Introduzione
Il monte Xiashi, dove sorge il Tempio Qinglian, è vicino al fiume Dan. Al tempo dei Qi settentrionali, in questa zona esisteva già un luogo di pratica buddhista. Il sentiero che entra nel monte passa fra due vette, e «Xiashi» era in origine il nome di questo sentiero; per questo il tempio di montagna fu chiamato «Tempio Xiashi»[1]. Il monaco Huiyuan[2] costruì in seguito una dimora nella vicina valle del Dan, dove espose i sutra, e i discepoli si fecero via via più numerosi. Secondo la tradizione, quando ebbe completato il suo commentario al Sutra del Nirvana, gettò il pennello in aria ed esso, prodigiosamente, restò sospeso senza cadere: la terrazza di pietra sul monte prese così il nome di «Terrazza del Lancio del Pennello». Nel primo anno dell’era Baoli dei Tang (825), il monaco Ziyu fece incidere una stele sulla terrazza che registrava questa leggenda.
Nel secondo anno dell’era Dahe dei Tang (828), il tempio di montagna era ormai in abbandono da lungo tempo. Il monaco Huaigong[3] giunse qui con l’intenzione di proseguire verso il monte Song in cerca di un luogo dove praticare il Sutra del Loto. Il prefetto di Zezhou si recò di persona alla porta del monte per chiedergli di restare, offrì parte del proprio stipendio, esortò i funzionari a dare il loro sostegno e alleggerì le imposte e le corvée del monastero[4]. Ventotto fedeli dei villaggi dei dintorni si unirono per provvedere al suo sostentamento; sul monte fu edificato un monastero e fu istituito un luogo di pratica di Samantabhadra[5]. Ciascun fedele recitava un capitolo del Sutra del Loto; dopo uno o due anni la maggior parte si era dispersa, ma sei o sette continuarono a farsi carico delle imposte invernali e primaverili e delle ripartizioni del monastero. Quando nel settimo anno dell’era Dahe (833) fu eretta la stele, sul monte esistevano già un padiglione di nuova costruzione e un ritratto dipinto di Maitreya, e i nomi di chi aveva finanziato le recitazioni furono incisi sulla pietra.
Nell’ottavo anno dell’era Xiantong dei Tang (867), la corte, accogliendo una richiesta delle autorità locali, concesse all’antico tempio ai piedi del monte l’insegna «Qinglian». Secondo la tradizione il nome derivava dall’aspetto dei monti circostanti, simili a fiori di loto che emergono dall’acqua[6]. Nel terzo anno dell’era Taiping Xingguo dei Song settentrionali (978), Zezhou chiese alla corte un’insegna per il Tempio Qinglian, e la corte concesse al complesso sul monte il nome «Fuyan»[7], ordinando che la nuova insegna fosse trascritta, incisa e appesa. Nel quarto anno dell’era Yuanyou (1089) la sala di Shakyamuni del cortile superiore era già stata edificata: su una colonna di pietra all’interno della sala è incisa un’iscrizione di donazione della colonna di quell’anno[8].
Giunti all’era Chongning, il monastero, deteriorato dagli anni, non poteva più reggere con riparazioni sparse. L’abate Jianluan fece allora scavare la parete rocciosa a est, colmare i fossati a ovest e rialzare i punti più bassi, ampliando il terreno del monastero. Qui egli edificò una sala del Buddha[9], una sala del Dharma, un padiglione dei sutra e gli alloggi dei monaci. Nel terzo anno dell’era Dading dei Jin (1163), la sala del Buddha costruita da Jianluan era ormai fessurata, sgocciolante e prossima a crollare, e il monaco Fuyu raccolse fondi per ricostruirla. Huizhen avrebbe voluto ampliare la sala del Dharma dalle tre campate[10] originarie a cinque, ma morì senza riuscirvi; in seguito i monaci Ji e Ding contribuirono a portare a termine l’opera.
Nel terzo anno dell’era Yuantong (1335), travi e colonne del padiglione dei sutra erano marce e l’ossatura del tetto inclinata. L’abate Xiugong radunò la comunità dei monaci per raccogliere materiali e ingaggiare artigiani, e i lavori proseguirono dalla primavera all’estate. Al momento di sostituire le travi, gli elementi lignei sottostanti erano collegati l’uno all’altro e su di essi gravava il pesante tetto. Un altro monaco, a proprie spese, fece costruire quasi settecento cassette quadrate, nelle quali furono raccolti gli oltre cinquemila volumi dei sutra buddhisti, per proteggerli da vento, pioggia, insetti e roditori.
Nel trentottesimo anno dell’era Kangxi (1699) fu ricostruita la galleria orientale del cortile superiore; nel quarantacinquesimo (1706) fu ricostruita la sala di Kshitigarbha della galleria occidentale. L’Antico Tempio Qinglian ai piedi del monte, invece, nell’undicesimo anno dell’era Qianlong (1746) si trovava con le sale pericolanti e le immagini del Buddha scrostate; l’abate Yuanlin raccolse fondi ovunque, restaurò le sale meridionale e settentrionale e fece riparare e ridipingere le antiche statue delle sale.
Nel 1984 piogge ininterrotte per giorni provocarono infiltrazioni e smottamenti nel pendio del cortile superiore, minacciando le fondamenta del tempio; accanto al cortile inferiore il fiume Dan si ingrossò e le sponde franarono una dopo l’altra, fino a restare a circa due metri dal muro posteriore della sala meridionale. Gli uffici dei beni culturali ripristinarono il drenaggio del cortile superiore, consolidarono la diga di pietra davanti al tempio e costruirono uno sbarramento lungo il fiume presso il cortile inferiore. Nel 1994 la popolazione locale raccolse fondi per riedificare la sala del Dharma (sala posteriore) del cortile superiore; di questa sala, un tempo ampliata da tre a cinque campate, prima della ricostruzione restavano solo le fondamenta, muri diroccati e sei colonne di pietra della gronda anteriore. Oggi l’Antico Tempio Qinglian ai piedi del monte conserva ancora sei sculture policrome dei Tang; sul monte restano la sala di Shakyamuni dei Song settentrionali e il padiglione dei sutra più volte restaurato.
