato.
Nel giugno del sedicesimo anno della Repubblica (1927), la provincia del Gansu istituì l’Ufficio di amministrazione provvisoria di Labrang, un organo di transizione prima dell’erezione in contea, alle dirette dipendenze del governo provinciale; nel gennaio dell’anno successivo fu trasformato nella contea di Xiahe, che prende il nome dal fiume Daxia. I gazetteer compilati in epoca repubblicana, nel registrare l’architettura del Gansu, notano ancora in particolare: «il monastero di Labuleng, nella contea di Xiahe, abbonda soprattutto di tegole dorate». A partire dal 1932 il giornalista statunitense Harrison Forman visitò più volte il monastero di Labrang, lasciandone una documentazione fotografica sistematica; nel 1937 il suo obiettivo immortalò sia i padiglioni del Buddha in restauro, circondati dalle impalcature, sia il quinto Jamyang, Tenpai Gyaltsen, che aveva appena compiuto ventun anni.
Durante la guerra di resistenza contro il Giappone, il quinto Jamyang organizzò i centootto monasteri soggetti a Labrang e le varie tribù per sostenere il fronte. Nel 1938 inviò il suo terzo fratello maggiore, Huang Zhengji, alla guida di una delegazione di monaci e laici a Chongqing e nelle varie zone di guerra per portare conforto alle truppe; nel 1943 compose l’《Appello ai compatrioti mongoli e tibetani per la propaganda della resistenza e della ricostruzione》, stampato in tibetano e in cinese, che portò a predicare nelle zone di pastorizia al confine tra Gansu, Qinghai e Sichuan; insieme al fratello maggiore Huang Zhengqing promosse inoltre una raccolta di donazioni, raccogliendo una somma ingente sufficiente ad acquistare trenta aerei, e il governo nazionale conferì al monastero di Labrang una targa onorifica con la scritta «Donare ricchezze per difendere la patria». In calce all’appello egli espresse questo voto: «Possano i combattenti della resistenza godere pace e felicità di generazione in generazione, possa la nazione restare salda per diecimila anni, possa il mondo avere pace per sempre».
Documenti storici
《循化厅志》 (Gazzetta della sottoprefettura di Xunhua)
拉卜楞寺在甘家寨,青海蒙古郡王所辖。
Il monastero di Labrang si trova a Ganjiachai ed è soggetto al principe commendatore dei mongoli del Qinghai.
按拉卜楞寺,番名札木奇尔,寺在厅地而非厅所属。僧众杂还,倚恃郡王之势,屡与各番争地,控案不一而足。又招内属番族为其所属,或藏匿亡命,此循化腹心之一害也。当令拆毁,于蒙古界别建寺字,不许在内地,以绝后患。拉卜楞即拉布楞,番语也。
Postilla: il monastero di Labrang, il cui nome tibetano è 札木奇尔, si trova nel territorio della sottoprefettura ma non le appartiene. I suoi monaci sono una massa eterogenea che, forte del potere del principe commendatore, contende di continuo terre alle varie tribù tibetane, con cause giudiziarie troppo numerose da contarsi. Attira inoltre tribù tibetane soggette all’interno perché si assoggettino ad esso, e talvolta nasconde fuorilegge: è una piaga nel cuore di Xunhua. Si dovrebbe ordinarne la demolizione e far costruire il monastero altrove, nel territorio mongolo, senza permettere che resti nell’interno, per eliminare definitivamente futuri problemi. Labrang è lo stesso che Labuleng: è una parola tibetana.
黑作寺在黑作寨厅治南二百八十里。
Il monastero di Heizuo si trova nel villaggio di Heizuo, duecentottanta li a sud della sede della sottoprefettura.
按今呼黑错寺,番名札木喀尔寺,据拉卜塄呈,又称为加卡尔寺。
Postilla: oggi è chiamato monastero di Heicuo; il suo nome tibetano è monastero di Jamkhar e, secondo quanto presentato da Labrang, è detto anche monastero di Gyakhar.
康熙二十一、二年间,土官喇嘛盆错却合旦建。雍正二年,该番投诚,始归厅辖。寺内住持,前为蒙古亲王代庆和硕齐于西藏请噶尔旦胡图克图即夕只喇嘛,未详年分,是为该寺法台之始。其后夕只喇嘛赴藏物故,至乾隆十三年,始以拉卜楞寺僧在黑错寺坐床管事,至三十七年,前后共选七人。嗣黑错僧俗闻夕只转生出世,在松潘地方,而拉卜楞寺所放法台又作践滋扰,心怀不服,遂于松潘请喇嘛坐床管事。而拉卜楞寺僧加木样又名札木养,不甘,于三十七年八月呈控青海都统伍,同知张春芳未及细查,但照旧令拉卜楞寺选放。黑错不遵,拉卜楞寺僧又控,都统委大喇嘛索克𠂔、通事刘福才,会同张同知审断,令各管各寺,其法台仍由黑错自行延请,详批完结。
Tra il ventunesimo e il ventiduesimo anno dell’era Kangxi fu costruito dal lama ufficiale indigeno Pencuo Chuehedan. Nel secondo anno dell’era Yongzheng quella tribù si sottomise e solo allora passò sotto la giurisdizione della sottoprefettura. Abate del monastero era stato in precedenza il Galdan Khutukhtu, cioè il lama Xizhi, invitato dal Tibet dal principe mongolo Daiqing Khoshchi — non si conosce l’anno esatto —, e questa fu l’origine della dignità abbaziale del monastero. In seguito il lama Xizhi morì durante un viaggio in Tibet; nel tredicesimo anno dell’era Qianlong si cominciò a far insediare un monaco del monastero di Labrang per amministrare gli affari del monastero di Heicuo, e fino al trentasettesimo anno ne furono scelti in tutto sette. Più tardi il clero e i laici di Heicuo seppero che Xizhi si era reincarnato nella zona di Songpan e, poiché gli abati nominati dal monastero di Labrang maltrattavano e molestavano la popolazione, scontenti invitarono da Songpan un lama a insediarsi e ad amministrare il monastero. Il monaco di Labrang, Jamyang (il cui nome si scrive anche 札木养), non si rassegnò e nell’ottavo mese del trentasettesimo anno presentò denuncia al comandante in capo del Qinghai, Wu; il viceprefetto Zhang Chunfang, senza esaminare a fondo, si limitò a confermare che fosse il monastero di Labrang a nominare l’abate, come in passato. Heicuo non si conformò, il monaco di Labrang presentò una nuova denuncia e il comandante in capo incaricò il grande lama Soke e l’interprete Liu Fucai di giudicare la causa insieme al viceprefetto Zhang: stabilirono che ciascuno amministrasse il proprio monastero e che l’abate fosse comunque invitato da Heicuo stessa, e la sentenza definitiva chiuse il caso.