Documenti Storici
Xu Gaoseng Zhuan (Continuazione delle biografie di eminenti monaci)
释慧远,姓李氏,炖煌人也。后居上党之高都焉。天纵疏朗,仪止冲和,局度通简,崇履高邈。幼丧其父。与叔同居,偏蒙提诱,示以仁孝。年止三岁,心乐出家,每见沙门,爱重崇敬。七岁在学,功逾常百,神志峻爽,见称明智。十三辞叔,往泽州东山古贤谷寺。时有华阴沙门僧思禅师,见而度之。思练行高世,众所宗仰,语远云:“汝有出家之相,善自爱之。”初令诵经,随事训诲,六时之勤未劳呼策,登为虐暴不安。携以南诣怀州北山丹谷,每以经中大义,问师。皆是玄隐,深知长有成器也。年十六,师乃令随阇梨湛律师,往邺。大小经论普皆博涉,随听深隐,持蒙赏异。而偏重大乘,以为道本。年满进具,又依上统,为和上,顺都为阇梨,光师十大弟子并为证戒。时以为声荣之极者也。便就大隐律师,听四分律。流离请诲,五夏席端,淘简精粗,差分轨辙。灭诤揵度前后起纷,自古相传莫晓来意,远乃剖析约断,位以单重,原镜始终,判之即离。皆理会文合,今行诵之。末专师上统,緜笃七年。迥洞至理,爽拔微奥。负笈之徒相𬤎亘道,讲悟继接,不略三余,沐道成器,量非可筭。乃携诸学侣,返就高都之清化寺焉。众缘欢庆,叹所未闻,各出金帛,为之兴会。讲堂寺宇一时崇敞。韩魏士庶通共荣之。
Il monaco Huiyuan, di cognome Li, era originario di Dunhuang. In seguito dimorò a Gaodu, nello Shangdang. Di natura aperta e limpida per dono celeste, di portamento pacato e armonioso, di indole schietta e semplice, elevato e remoto nei suoi alti propositi. Perse il padre in tenera età e visse con lo zio, dal quale ricevette particolare guida e ammaestramento, venendo istruito nella benevolenza e nella pietà filiale. A soli tre anni il suo cuore gioiva all’idea di lasciare la vita laicale; ogni volta che vedeva uno shramana lo amava, lo onorava e lo venerava. A sette anni entrò agli studi, e i suoi progressi superavano di cento volte quelli comuni; di spirito limpido e vivace, era reputato saggio e intelligente. A tredici anni si congedò dallo zio e si recò al tempio Guxiangu sui monti orientali di Zezhou. In quel tempo vi era il maestro Chan Sengsi, uno shramana di Huayin, che lo vide e lo ordinò. Si era un praticante eminente nel mondo, venerato da tutti, e disse a Yuan: «Hai i tratti di chi lascia la casa: abbi cura di te». In principio gli fece recitare i sutra, istruendolo secondo le circostanze; diligente nelle sei ore del giorno senza bisogno di essere chiamato o spronato, e incapace di trovare pace di fronte a ogni atto crudele e violento. Lo condusse con sé a sud, nella valle del Dan sui monti settentrionali di Huaizhou; ogni volta che poneva al maestro domande sui grandi significati dei sutra, le risposte erano profonde e recondite: il maestro comprese che sarebbe divenuto un grande strumento del Dharma. A sedici anni il maestro gli ordinò di seguire l’acarya Zhan, maestro dei precetti, a Ye. Si addentrò ampiamente nei sutra e nei trattati del Grande e del Piccolo Veicolo, e a ogni ascolto penetrava i significati profondi e reconditi, ottenendo lodi e riconoscimenti straordinari. Tuttavia dava particolare peso al Grande Veicolo, ritenendolo il fondamento della Via. Raggiunta l’età, ricevette i precetti completi; ebbe come upadhyaya Shangtong, come acarya Sundu, e i dieci grandi discepoli del maestro Guang fungsero tutti da testimoni dell’ordinazione: all’epoca fu considerato il culmine della gloria e dell’onore. Si recò poi dal maestro dei precetti Dayin per ascoltare il Vinaya in quattro parti. Con umiltà errante ne chiese l’insegnamento per cinque estati al fianco del maestro, vagliandone il fine e il grossolano e distinguendone le norme. Sulla sezione «Estinzione delle contese», che di generazione in generazione suscitava dispute e di cui da tempi antichi, per tradizione, nessuno comprendeva l’intento originario, Yuan la analizzò e la decise con sintesi, disponendone le regole semplici e gravi, risalendone dal principio alla fine, e separando ciò che andava distinto. Tutto risultò in accordo con il principio e con il testo, e ancora oggi se ne fa uso nelle recitazioni. Infine si dedicò esclusivamente al maestro Shangtong per sette anni con assiduità, penetrando a fondo la verità suprema ed emergendo limpido nei suoi significati più sottili e profondi. I discepoli che portavano la cassetta dei libri sulla schiena si succedevano senza sosta sulla via; gli insegnamenti e i risvegli si concatenavano, senza trascurare neppure i tre momenti liberi; quanti furono bagnati dalla Via e divennero strumenti compiuti non si possono contare. Condusse allora con sé i compagni di studio e tornò al tempio Qinghua di Gaodu. Tutti gioirono dell’occasione, lodando ciò che non avevano mai udito, e ciascuno offerse oro e seta per celebrare l’evento. La sala delle lezioni e gli edifici del tempio furono in quel tempo elevati e resi ampi. I letterati e il popolo delle terre di Han e Wei li onorarono tutti insieme.
及承光二年春,周氏克齐,便行废教,敕前修大德,并赴殿集。武帝自升高座,序废立义,命章云:“朕受天命,养育兆民,然世弘三教,其风弥远,考定至理,多皆愆化,并令废之。然其六经儒教文弘治术,礼义忠孝于世有宜,故须存立。且自真佛无像则在太虚,遥敬表心。佛经广叹,而有图塔崇丽,造之致福,此实无情。何能恩惠?愚民向信,倾竭珍财,广兴寺塔,既虚引费,不足以留。凡是经像尽皆废灭,父母恩重,沙门不敬,勃逆之甚,国法岂容?并退还家,用崇孝始。朕意如此。诸大德谓理何如?”于时,沙门大统法上等五百余人,咸以帝为王力,决谏难从,佥各默然。下敕频催答诏,而相看失色,都无答者。远顾以佛法之寄,四众是依,岂以杜言,情谓理伏?乃出众答曰:“陛下统临大域,得一居尊,随俗致词,宪章三教,诏云:真佛无像,信如诚旨。但耳目生灵,赖经闻佛,籍像表真。若使废之,无以兴敬。”帝曰:“虚空真佛,咸自知之,未假经像。”远曰:“汉明已前,经像未至此土,众生何故不知虚空真佛?”帝时无答。远曰:若不藉经教,自知有法,三皇已前,未有文字,人应自知五常等法。尔时,诸人何为但识其母,不识其父,同于禽狩?帝亦无答。远又曰:“若以形像无情,事之无福,故须废者,国家七庙之像,岂是有情,而妄相尊事?”武帝不答此难,乃云:“佛经外国之法,此国不须废,而不用。七庙上代所立,朕亦不以为是,将同废之。”远曰:“若以外国之经,非此用者,仲尼所说,出自鲁国,秦晋之地亦应废,而不行。又以七庙,为非将欲废者,则是不尊祖考。祖考不尊,则昭穆失序,昭穆失序,则五经无用。前存儒教,其义安在?若尔,则三教同废,将何治国?”帝曰:“鲁邦之与秦、晋,虽封域乃殊,莫非王者一化,故不类佛经。”七庙之难,帝无以通。远曰:“若以秦鲁同遵一化,经教通行者,震旦之与天竺,国界虽殊,莫不同在阎浮,四海之内,轮王一化,何不同遵佛经,而令独废?”帝又无答。远曰:“诏云退僧还家,崇孝养者,孔经亦云:立身行道,以显父母,即是孝行何必还家父母恩重交资色养,弃亲向疏,未成至孝。”远曰:“若如来言,陛下左右皆有二亲,何不放之,乃使长役五年,不见父母?”帝曰:“朕亦依番,上下得归侍奉。”远曰:“佛亦听僧,冬夏随缘修道,春秋归家侍养。故目连乞食饷母,如来担棺临葬,此理大通,未可独废。”帝又无答。远抗声曰:“陛下今恃王力,自在破灭三宝,是邪见人。阿鼻地狱不拣贵贱,陛下何得不怖?”帝勃然作色大怒,直视于远曰:“但令百姓得乐,朕亦不辞地狱诸苦。”远曰:“陛下以邪法化人,现种苦业,当共陛下,同趣阿鼻,何处有乐可得?”帝理屈言前,所图意盛,更无所答。但云:“僧等且还,后当更集。”有司录取论僧姓名。当斯时也,齐国初殄,周兵雷震,见远抗诏,莫不流汗。咸谓粉其身骨,煮以鼎镬,而远神气嵬然,辞色无挠。上统衍法师等执远手,泣而谢曰:“天子之威如龙火也,难以犯触,汝能穷之。大经所云,护法菩萨应当如是。彼不悛革,非汝咎也。”远云:“正理须申,岂惟顾此形命?”即辞诸德曰:“时运如此,圣不能遣,恨不奉侍目下,以为大恨,法实不灭,大德解之。愿不以忧恼。”遂潜于汲郡西山,勤道无倦,三年之间,诵法华、维摩等,各一千遍,用通遗法。
Nel secondo anno dell’era Chengguang, in primavera, la casa degli Zhou conquistò i Qi e procedette subito ad abolire la dottrina buddhista, ordinando ai grandi virtuosi di lunga formazione di radunarsi tutti al palazzo. L’imperatore Wu salì personalmente sul seggio elevato ed espose le ragioni dell’abolizione, pronunciando questo decreto: «Ho ricevuto il Mandato del Cielo e nutro e allevo i milioni del popolo; tuttavia nel mondo si propagano tre dottrine, la cui influenza si estende sempre più lontano. Esaminandone i princìpi ultimi, ho trovato che per lo più deviano dalla vera trasformazione, e ho ordinato che siano tutte abolite. Poiché però i sei classici della dottrina dei ru espandono i metodi di governo, e riti, giustizia, lealtà e pietà filiale sono utili al mondo, essa dev’essere conservata. Inoltre, se il vero Buddha è senza immagine, allora dimora nel grande vuoto e lo si venera da lontano esprimendo il cuore. I sutra buddhisti lodano ampiamente la costruzione di immagini e pagode sfarzose, dicendo che costruirle procura meriti: questo è in verità senza senso. Come potrebbero recare beneficio? Gli sciocchi del popolo vi credono, dissanguando le loro ricchezze preziose per erigere ovunque templi e pagode: un dispendio vano, che non merita di essere mantenuto. Tutti i sutra e le immagini saranno interamente aboliti e distrutti. L’affetto dei genitori è grande, eppure gli shramana non li venerano: una ribellione così grave, come potrebbe la legge dello Stato tollerarla? Saranno tutti rimandati alle loro case, per dare inizio al culto della pietà filiale. Tale è il mio volere. Voi, grandi virtuosi, come giudicate questa ragione?». In quel momento, il grande supervisore dei monaci Fashang e gli oltre cinquecento altri, ritenendo che l’imperatore avesse il potere di un re, giudicarono difficile seguire una rimostranza diretta e tacquero tutti. L’editto li sollecitava più volte a rispondere, ma essi si guardavano l’un l’altro sbiancati in volto, e nessuno rispondeva. Yuan rifletté che il deposito della Legge buddhista poggia sulle quattro schiere dei fedeli: come si sarebbe potuto soffocare la parola, quando la ragione esigeva di essere manifestata? Uscì allora dalla schiera e rispose: «Vostra Maestà governa il vasto territorio, unico a occupare la posizione suprema, e secondo il costume ha pronunciato parole che stabiliscono le norme delle tre dottrine. L’editto dice: il vero Buddha è senza immagine, e di certo è come dichiara il vostro sincero volere. Tuttavia gli esseri viventi dotati di orecchi e occhi si affidano ai sutra per udire il Buddha e alle immagini per manifestarne la verità. Se le si abolissero, non vi sarebbe più modo di suscitare venerazione». L’imperatore disse: «Il vero Buddha nel vuoto, ciascuno lo conosce da sé; non ha bisogno di sutra e immagini». Yuan disse: «Prima di Ming degli Han, i sutra e le immagini non erano ancora giunti in questa terra: perché allora gli esseri non conoscevano il vero Buddha del vuoto?». L’imperatore in quel momento non ebbe risposta. Yuan disse: «Se senza affidarsi agli insegnamenti dei sutra si potesse conoscere da sé l’esistenza della Legge, allora prima dei Tre Augusti, quando non esisteva ancora la scrittura, gli uomini avrebbero dovuto conoscere da sé le norme delle cinque costanti. Come mai in quell’epoca gli uomini conoscevano solo la madre e non il padre, come gli animali e le fiere?». Neppure a questo l’imperatore rispose. Yuan aggiunse: «Se le immagini, essendo senza sensibilità, vanno abolite perché venerarle non reca merito, allora le immagini dei sette templi ancestrali dello Stato — sono forse dotate di sensibilità, che le si veneri così erroneamente?». L’imperatore Wu non rispose a questa obiezione e disse invece: «I sutra buddhisti sono la