其后都统伍离任,加木样又翻控,委河州业中、候补知县黎珠,同青海员外即百,于三十九年诣黑错查讯,因该寺有当年蒙古亲王改建之说,议令法台由郡王选放,不得仍放拉卜楞寺僧。而加木样不遵断出结,复控都宪。四十一年,委署兰州府康基田、前同知张春芳、署同知谢桓会审,议以黑错寺与拉卜楞寺蒙古喇嘛本无干涉,番民公共香火延请法台,自应听从民便。加木样本不得违众强争,而该处寺院僧俗悉属内地粮民,蒙古喇嘛尤不得公然争控。其所执印照,一为康熙三十七年达赖喇嘛给盆错却合旦之物,拉卜楞既代管多年,何难窃取而托之前生相好布施,不知死后照存何处,转生又何以偕来?妄诞已甚。一为乾隆二十九年章嘉呼图克图所给,内载西北蒙古部落,东南至松潘,并喀加六族皆属管,而今查讯喀加二十一寨寺庙,并无该寺放法台者;一为乾隆十三年蒙古亲王江克楚所给,其中以朝廷粮户属之喇嘛,尤属不合。应请照前次西宁大喇嘛所断,各管各寺,各具译结存案,并咨明理藩院立案。批准饬遵,并咨青海大人,饬郡王追销执照。加木楞未遂所欲,以审断不公,复控青海,移咨查讯。四十二年,饬谢同知传唤两造赴省,而谢桓擅带官兵二千人,将黑错僧俗诱获解讯,以致黑错畏惧求和,仍令加木样选放法台,移咨青海,勒石饬遵。然终不能服黑错之心,因转生之夕只喇嘛尚幼,隐忍十余年。至五十四年,遂自放管事,逐出拉卜楞寺所放法台。加木样又控,经厅营会禀,饬司查案议详:以黑错僧俗七百余户,久隶循化厅管辖,耕田输赋,为内地户民。拉卜楞寺系蒙古郡王所辖,何得以外服喇嘛,思将内地粮户占为己有?且寺内法台,乾隆十三年以前,不经拉卜楞寺选放,则黑错寺本非拉卜楞所管,已可概见。所云前生布施,本妄诞之词。果有此情,青海之大喇嘛又何以断令各管各寺?其为借端妄争,已无疑义。今黑错已将旧日法台之夕只喇嘛仍请入寺,是原人仍归本寺,更无可争。从前谢同知谬断,前司草率议结,以久经咨明理藩院之案,忽而翻断,又不咨明理藩院而私勒石,实为错谬。应照从前各管各寺,咨明理藩院查照,并咨青海都统,将加木样严加管束。总督批准,并出示晓谕两寺。
In seguito il comandante in capo Wu lasciò l’incarico e Jamyang presentò una controdenuncia; furono incaricati dell’inchiesta Yezhong di Hezhou, il magistrato distrettuale in attesa di nomina Li Zhu e il funzionario mongolo Jibai, che nel trentanovesimo anno si recarono a Heicuo per interrogare; poiché si sosteneva che il monastero fosse stato ricostruito a suo tempo dal principe mongolo, deliberarono che l’abate fosse nominato dal principe commendatore e non più tra i monaci di Labrang. Ma Jamyang non accettò la sentenza né chiuse la causa, e presentò ancora denuncia al censore capo. Nel quarantunesimo anno furono incaricati del giudizio collegiale Kang Jitian, prefetto facente funzioni di Lanzhou, l’ex viceprefetto Zhang Chunfang e il viceprefetto facente funzioni Xie Huan, i quali deliberarono che il monastero di Heicuo e i lama mongoli del monastero di Labrang non avevano originariamente alcun rapporto e che, trattandosi dell’invito di un abate per il culto comune dei tibetani, si doveva naturalmente seguire la volontà del popolo. Jamyang non avrebbe dovuto contendere con la forza contro la volontà di tutti; inoltre, il clero e i laici di quel monastero erano tutti sudditi contribuenti dell’interno, e i lama mongoli non potevano a maggior ragione contendere apertamente in giudizio. Delle patenti sigillate che essi esibivano, una era quella rilasciata nel trentasettesimo anno dell’era Kangxi dal Dalai Lama a Pencuo Chuehedan: ma se Labrang l’aveva amministrata per tanti anni, che difficoltà ci sarebbe stata a sottrarla e a fingere che fosse stata donata per l’amicizia di una vita precedente? Non si sa nemmeno dove la patente sia rimasta dopo la morte, e come avrebbe potuto la reincarnazione portarla con sé? È davvero troppo assurdo. Un’altra era quella rilasciata nel ventinovesimo anno dell’era Qianlong dal Changkya Khutukhtu, in cui si diceva che le tribù mongole a nord-ovest, fino a Songpan a sud-est, comprese le sei tribù di Kaja, erano tutte sotto la sua giurisdizione; ma l’inchiesta sui monasteri dei ventun villaggi di Kaja ha rivelato che in nessuno di essi era quel monastero a nominare l’abate. Un’altra ancora era quella rilasciata nel tredicesimo anno dell’era Qianlong dal principe mongolo Jiangkechu, nella quale si assegnavano al lama addirittura famiglie contribuenti della corte imperiale, il che è particolarmente inappropriato. Si propose quindi di attenersi alla precedente sentenza del grande lama di Xining — ciascuno amministri il proprio monastero —, di redigere gli atti conclusivi tradotti per l’archivio e di informare la Corte delle dipendenze esterne