dottrina di un paese straniero: questo regno non ne ha bisogno, e perciò li abolisco senza usarli. I sette templi furono istituiti dalle generazioni precedenti, e nemmeno io li ritengo giusti: li abolirò insieme». Yuan disse: «Se i classici stranieri non servono a questa terra, allora gli insegnamenti di Confucio, pur essendo usciti dal paese di Lu, dovrebbero essere aboliti e non praticati nelle terre di Qin e di Jin. E se i sette templi, ritenuti sbagliati, stanno per essere aboliti, questo significa non venerare gli antenati. Se gli antenati non sono venerati, l’ordine degli zhao e dei mu va perduto; se l’ordine degli zhao e dei mu va perduto, i cinque classici non servono più a nulla. Dove resta allora la ragione per cui poco fa conservavate la dottrina dei ru? Se è così, le tre dottrine saranno abolite insieme: con che cosa governerete lo Stato?». L’imperatore disse: «Il paese di Lu rispetto a Qin e a Jin, per quanto i confini siano diversi, rientra sempre nell’unica civilizzazione del sovrano, e perciò non è paragonabile ai sutra buddhisti». Alla difficoltà dei sette templi, l’imperatore non trovò risposta. Yuan disse: «Se Qin e Lu seguono la stessa unica civilizzazione e gli insegnamenti dei classici circolano ovunque, allora la Cina e l’India, per quanto i confini dei regni siano diversi, si trovano entrambe nel mondo di Jambudvipa; entro i quattro mari vige l’unica civilizzazione del re della ruota: perché non seguire insieme i sutra buddhisti, invece di abolirli da soli?». L’imperatore di nuovo non ebbe risposta. Yuan disse: «L’editto dice di rimandare i monaci alle loro case per onorare la pietà filiale e il nutrimento dei genitori; ma anche il classico di Confucio dice: elevarsi nella condotta della Via per rendere illustri i genitori, questa è la pratica filiale: perché dunque occorre tornare a casa? L’affetto dei genitori è grande, e nutrirli con vicendevole sostegno; abbandonare i propri cari per gli estranei non è la pietà filiale compiuta». Yuan disse: «Se le cose stanno come dite, Maestà, anche coloro che vi stanno accanto hanno entrambi i genitori: perché non li lasciate andare, invece di tenerli in servizio per cinque anni senza che vedano i genitori?». L’imperatore disse: «Anch’io mi attengo ai turni, e sia i superiori sia gli inferiori possono tornare a prestare servizio ai genitori». Yuan disse: «Anche il Buddha permette ai monaci di coltivare la Via secondo le condizioni in inverno e in estate, e di tornare a casa in primavera e in autunno per assistere e nutrire i genitori. Per questo Maudgalyayana mendicò cibo per offrirlo alla madre, e il Tathagata portò sulle spalle la bara al funerale: questo principio è universale e non può essere abolito in un caso solo». L’imperatore di nuovo non ebbe risposta. Yuan levò la voce e disse: «Maestà, ora confidate nel potere regale per distruggere a vostro arbitrio i Tre Tesori: questo è un uomo di vedute erronee. L’inferno Avici non distingue fra nobili e umili: come potete non temerlo?». L’imperatore cambiò improvvisamente espressione e, adirato, fissando Yuan negli occhi disse: «Purché i cento cognomi ottengano la felicità, io non rifiuto neppure le pene dell’inferno». Yuan disse: «Maestà, trasformando gli uomini con una dottrina erronea, ora seminate azioni di sofferenza: io scenderò con Vostra Maestà insieme nell’Avici; dove mai si troverà la felicità?». L’imperatore, la cui ragione cedette di fronte alle sue parole, poiché il suo proposito era risoluto, non rispose più nulla. Disse soltanto: «Voi monaci ritiratevi pure; in seguito vi riconvocherò». I funzionari incaricati registrarono i nomi dei monaci che avevano disputato. In quel momento il regno di Qi era appena stato annientato e le truppe degli Zhou tuonavano come fulmini; vedendo Yuan opporsi all’editto, tutti sudarono freddo. Tutti pensavano che le sue ossa sarebbero state ridotte in polvere e il suo corpo bollito nel tripode, eppure lo spirito di Yuan restò imperturbabile e maestoso, e le sue parole e il suo volto non si piegarono. Il maestro del Dharma Yan, sommo supervisore, e gli altri gli presero la mano e, piangendo, lo ringraziarono dicendo: «La maestà del figlio del Cielo è come il fuoco del drago, difficile da sfiorare, e tu sei riuscito a spingerlo all’estremo. Come dicono i grandi sutra, il bodhisattva che protegge il Dharma dev’essere proprio così. Che costui non si emendi non è colpa tua». Yuan disse: «Il principio retto va esposto fino in fondo: come potrei preoccuparmi soltanto di questo corpo e di questa vita?». E subito, congedandosi dai virtuosi, disse: «I tempi e la sorte sono questi, e nemmeno un saggio potrebbe allontanarli; il mio rammarico è di non potervi più servire da vicino, ed è per me il più grande rimpianto. Ma la Legge in verità non si estingue: voi, grandi virtuosi, lo comprendete. Vi prego di non affliggervene». Si ritirò allora in segreto sui monti occidentali del distretto di Ji, praticando la Via senza posa, e in tre anni recitò il Sutra del Loto, il Vimalakirti e altri, ciascuno mille volte, per preservare la Legge trasmessa.
开皇五年,为泽州剌史千金公,请赴本乡,此则像法再弘,桑梓重集,亲疏含庆,何以加之?七年春,往定州,途由上党,留连夏讲,遂阙东传。寻下玺书,殷勤重请,辞又不免,便达西京。于时,敕召大德六人,远其一矣。仍与常随学士二百余人,创达帝室。亲临御筵,敷述圣化,通孚家国。上大悦,敕住兴善,劳问丰华,供事隆倍。又以兴善,盛集法会是繁。虽有扬化,终为事约,乃选天门之南大街之右,东西冲要,游听不疲,因置寺焉。名为净影,常居讲说,弘叙玄奥,辩畅奔流,吐纳自深,宣谈曲尽。于是四方投学,七百余人,皆海内英华。法轮前辙,望京趣寺,为法道场。但以堂宇未成,同居空露,蘧蒢庵舍。巷分州部,日夜祖习,成器相寻。虽复兴善,诸德英名一期,至于归学,师寻千里继接者,莫高于远矣。形长八尺,腰有九围,十三幅裙可为常服。登座震吼,雷动蛰惊,充惬群望,斯为盛矣。开皇十二年春,下敕令知翻译,刊定辞义,其年卒于静影寺,春秋七十矣。冕旒哀感,为之罢朝。帝呼嗟曰:国失二宝也。时,远与李德林,同月而丧,故动帝心。
Nel quinto anno dell’era Kaihuang, il duca Qianjin, prefetto di Zezhou, lo invitò a tornare nella sua terra d’origine: fu il rifiorire del Dharma-sembianza e il riunirsi della gente del suo paese, con parenti ed estranei colmi di gioia: che cosa avrebbe potuto aggiungersi? Nella primavera del settimo anno si diresse a Dingzhou; passando per lo Shangdang, si trattenne per le lezioni estive e rinunciò così alla trasmissione verso oriente. Poco dopo giunse una lettera imperiale che lo invitava di nuovo con insistenza; non potendo rifiutare, raggiunse la capitale occidentale. In quel tempo furono convocati per editto sei grandi virtuosi, e Yuan era uno di essi. Con gli oltre duecento studiosi che lo seguivano abitualmente, giunse per la prima volta alla corte imperiale. L’imperatore assistette di persona al banchetto imperiale, dove Yuan espose la sacra trasformazione, in armonia con la casa regnante e con lo Stato. L’imperatore ne fu sommamente lieto e ordinò che dimorasse al tempio Xingshan, colmandolo di premure e di onori e raddoppiandone il sostentamento. Poiché però allo Xingshan le grandi assemblee del Dharma erano troppo frequenti, e per quanto vi si propagasse l’insegnamento si restava sempre vincolati dagli impegni, scelse un punto a sud della porta Tianmen, a destra della grande strada, nel crocevia fra oriente e occidente, dove chi veniva ad ascoltare non si stancava, e vi fondò un tempio, chiamato Jingying. Vi dimorò stabilmente tenendo discorsi, esponendo ampiamente i significati profondi e reconditi, con eloquenza fluente come una corrente impetuosa, ricevendo ed emanando dottrina da un animo profondo, esponendo in modo completo e dettagliato. Allora da ogni parte accorsero a studiare più di settecento persone, tutti fiori d’ingegno dell’impero. La ruota del Dharma avanzava sulle tracce precedenti: guardando verso la capitale e dirigendosi al tempio, esso divenne un luogo di pratica del Dharma. Poiché però le sale non erano ancora complete, abitavano insieme allo scoperto, in capanne di stuoie e giunchi. I vicoli erano divisi per province di provenienza, e giorno e notte si esercitavano con zelo, formandosi come strumenti uno dopo l’altro. Per quanto lo Xingshan riunisse di nuovo i virtuosi di fama illustre di un’intera epoca, quanto a coloro che si univano agli studi seguendo il maestro per mille li in successione, nessuno superò Yuan. Era alto otto chi, con un girovita di nove spanne, e una gonna di tredici larghezze di stoffa gli bastava da veste ordinaria. Quando saliva sul seggio la sua voce tuonava, scuotendo e risvegliando come un rombo di tuono le creature assopite, appagando le attese di tutta l’assemblea: fu davvero magnifico. Nella primavera del dodicesimo anno dell’era Kaihuang, un editto gli ordinò di dirigere la traduzione dei sutra, stabilendone termini e significati; quello stesso anno morì nel tempio Jingying, all’età di settant’anni. Il sovrano ne fu afflitto e sospese per lui le udienze di corte. L’imperatore sospirò dicendo: «Lo Stato ha perduto due tesori»: in quel periodo, infatti, Yuan e Li Delin erano morti nello stesso mese, e ciò commosse il cuore dell’imperatore.