per la registrazione. La proposta fu approvata e resa esecutiva, e si informò il dignitario del Qinghai affinché ordinasse al principe commendatore di revocare e annullare la patente. Poiché Jamyang non aveva ottenuto ciò che voleva, sostenne che il giudizio era stato ingiusto e presentò una nuova denuncia alle autorità del Qinghai, che la trasmisero per l’inchiesta. Nel quarantaduesimo anno si ordinò al viceprefetto Xie di convocare le due parti nella capitale provinciale, ma Xie Huan condusse arbitrariamente con sé duemila soldati, attirò con l’inganno e catturò il clero e i laici di Heicuo per interrogarli, sicché Heicuo, impaurita, chiese la pace e si stabilì di nuovo che fosse Jamyang a nominare l’abate; la decisione fu comunicata al Qinghai e incisa su pietra perché fosse rispettata. Ma il cuore di Heicuo non si piegò mai: poiché il lama Xizhi reincarnato era ancora giovane, sopportarono in silenzio per più di dieci anni. Nel cinquantaquattresimo anno, infine, nominarono autonomamente un amministratore e scacciarono l’abate nominato da Labrang. Jamyang presentò di nuovo denuncia; la sottoprefettura e la guarnigione riferirono congiuntamente e si ordinò all’ufficio provinciale di riesaminare gli atti e deliberare: il clero e i laici di Heicuo, più di settecento famiglie, erano da tempo soggetti alla sottoprefettura di Xunhua, coltivavano i campi e pagavano i tributi come famiglie dell’interno. Il monastero di Labrang era soggetto al principe commendatore mongolo: come poteva un lama straniero pensare di impadronirsi di famiglie contribuenti dell’interno? Inoltre, prima del tredicesimo anno dell’era Qianlong gli abati di Heicuo non erano nominati dal monastero di Labrang: si vede chiaramente che Heicuo non era originariamente amministrato da Labrang. Quanto alla presunta donazione di una vita precedente, è una parola assurda: se ciò fosse vero, come avrebbe potuto il grande lama del Qinghai sentenziare che ciascuno amministrasse il proprio monastero? Che si tratti di una disputa pretestuosa non vi è più dubbio. Ora che Heicuo ha invitato di nuovo nel monastero il lama Xizhi, che ne era stato l’antico abate, la persona originaria è tornata al proprio monastero e non c’è più nulla da contendere. L’erroneo giudizio dell’allora viceprefetto Xie e la frettolosa conclusione deliberata dal precedente ufficio — riformare all’improvviso una causa già registrata presso la Corte delle dipendenze esterne e persino incidere privatamente la pietra senza informarla — furono davvero errori. Si deve tornare alla formula precedente — ciascuno amministri il proprio monastero —, informare la Corte delle dipendenze esterne perché ne prenda visione e informare il comandante in capo del Qinghai affinché tenga Jamyang sotto stretto controllo. Il governatore generale approvò e fece affiggere un proclama per informare entrambi i monasteri.
按:谢同知即四十一年同康署府会审之人,未及一年,自行翻案,闻当时实有所为而然。盖拉卜楞寺本豪富也。此案自三十七年至五十五年七月始结,凡十九年。今加木样已死,争端庶几永息矣。
Postilla: il viceprefetto Xie è la stessa persona che nel quarantunesimo anno aveva giudicato in collegio con il prefetto facente funzioni Kang; non era trascorso un anno e riformò da solo il giudizio — si dice che allora ci fosse davvero un movente. Il monastero di Labrang, infatti, è per sua natura immensamente ricco. Questa causa, dal trentasettesimo anno al settimo mese del cinquantacinquesimo anno, durò in tutto diciannove anni. Ora che Jamyang è morto, la controversia potrà forse placarsi per sempre.
《辛卯侍行记》 (Diario di viaggio dell’anno xinmao)
循化东南三十里张尕工,折西南十里崖慢工,皆撒拉地。十里夕厂沟,有东乡番五寨。南行五十里甘家川,居捏工丨之西,莽剌川之东番族。插帐游牧地五十里拉布楞寺南番十二寨,南抵和硕特南右翼中旗地。拉布楞南有达那河,俗呼大夏河之上游也。如河东北行四十里拉家寺,五十丂里沙沟寺,十五里哈家寺。寺东逾山,即河州老鸦关。寺南七十里黑错寺。黑错东北一日程卡家寺。又东北二百余里至石嘴关,河州商旅赴南番贸易之径也。黑错东南五十里买吾寺,八十里根岔,入洮州番地。六十里旧洮城,四十里杨土司卓尼城。今土司杨作霖,已传十六世,所辖四十八旗,十二章哈族,封疆千余里,俨然牧伯也。卓尼东南渡洮入岷山,经上铁布、下铁布野番上下包坐寨。其八日至四道城,为四川松潘北境。
Trenta li a sud-est di Xunhua si trova Zhanggagong; dieci li svoltando a sud-ovest, Yamangong: sono entrambi territori salar. Dieci li più in là, il vallone di Xichang, con cinque villaggi tibetani di Dongxiang. Cinquanta li verso sud si giunge a Ganjiachuan, abitata da tribù tibetane a ovest del fiume Niegong e a est del fiume Mangla. Cinquanta li di pascolo tendato conducono ai dodici villaggi tibetani a sud del monastero di Labuleng, che confinano a sud con il territorio della bandiera centrale dell’ala destra meridionale dei khoshut. A sud di Labuleng scorre il fiume Dana, chiamato comunemente alto corso del fiume Daxia. Risalendo il fiume verso nord-est, quaranta li portano al monastero di Lajia, una cinquantina di li al monastero di Shagou, quindici li al monastero di Hajia. A est del monastero, oltrepassati i monti, si trova il passo Laoyaguan di Hezhou. Settanta li a sud del monastero si trova il monastero di Heicuo. A nord-est di Heicuo, a una giornata di cammino, si trova il monastero di Kajia. Altri duecento e più li a nord-est portano al passo Shizui: è la via percorsa dai mercanti di Hezhou per commerciare con i tibetani meridionali. Cinquanta li a sud-est di Heicuo si trova il monastero di Maiwu; ottanta li oltre, Gencha, dove si entra nel territorio tibetano di Taozhou. Sessanta li più in là, la vecchia città di Tao; quaranta li oltre, la città di Zhuoni del tusi Yang. L’attuale tusi Yang Zuolin è già la sedicesima generazione; amministra quarantotto bandiere e dodici tribù Zhangha, con un territorio di oltre mille li: è in tutto e per tutto un signore dei pascoli. A sud-est di Zhuoni si attraversa il fiume Tao e si entra nei monti Min, passando per Shangtiebu, Xiatiebu e i villaggi Baozuo superiori e inferiori dei tibetani «selvaggi»; in otto giorni si arriva a Sidaocheng, al confine settentrionale di Songpan nel Sichuan.
循化西南行四十里,边堵沟十里、边堵塘边堵番七寨。二十里,尕楞沟有下隆务、西番六寨。三十里,上隆务二十里、保安营小堡在山上,有都司。二十里吴屯前明吴、李等四姓防戍留此,言语衣服,变从番族,谓之土民。十里隆务寺上隆务西番十六寨寺东一百二十里有阿巴。那西番八寨。又东南一百十里即拉布楞矣。
Quaranta li a sud-ovest di Xunhua si trova il vallone di Biandu; dieci li oltre, la posta di Biandu, con sette villaggi tibetani di Biandu. Venti li oltre, nel vallone di Galeng, ci sono Longwu inferiore e sei villaggi tibetani occidentali. Trenta li oltre, Longwu superiore; venti li oltre, il piccolo forte del presidio di Bao’an, posto sul monte, con un comandante di guarnigione. Venti li oltre, Wutun: ai tempi dei Ming, le quattro famiglie Wu, Li e altre vi rimasero di presidio; la loro lingua e il loro abbigliamento si sono trasformati seguendo le tribù tibetane, e sono chiamati «popolazione indigena». Dieci li oltre, il monastero di Longwu, con i sedici villaggi tibetani occidentali di Longwu superiore; centoventi li a est del monastero c’è Abana, con otto villaggi tibetani occidentali. Altri centodieci li a sud-est e si giunge a Labuleng.
《平番奏议》 (Memoriali sulla pacificazione dei tibetani)
当即查勘地势保安营迤西惟黑加硖口为贵德硕乃黑贼番潜入之所应请安设卡隘一处把总一员外委一员兵丁五十名保安营迤南宗卡寺为西南番兴贩口粮接济野番出入之要路应请安设卡隘一处千总一员把总一员外委二员兵丁八十名循化营属迤东南拉布楞寺为四川松潘番子兴贩茶叶铅磺铁觔口粮之总路应请安设卡隘一处守备一员把总一员外委二员兵丁一百名
Dopo aver esaminato il terreno: a ovest del presidio di Bao’an, solo il varco di Heijia è il punto da cui si infiltrano i tibetani briganti di Shuonai di Guide; si chiede di istituire una barriera, con un sottufficiale bazong, un ufficiale waiwei e cinquanta soldati. A sud del presidio di Bao’an, il monastero di Tsongkha è la via principale attraverso cui i tibetani del sud-ovest trafficano viveri per rifornire i tibetani «selvaggi» in entrata e in uscita; si chiede di istituire una barriera, con un qianzong, un bazong, due waiwei e ottanta soldati. A sud-est della giurisdizione del presidio di Xunhua, il monastero di Labuleng è l’arteria principale attraverso cui i tibetani di Songpan, nel Sichuan, trafficano tè, piombo e zolfo, ferro e viveri; si chiede di istituire una barriera, con uno shoubei, un bazong, due waiwei e cento soldati.