Xiashisi Da Sui Huiyuan Fashi Yiji Ji (Memoria delle vestigia del maestro Huiyuan del Grande Sui presso il Tempio Xiashi)
硖石岩岩,灵气膺侯,千载之口,不囗详其志。自北齐周堕,物接耳目,远公之居,以成其道。既修涅盘藏,疏,绝笔石巅,掷上太虚,得以明真契,示其同。法师称号惠远,生炖煌李氏之族,家数世居霍秀里,本宅犹存旧𡐝与硖石西北连岗甸附前晋,有匡山慧远,南朝时论所宗,四百余年。至法师占泽州,远当周氏,经齐并除塔庙,异人大集,独抗震霆,实文之下,正辞无屈,面折武帝,以阿鼻地狱,不论贵贱,向非幽证,其能及此。竟隐汲郡西山。大隋受命,出诣上京,文帝始引昙延为大师,诏公掌校译经,行僧中统理。耀临一时,表仪八尺,立众清庄。开皇十二年,没于京净影寺,是曰辍朝,帝曰:丧吾国宝矣。验掷笔故处,丹流中贯,危石最峭,后之人实目曰掷笔台。邑里时朝礼之,想在容声。有唐宝历元年夏四月,传学沙门紫羽,请刻石台上,河东薛重元刊录。故志云。
Rocce su rocce del monte Xiashi, dove lo spirito vitale risponde ai principi; dopo mille anni [lacuna], non si può conoscere appieno la sua storia. Dalla caduta dei Qi settentrionali e degli Zhou, ciò che giunse agli occhi e agli orecchi è che la dimora del duca Yuan divenne il luogo dove compì la sua Via. Dopo aver compilato il commentario al Canone del Nirvana, depose il pennello sulla vetta di pietra e lo gettò nel grande vuoto, potendo manifestare l’autentica corrispondenza e mostrarne il segno. Il nome religioso del maestro era Huiyuan; nacque nella stirpe Li di Dunhuang, la cui famiglia dimorava da generazioni al borgo Huoxiu, e la sua antica casa esiste ancora. Il vecchio abitato confina a nord-ovest con il monte Xiashi, lungo colline e pianure, vicino all’antico [regno di] Jin: vi fu un Huiyuan del monte Kuang, che fu il riferimento delle dottrine dell’epoca delle dinastie del Sud, più di quattrocento anni prima. Quando il maestro prese residenza a Zezhou, il duca Yuan visse al tempo della casa Zhou, che, attraverso l’annessione dei Qi, abolì ovunque pagode e templi. Gli uomini straordinari furono radunati in massa, e solo egli resistette al tuono imperiale: di fronte al testo stesso dell’editto oppose parole rette senza piegarsi, smentì in faccia l’imperatore Wu con l’inferno Avici, che non distingue fra nobili e umili: se non avesse avuto una prova arcana, come avrebbe potuto giungere a tanto? Alla fine si nascose sui monti occidentali del distretto di Ji. Quando il Grande Sui ricevette il Mandato, uscì e si recò nella capitale superiore; l’imperatore Wen dapprima nominò Tanyan gran maestro, poi ordinò al duca di dirigere la revisione e la traduzione dei sutra, esercitando la supervisione generale fra i monaci. La sua fama brillò su un’intera epoca; alto otto chi di statura, si ergeva tra l’assemblea limpido e solenne. Nel dodicesimo anno dell’era Kaihuang morì nel tempio Jingying della capitale; quel giorno furono sospese le udienze e l’imperatore disse: «Ho perduto il mio tesoro dello Stato». Verificando il luogo antico del lancio del pennello: una corrente del Dan lo attraversa nel mezzo, e la rupe pericolante è la più scoscesa; gli uomini venuti dopo la videro con i propri occhi e la chiamarono Terrazza del Lancio del Pennello. La gente del borgo ancora oggi vi si reca a renderle omaggio, immaginandone il volto e la voce. Nel primo anno dell’era Baoli dei Tang, estate, quarto mese, lo shramana tramandatore degli studi Ziyu chiese di inciderla sulla terrazza di pietra, e Xue Zhongyuan del Hedong la trascrisse e la registrò. Così è stata redatta questa memoria.
慧远法师遗迹记:宝历元年四月,今在凤台县东南三十五里藏阴寺后。凤台县志:沙门紫羽刻石。记称慧远为泽州霍秀里人,俗本炖煌李氏,故居尚存,与晋慧远同名,相距四百余年,别为一人。周武欲废寺塔,抗辞折服,入隋,文帝命公参校经义,卒,深悼惜之。考太和释紫羽碑,以慧为惠,与此不同。其云宝历元年,则敬宗乙巳也。
Memoria delle vestigia del maestro Huiyuan: primo anno dell’era Baoli, quarto mese; si trova ora trentacinque li a sud-est della contea di Fengtai, dietro il tempio Cangyin. La Cronaca della contea di Fengtai: incisa in pietra dallo shramana Ziyu. La memoria dice che Huiyuan era del borgo Huoxiu di Zezhou, di famiglia laica Li di Dunhuang; la sua antica casa esiste ancora. Portava lo stesso nome dell’Huiyuan dei Jin, dal quale lo separavano più di quattrocento anni: era una persona diversa. Quando l’imperatore Wu degli Zhou volle abolire templi e pagode, egli con parole ferme lo oppose e lo piegò; entrato nei Sui, l’imperatore Wen gli ordinò di partecipare alla revisione dei significati dei sutra; alla sua morte, lo pianse profondamente. Esaminando la stele del monaco Ziyu dell’era Taihe: essa scrive «Hui» 惠 invece di «Hui» 慧, diversamente da questa. Quanto all’indicazione «primo anno dell’era Baoli», si tratta dell’anno yisi dell’imperatore Jingzong.