夕厂又为汉奸兴贩口粮茶布出入之要路应请安设卡隘一处把总一员外委一员兵丁五十名中库沟路通贵德巴燕戎撒拉汉奸兴贩口粮往拉布楞寺之要路应请安设卡隘一处把总一员外委一员兵丁四十名奇台堡营迤南桥沟为河州土门关汉回奸民兴贩口粮茶布夹带违禁各物之路应请安设卡隘一处外委一员兵丁四十名以上安设卡隘六处官十五员兵丁共三百六十名参将都司按月轮流亲履查勘
Xichang è inoltre la via principale di entrata e uscita dei mercanti cinesi senza scrupoli che trafficano viveri, tè e tessuti; si chiede di istituire una barriera, con un bazong, un waiwei e cinquanta soldati. Il vallone di Zhongku, che comunica con Guide, è la via principale attraverso cui i mercanti cinesi senza scrupoli di Bayanrong e i salar trasportano viveri verso il monastero di Labuleng; si chiede di istituire una barriera, con un bazong, un waiwei e quaranta soldati. Il vallone del ponte a sud del presidio del forte di Qitai è la via attraverso cui i trafficanti cinesi e hui del passo Tumen di Hezhou commerciano viveri, tè e tessuti, introducendo di contrabbando merci proibite; si chiede di istituire una barriera, con un waiwei e quaranta soldati. In totale si istituirebbero sei barriere, con quindici ufficiali e trecentosessanta soldati complessivi; i colonnelli e i comandanti di guarnigione dovrebbero ispezionarle personalmente a turno ogni mese.
现据隆务寺苏拉喇嘛旧昂赏根敦尖木错新昂𧴺根敦什加布同称该族所管番侩一千余家皆系熟番种地者十之三四余俱牧放为业其不敷口粮向由巴燕戎之甘都堂地方并拉布楞寺二处驮运应请责令隆务寺新旧昂负查明不敷粮数每年请票易换并严禁该僧人等亦不得私入内地各自易换口粮以杜接济野番之獘
Ora, secondo quanto dichiarato congiuntamente dal lama sura del monastero di Longwu, dal precedente ang Gendun Gyamco e dall’attuale ang Gendun Gyab, i più di mille commercianti tibetani amministrati da quella tribù sono tutti tibetani «assimilati»: tre o quattro decimi coltivano la terra, gli altri vivono di pascolo. I viveri di cui sono carenti sono da tempo trasportati a dorso di bestia da due luoghi: Gandutang, nel territorio di Bayanrong, e il monastero di Labuleng. Si chiede di imporre al precedente e all’attuale ang di Longwu di accertare la quantità di grano mancante e di richiedere ogni anno i permessi per il baratto, vietando severamente ai monaci di entrare privatamente nell’interno per barattare viveri per conto proprio, così da eliminare l’abuso dei rifornimenti ai tibetani «selvaggi».
又拉布浪宗卡隆务招聚喇嘛至二三万人僧侣太繁中藏奸宄亦情事所必有而茶粮之禁我已制其生死之命亦无难逐细编查清其流獘
Inoltre, Labulang, Tsongkha e Longwu radunano lama fino a venti o trentamila; un clero così numeroso cela inevitabilmente malfattori, com’è naturale che sia. Ma con il divieto su tè e grano abbiamo già in mano la loro vita e la loro morte: non sarà difficile registrarli uno per uno ed eliminare gli abusi che ne derivano.
《懋亭自定年谱》 (Cronaca autobiografica di Maoting)
六月二十九日具奏西宁办事大臣纳尔松阿来信言拉布楞寺喇嘛与隆务昂肖控争随桑喇嘛所居寺院并未杳看案卷率听拉布楞寺喇嘛呈控之言即欲檄调撒拉儿兵三四千名将隆务昂肖剿灭所获牲畜赏给撒抗儿兵丁以完其事
Il ventinove del sesto mese presentai un memoriale: il ministro residente a Xining, Narsungga, mi aveva scritto che i lama del monastero di Labuleng e l’angxiao di Longwu contendevano per il monastero in cui risiedeva il lama Suisang; senza aver esaminato gli atti della causa, egli si era fidato delle sole accuse dei lama di Labuleng e voleva subito mobilitare tre-quattromila soldati salar per annientare l’angxiao di Longwu, promettendo ai soldati salar il bestiame catturato, per chiudere la questione.
《清实录》 (Veri Annali dei Qing)
壬子,谕内阁:长龄奏西宁办事大臣纳尔松阿办理蒙古番子事务,粗心轻率一折。上年拉布楞寺喇嘛与隆务昂𭕆控争寺院,纳尔松阿辄听拉布楞寺喇嘛之言,札致长龄,欲檄调撒拉尔兵三四千名,将隆务昂𭕆剿灭,实属冒昧。纳尔松阿不胜办事大臣之任,著交部议处,即来京听候部议。
Renzi. Editto al Gran Segretariato: Changling ha presentato un memoriale sul fatto che il ministro residente a Xining, Narsungga, ha gestito gli affari dei mongoli e dei tibetani con negligenza e avventatezza. L’anno scorso i lama del monastero di Labuleng e l’angxiao di Longwu contendevano in giudizio per un monastero; Narsungga diede ascolto alle parole dei lama di Labuleng e scrisse a Changling volendo mobilitare tre-quattromila soldati salar per annientare l’angxiao di Longwu: una vera imprudenza. Narsungga non è all’altezza dell’incarico di ministro residente: sia deferito al Tribunale competente per la deliberazione e venga subito nella capitale in attesa del giudizio.
丙子,谕内阁:理藩院奏遵议呼图克图开导番族出力奖叙一折,嘉木样呼图克图于查办番族积案之时,切为开导,俾番众倾心向化,实属深明大义,志向可嘉。加恩著赏给广济禅师名号,以示优异。
Bingzi. Editto al Gran Segretariato: la Corte delle dipendenze esterne ha presentato un memoriale in ottemperanza alla deliberazione sulla ricompensa del Khutukhtu che si è adoperato per guidare le tribù tibetane. Durante l’istruttoria delle cause pendenti delle tribù tibetane, il Jamyang Khutukhtu le ha esortate con premura, inducendo i tibetani a volgersi di cuore alla civiltà: ha davvero compreso a fondo la grande causa e la sua dedizione è encomiabile. Per grazia speciale gli sia concesso il titolo di maestro chan Guangji, a testimonianza della nostra eccezionale considerazione.
四川总督刘秉璋奏:请饬陕甘总督等将番匪棒周解川审办。得旨:著即咨行杨昌濬、萨凌阿,严饬拉布浪寺,将首匪棒周交出,解赴四川,归案审办。
Il governatore generale del Sichuan, Liu Bingzhang, presentò un memoriale chiedendo di ordinare al governatore generale dello Shaanxi e del Gansu e agli altri di consegnare il bandito tibetano Bangzhou al Sichuan per il processo. Ricevette il decreto: si comunichi subito a Yang Changjun e Salingga di ordinare severamente al monastero di Labulang di consegnare il capo dei banditi, Bangzhou, e di inviarlo sotto scorta in Sichuan, dove sarà processato insieme agli altri del caso.
陕甘总督杨昌濬等奏:甘肃循化厅拉布楞寺番僧搆衅械斗,业经弹压解散,照番例断结,请将出力各员酌予奖叙。得旨:著准其酌保数员,毋许冒滥。
Il governatore generale dello Shaanxi e del Gansu, Yang Changjun, e altri presentarono un memoriale: i monaci tibetani del monastero di Labuleng, nella sottoprefettura di Xunhua del Gansu, avevano provocato uno scontro armato, già represso e disperso, e il caso era stato giudicato secondo il diritto consuetudinario tibetano; chiedevano di premiare opportunamente i funzionari che si erano distinti. Ricevettero il decreto: si conceda di raccomandare alcuni funzionari, senza permettere raccomandazioni indebite.
谕军机大臣等:杨昌濬、奎顺奏查明川属番案大概情形一折。据称拉布浪寺呼图克图、嘉木样被控各节,现已派员究办。惟棒周系川属热档坝土百户之侄,是否逃回该坝,抑窜入果洛克番族,均属川省所辖,请饬该将军、总督就近缉拏讯办。等语。此案日久未结,必应迅将棒周严拏到案,即著雅尔坚、刘秉璋迅饬所属严密查拏,归案审办。并著杨昌濬等督饬派出之员,认真查办,总期妥速办结,毋得彼此推诿,再事耽延。杨昌濬等原折著钞给雅尔坚、刘秉璋阅看。将此谕知雅尔坚、刘秉璋、杨昌濬,并传谕奎顺知之。
Editto ai grandi ministri del Consiglio di Stato e agli altri: Yang Changjun e Kuishun hanno presentato un memoriale con l’esito dell’accertamento della situazione generale della causa tibetana di competenza del Sichuan. Secondo quanto riferito, le varie accuse contro il Khutukhtu del monastero di Labulang, il Jamyang, sono ora oggetto di indagine da parte di funzionari incaricati. Ma Bangzhou è nipote del centurione indigeno di Redangba, soggetto al Sichuan: che sia fuggito di nuovo in quella località o si sia infiltrato tra le tribù tibetane di Golok, si tratta comunque di territorio di competenza del Sichuan, e si chiede di ordinare al generale e al governatore generale locali di catturarlo e processarlo nella zona più vicina. Così hanno riferito. Questa causa è da tempo pendente: Bangzhou deve essere catturato con rigore al più presto. Si ordini subito a Ya’erjian e Liu Bingzhang di impartire ai propri subordinati una ricerca accurata, perché sia consegnato alla giustizia e processato. Si ordini inoltre a Yang Changjun e agli altri di sollecitare i funzionari inviati a condurre l’inchiesta con serietà, puntando sempre a una conclusione sollecita e appropriata, senza scaricarsi l’un l’altro le responsabilità né procrastinare ulteriormente. Il memoriale originale di Yang Changjun e degli altri sia trascritto e mostrato a Ya’erjian e Liu Bingzhang. Questo editto sia reso noto a Ya’erjian, Liu Bingzhang e Yang Changjun, e sia trasmesso anche a Kuishun.