Fuyan Chanyuan Du Fahua Jing Xingming Ji (Registro dei nomi dei lettori del Sutra del Loto del Monastero Chan Fuyan)
郡城东南三十余里,丹流湾曲,山罨翠屏,云霞生双髻之峰,碧霞吐香炉之石,谷深景邃,地近出幽。藏阴南连礼浮,北接硖石之名,本非寺号,径通人行,时共称焉。初有昙始禅师,大齐起义之首,奏藏阴寺讲涅盘经,感野雉来听,藏神遗绢,猕猴奉果,山神献飧,时之异人乎,其难识矣。周朝有惠远法师,即晋城霍秀人也。制涅盘疏,掷笔升空,精义入神,以验其旨,名振古仐,号掷笔台,巳现存焉。近专代宗之运神墨禅师,唐之贵叶,学究典坟,善闲庄老,舍荣慕逍,晦迹亡名。藏阴,宴坐林薮,行节孤迅,人难可俦。贞元之时,有智通法师,近朝供奉,聪惠天假其灵,善谈涅盘真口,制六波罗密疏,流于世也。令有惠愔禅师,业善儒门,博通子三史,高道不事,弃笔从缁,究禅理而真心自闲,习心观,定惠双运,居无定所,云林是家。远寻灵迹,来届此山。时有智岑切善讲天台教门,深远妙源,精义尤博,誓为佛使,行化人间,来亦于此。知山灵秀,景胜处幽,名僧继踵。其时怀公至此,欲过嵩岳,志求法华道场之处。土地时运,宿缘所追,乃感文邦伯邀留,及有清信长老,结邑请住去。太和二年,上方创造侩院,兼置普贤道场。为山寺荒废岁久,杜绝人来,道者难居,盖为差税。时太守王公,以善理人,慈爱育物,敬崇三宝,荷护伽蓝,自至山门,殷懃留请,兼舍禄粟,及劝官僚资助弁,咸降差科。时有清信之士,以议助济差科,时有廿八。人囗经囗年间,人即沦散,出邑今有六七人,同为竭力崇供,山寺科四,并造阁一所,兼素画弥勒,兼诸方信施者,并邑外持念经人,具历此石。法华之应,事亦具载矣。邑人司徒映等,宿植深厚,菩提种成,法雨润根,善四开发,又能晦迹藏名,隐遁州城縓肆,和光混俗,乐道安贫,共结良缘,同修福利,心贞志固,刻石记文,感集陈情,命余题述。
A circa trenta li a sud-est del capoluogo della prefettura, la corrente del Dan si incurva e i monti velano come paraventi di smeraldo; nuvole e vapori rosati nascono dalle vette a doppio chignon e la nuvola verde esala dalla roccia del bruciaprofumi: la valle è profonda e il paesaggio remoto, un luogo che sfiora la reclusione dal mondo. Il tempio Cangyin confina a sud con il Lifo e a nord con lo Xiashi; questo nome in origine non era il nome di un tempio: il sentiero vi permetteva il passaggio delle persone, e perciò tutti lo chiamavano così. All’inizio vi fu il maestro Chan Tanshi, che fu tra i primi a sostenere la giusta causa dei Grandi Qi; propose di esporre il Sutra del Nirvana nel tempio Cangyin, e per prodigio fagiani selvatici vennero ad ascoltare, uno spirito celato offrì seta, scimmie presentarono frutti e il dio del monte offerse il pasto: fu davvero un uomo straordinario del suo tempo, difficile da conoscere. Sotto la dinastia degli Zhou vi fu il maestro Huiyuan, originario di Huoxiu a Jincheng. Compose il commentario al Nirvana e gettò il pennello in alto nel cielo; la sua essenza, penetrata nel divino, ne verificò il significato, e la sua fama echeggiò dall’antichità al presente: la Terrazza del Lancio del Pennello esiste tuttora. In tempi più recenti, al tempo dell’imperatore Daizong, [il testo è qui corrotto] un maestro Chan, nobile rampollo della casa Tang; i suoi studi penetrarono i classici e le antiche scritture ed era versato in Zhuangzi e Laozi; abbandonò gli onori aspirando alla libertà, celando le proprie tracce e cancellando il proprio nome. Nel Cangyin sedeva in meditazione fra boschi e acquitrini, di condotta solitaria e impetuosa, che gli uomini difficilmente potevano eguagliare. Nell’era Zhenyuan vi fu il maestro del Dharma Zhitong, officiante presso la corte recente, d’intelligenza e saggezza a cui il Cielo prestò il suo nume; sapeva esporre il vero [significato] del Nirvana e compose un commentario alle sei paramita, che circolò nel mondo. Oggi vi è il maestro Chan Huiyin, che coltivò a fondo la via dei ru, con vasta conoscenza dei maestri e delle tre storie; di alta dottrina, non servì i potenti e abbandonò il pennello per la veste monastica; penetrò il principio del Chan e il cuore autentico si acquietò da sé; praticò la contemplazione della mente, unendo in sé meditazione e saggezza; senza dimora fissa, le nuvole e i boschi erano la sua casa. In cerca di lontane vestigia spirituali, giunse a questo monte. In quel tempo vi era Zhicen, profondamente versato nell’esposizione della dottrina Tiantai; profondo e remoto nelle sue sorgenti mirabili, di particolare ampiezza nell’essenza dei significati, giurò di farsi messaggero del Buddha e di praticare la trasformazione fra gli uomini, e anch’egli giunse qui. Sapendo che il monte era numinoso e bello, di paesaggio superiore e luogo recondito, monaci illustri vi si succedettero. In quel tempo Huaigong giunse qui, volendo proseguire oltre il monte Song, deciso a cercare un luogo di pratica del Sutra del Loto. Le condizioni del luogo e dei tempi, spinte da legami maturati in vite passate, fecero sì che il prefetto Wen lo invitasse a restare, insieme ad anziani di pura fede che formarono un’associazione per chiedergli di stabilirsi. Nel secondo anno dell’era Taihe, nel padiglione superiore fu fondato il monastero e fu istituito anche un luogo di pratica di Samantabhadra. Poiché il tempio di montagna era rimasto deserto per molti anni, il passaggio delle persone si era interrotto e i praticanti della Via facevano fatica a dimorarvi: la causa erano le imposte e le prestazioni. In quel tempo il prefetto, il duca Wang, per la sua buona amministrazione della gente, l’amorevole cura delle creature, la venerazione dei Tre Tesori e la protezione dei monasteri, si recò di persona alla porta del monte e con premura lo invitò a restare, offrì inoltre il grano del proprio stipendio ed esortò i funzionari a sovvenzionarlo, riducendo tutti le imposte e le ripartizioni. In quel tempo vi furono uomini di pura fede che deliberarono di aiutare a sostenere le imposte e le ripartizioni: erano allora ventotto. Le persone [lacuna] i sutra [lacuna] nel corso degli anni, e la gente poi si disperse; dell’associazione restano oggi sei o sette persone, che insieme si prodigano nel sostegno; le ripartizioni del tempio di montagna ammontavano a quattro. Fu inoltre costruito un padiglione, con un dipinto su seta di Maitreya; insieme ai benefattori di ogni luogo e a coloro che fuori dell’associazione recitavano i sutra, sono tutti registrati su questa pietra. Anche i prodigi della risposta del Sutra del Loto vi sono integralmente registrati. Il concittadino Situ Ying e gli altri, di profonde radici piantate in vite passate, con il seme del risveglio maturato, la pioggia del Dharma che ne irrigava le radici e apriva e sviluppava i quattro buoni principi, seppero inoltre celare le proprie tracce e nascondere i propri nomi, ritirandosi nelle botteghe della città della prefettura, temperando la propria luce e mescolandosi al volgo, gioendo della Via e sereni nella povertà; strinsero insieme un buon legame e coltivarono insieme il merito e il beneficio, con cuore saldo e volontà ferma; incisero la pietra per registrarne il testo e, commossi, raccolsero i fatti per esporli, incaricando me di redigerne la stesura.