又谕:恭寿、刘秉璋奏:甘省拉布浪寺侵占川番各寨,请饬严办一折。据称甘省查办番案,拉布浪寺嘉木㨾窝藏匪犯棒周,串同抢劫,纵令黑窝、香错等率兵侵占焚掠,杨昌濬等漫无觉察,以致案久未结。请饬勒令该寺退还各寨,撤回管寨喇嘛,并严办带兵焚掠之黑窝。等语。此案前经谕令杨昌濬等派员认真查办,并令恭寿等会商妥办,不得互相推诿。兹据恭寿等所奏各节,是拉布浪寺显有欺诳刁抗情形,亟应彻底查究,以遏乱萌。即著杨昌濬等按照川省所指各节,懔遵前旨,确切查办,迅速覆奏,不得稍涉回护,致干咎戾。恭寿等折著钞给杨昌濬、奎顺阅看。将此各谕令知之。
Ulteriore editto: Gongshou e Liu Bingzhang hanno presentato un memoriale sul fatto che il monastero di Labulang, nel Gansu, ha occupato vari villaggi tibetani del Sichuan, chiedendo di ordinare un procedimento severo. Secondo quanto riferito, mentre il Gansu istruiva la causa tibetana, il Jamyang del monastero di Labulang ha dato rifugio al criminale Bangzhou, ha collaborato alle rapine e ha lasciato che Heiwo, Xiangcuo e altri guidassero truppe a occupare, incendiare e saccheggiare, mentre Yang Changjun e gli altri non se ne sono affatto accorti, sicché la causa resta aperta da tempo. Chiedono di ordinare con forza al monastero di restituire i villaggi, di richiamare i lama che li amministravano e di punire severamente Heiwo, che ha guidato le truppe agli incendi e ai saccheggi. Così hanno riferito. Per questa causa era già stato ordinato a Yang Changjun e agli altri di inviare funzionari per un’inchiesta seria e a Gongshou e agli altri di consultarsi per gestirla bene, senza scaricarsi le responsabilità a vicenda. Ora, da quanto riferiscono Gongshou e gli altri, il monastero di Labulang mostra evidenti segni di inganno e di ostinata resistenza: bisogna indagare a fondo e senza indugio, per soffocare il germe della rivolta. Yang Changjun e gli altri procedano subito, punto per punto secondo quanto indicato dal Sichuan, nel rispetto dei decreti precedenti, a un’inchiesta accurata, e riferiscano rapidamente, senza la minima copertura, per non incorrere in censure. Il memoriale di Gongshou e degli altri sia trascritto e mostrato a Yang Changjun e Kuishun. Questo editto sia reso noto a ciascuno di loro.
谕军机大臣等:恭寿、鹿传霖奏:甘肃拉布浪寺番僧滋扰川边番寨,查办完结,并将退还各寨及赔偿银两,开单呈览一折。甘省循化厅属拉布浪寺番僧,恃其人强地远,部落又与川境毗连,川属各番寨被其句诱并吞,为时已久。现经夏毓秀前往查办,该寺番僧将所占番寨一律退还,并赔偿银物,办理尚为妥协。即著恭寿、鹿传霖督饬夏毓秀,转饬该土千百户,各安住牧,不得再听句结,并将札、盖二十一户积案,速为清理。其棒周一犯,仍饬严缉,务获惩办,以绝根株。将此谕令知之。
Editto ai grandi ministri del Consiglio di Stato e agli altri: Gongshou e Lu Chuanlin hanno presentato un memoriale in cui riferiscono che l’istruttoria sulle scorrerie dei monaci tibetani del monastero di Labulang del Gansu contro i villaggi tibetani di frontiera del Sichuan è conclusa, e presentano in visione un elenco dei villaggi restituiti e dell’argento risarcito. I monaci tibetani del monastero di Labulang, soggetto alla sottoprefettura di Xunhua del Gansu, forti della loro potenza e della lontananza, e con le tribù confinanti con il territorio del Sichuan, attiravano con l’inganno e inglobavano da tempo i villaggi tibetani soggetti al Sichuan. Ora, dopo che Xia Yuxiu si è recato sul posto per l’istruttoria, i monaci hanno restituito tutti i villaggi occupati e pagato un risarcimento in argento e beni: la gestione appare piuttosto soddisfacente. Gongshou e Lu Chuanlin sollecitino Xia Yuxiu a trasmettere ai decurioni e centurioni indigeni l’ordine di risiedere e pascolare ciascuno in pace, senza più lasciarsi adescare in complicità, e di chiarire rapidamente anche la causa pendente delle ventun famiglie di Zha e Gai. Quanto al criminale Bangzhou, si continui a ordinarne la ricerca rigorosa, perché sia catturato e punito, estirpandone la radice. Questo editto sia reso noto a loro.
《左文襄公书牍》 (Epistolario di Zuo Zongtang)
至拉卜塄各寺头目,该局抽费一节,原因河、循回氛猖獗,力图扞御,所抽之货物,厘课甚重,大抵皆海藏及玉树土司等处东来者。陈舫仙于河、循平定后,谕其毋复私抽厘金。拉卜塄各寺以所收五千两缴公,而每年所收用之二十余万,未尝过问,弟亦未尝言及,盖大体应如此而止也。
Quanto al prelievo di diritti da parte dell’ufficio sui capi dei vari monasteri di Labuleng, esso ebbe origine dal fatto che la ribellione hui infuriava tra Hezhou e Xunhua e si cercava con ogni mezzo di difendersi; le merci prelevate erano tassate molto pesantemente e provenivano per lo più da est, dalla regione del lago, dal Tibet e dai tusi di Yushu. Dopo la pacificazione di Hezhou e Xunhua, Chen Fangxian ordinò loro di non prelevare più privatamente il dazio. I vari monasteri di Labuleng hanno versato al fisco cinquemila tael di quanto riscosso, mentre dei più di duecentomila tael che incassano e spendono ogni anno nessuno si è mai interessato, e nemmeno io ne ho mai parlato: nella sostanza, la questione doveva chiudersi così.
来书既以拨归洮州为是,即可照此定局,免致因彼此意见参差,酿成事故。弟于此事,原以买吾等番既求改拨,自宜就近度地处之,方符愚民心愿,且将来入告,不患无词。买吾等番既改隶洮州,拉卜塄事同一体,即如来书一并拨归洮州可也。
Poiché nella vostra lettera ritenete giusto il trasferimento a Taozhou, si può stabilire così definitivamente, evitando che opinioni discordanti tra le parti generino incidenti. In questa vicenda, il mio ragionamento era che, poiché i tibetani di Maiwu e altri chiedevano di cambiare giurisdizione, era opportuno sistemare la questione nel modo più vicino e adeguato, così da assecondare il desiderio di quella gente semplice; e in futuro, riferendo al trono, non mancheranno le parole per giustificarlo. Poiché i tibetani di Maiwu sono stati trasferiti a Taozhou, Labuleng forma con loro un’unica realtà: come proponete nella lettera, vada trasferita a Taozhou insieme a loro.
《左文襄公奏稿》 (Bozze di memoriali di Zuo Zongtang)
一收甘肃拉卜楞番寺捐款银四千八百一十六两
Voce di entrata: donazione del monastero tibetano di Labuleng, nel Gansu — 4.816 tael d’argento.
《甘肃通志稿文化志》 (Trattato di cultura della bozza della gazzetta generale del Gansu)
西宁县塔儿寺有大小金瓦寺,皆铜瓦鋈金■。夏河县拉卜愣寺,金瓦尤多。临洮、临潭之间,莲花山有铁瓦寺,长十尺奇。贵德县东南有铁瓦寺。
Il monastero di Ta’er, nella contea di Xining, ha un grande e un piccolo tempio dalle tegole dorate, tutte di rame dorato [carattere mancante]. Il monastero di Labuleng, nella contea di Xiahe, abbonda soprattutto di tegole dorate. Tra Lintao e Lintan, sul monte Lianhua, c’è un tempio dalle tegole di ferro, di oltre dieci chi di lunghezza. A sud-est della contea di Guide c’è un altro tempio dalle tegole di ferro.
Fotografie storiche
1932–1933
Il giornalista statunitense Harrison Forman fotografò per la prima volta il monastero di Labrang tra il 1932 e il 1933, documentando la veduta dall’alto del monastero e della città monastica, la grande sala delle preghiere, il padiglione dalle tegole dorate, la stupa dorata, il mercato accanto al monastero, i fedeli che circumambulavano la stupa e la danza sacra dei cappelli neri. I negativi sono conservati nella Biblioteca dell’American Geographical Society dell’Università del Wisconsin-Milwaukee; i record di collezione corrispondono alla veduta del monastero e della città monastica, alla grande sala delle preghiere, al padiglione dalle tegole dorate, alla stupa dorata, al mercato accanto al monastero, ai fedeli che circumambulano la stupa e alla danza sacra dei cappelli neri.
1936
Forman tornò al monastero di Labrang nel 1936 e lasciò un primo piano della sommità dorata della stupa.
1937
Nel 1937 Forman fotografò ancora il monastero di Labrang: il panorama, la grande sala delle preghiere e il corridoio delle ruote di preghiera, la facciata del padiglione dalle tegole dorate, il padiglione del Buddha circondato dalle impalcature di restauro e il ritratto del quinto Jamyang, Tenpai Gyaltsen.
Riferimenti
- 《甘南藏族自治州志·民族志》 (Gazzetta della prefettura autonoma tibetana di Gannan — Monografia etnografica) (Rete delle cronache locali del Gansu): voce secondo cui nel quarantottesimo anno dell’era Kangxi dei Qing Chaghan Danjin invitò Jamyang Zhepai Dorje a tornare nella sua terra natale per costruire il monastero di Labrang, offrendo cinquecento famiglie di sudditi come famiglie di devoti.
- 《夏河县志》 (Gazzetta della contea di Xiahe) (Rete delle cronache locali del Gansu): voci sull’avvio della grande sala delle preghiere nel cinquantesimo anno dell’era Kangxi e sulla successiva costruzione del tempio del Buddha Jamyang e del collegio tantrico inferiore; voci sulla delegazione di conforto del 1938, sulla donazione di aerei del 1943 e sulla targa «Donare ricchezze per difendere la patria», nella biografia del quinto Jamyang e nella cronologia.
- «Il quinto lama vivente Jamyang: per la resistenza al Giappone, senza esitare nemmeno davanti alla morte» (Rete cinese di tibetologia, relazione di Xirao Nima): la diffusione dell’《Appello ai compatrioti mongoli e tibetani per la propaganda della resistenza e della ricostruzione》 e brani della sua preghiera finale.
- Yu Liping, Guo Jiayin e Ning Peilin, «Funzione e significato dell’《Appello ai compatrioti mongoli e tibetani per la propaganda della resistenza e della ricostruzione》 del quinto Jamyang», Journal of Xizang Minzu University (Philosophy and Social Sciences), n. 6 (2023): forma, contenuto, ordini di mobilitazione e brani della preghiera dell’edizione litografica tibetano-cinese dell’appello.
- Gönchok Tenpa Rabgyé (智观巴·贡却乎丹巴饶吉), 《Storia politico-religiosa dell’Amdo》, traduzione di Wu Jun, Mao Jizu e Ma Shilin, Gansu Nationalities Publishing House, 1989 (testo tibetano 1987): storia politico-religiosa dell’Amdo in tibetano completata nel 1865, testimonianza tibetana fondamentale sulla storia della fondazione del monastero di Labrang e sulla linea dei Jamyang.
- Labrang Tashikhyil, The Treasury of Lives: storia del monastero e dei suoi sei collegi.
- «Panoramica dell’evoluzione storica» (Governo popolare della contea di Xiahe): voci sull’istituzione dell’Ufficio di amministrazione provvisoria di Labrang nel sedicesimo anno della Repubblica e sulla sua trasformazione nella contea di Xiahe nel diciassettesimo anno.