硖石寺造上方阁记右硖石寺造上方阁记在凤台县访碑录作青蓪寺碑太平寰宇记硖石山在晋城县东南三十里上有青莲寺西有掷笔台即远大师置涅盘疏藏之所与记所言合
Memoria della costruzione del padiglione superiore del Tempio Xiashi. A destra [del testo trascritto]: la «Memoria della costruzione del padiglione superiore del Tempio Xiashi» si trova nella contea di Fengtai; il «Registro delle stele visitate» la registra come «stele del Tempio Qinglian». Il «Taiping Huanyu Ji» dice: il monte Xiashi si trova trenta li a sud-est della contea di Jincheng; sopra vi è il Tempio Qinglian, a ovest vi è la Terrazza del Lancio del Pennello, che è il luogo dove il gran maestro Yuan depose il commentario al Nirvana: concorda con quanto dice la memoria.
Qingliansi Shantian Shijie Ji (Iscrizione su pietra dei campi montani del Tempio Qinglian)
唐青莲寺山田石碣记,无撰人姓氏,后列张靖境书记两。泽州东南三十里,敕号青莲寺。北齐初,禅师口奏,藏阴所管三庄田地二十余顷,轮税若干。至太和九年,僧惠愔说郡主王中丞,减税若干亩,会昌三年,沙汰若干亩。又咸通八年,孟员外闻奏请敕赐青莲为额,剖地若干亩。考太和九年,文宗乙卯,会昌三年武宗癸亥,咸通八年懿宗丁亥。所谓郡守王中丞、孟员外闻,府州志俱失载。
Iscrizione su pietra dei campi montani del Tempio Qinglian dei Tang, senza nome dell’autore; in coda figurano i nomi di due segretari di cancelleria (shuji), Zhang e Jing, il testo essendo qui in parte deteriorato. Trenta li a sud-est di Zezhou, per decreto imperiale denominato Tempio Qinglian. All’inizio dei Qi settentrionali, un maestro Chan [lacuna] presentò un memoriale: i tre poderi gestiti dal Cangyin, con oltre venti qing di campi, erano soggetti a imposte per un certo ammontare. Nel nono anno dell’era Taihe, il monaco Huiyin persuase il prefetto, il vice capo del censorato Wang, a ridurre le imposte di un certo numero di mu; nel terzo anno dell’era Huichang, un certo numero di mu fu eliminato dalla registrazione. Inoltre, nell’ottavo anno dell’era Xiantong, il vice direttore Meng Wen presentò un memoriale chiedendo per decreto imperiale la concessione dell’insegna «Qinglian», con l’assegnazione di un certo numero di mu di terra. Verificando: il nono anno dell’era Taihe corrisponde all’anno yimao dell’imperatore Wenzong, il terzo anno dell’era Huichang all’anno guihai dell’imperatore Wuzong, l’ottavo anno dell’era Xiantong all’anno dinghai dell’imperatore Yizong. Il cosiddetto prefetto Wang, vice capo del censorato, e il vice direttore Meng Wen non sono registrati né nelle cronache della prefettura né in quelle del distretto.
Taiping Xingguo San Nian Ci E Die (Rescritto della concessione delle insegne del terzo anno dell’era Taiping Xingguo)
宋太平兴国二牒石刻:一在松岭寺,牒额法轮;一在曰莲寺,牒额福岩。前俱列中书门下泽州奏准行,所管存留有无名额僧尼寺院廿三十二所。灵严院宜赐法轮,青莲寺宜赐福岩为额。敕命指挥书勒悬挂,准敕,故牒。太平兴国三年五月二十曰,牒中书门下平章事、右仆射羕门下侍叩平章事、右仆射兼门下侍郎、平章事、录事参军胡推官王、大理寺丞、权知军州事韦刺史齐。按牒文与真宗景德时稍异,州官不传其名,中书门下官亦不书姓与花押,或宋初体制使然。考太平兴国三年,太宗戊寅,所谓中书平章者卢名逊,右仆射为沈伦,左仆射则薛居正也。
Le due incisioni su pietra dei rescritti dell’era Taiping Xingguo dei Song: una si trova nel tempio Songling, con il rescritto dell’insegna «Falun» (Ruota del Dharma); una si trova nel tempio Yuelian (così nel testo; si intende il Tempio Qinglian), con il rescritto dell’insegna «Fuyan». Entrambe in principio elencano la richiesta presentata da Zezhou alla Segreteria-Cancelleria e approvata per esecuzione, con le comunità di monaci e monache, con o senza insegna, esistenti nella giurisdizione, in numero registrato nel testo in forma corrotta come «venti-trentadue». «Al cortile Lingyan si conceda Falun; al Tempio Qinglian si conceda Fuyan come insegna». Per ordine imperiale si dispone che siano trascritte, incise e appese; in conformità al decreto, si emette quindi questo rescritto. Ventesimo giorno del quinto mese del terzo anno dell’era Taiping Xingguo; rescritto del consigliere direttore della Segreteria-Cancelleria, vice direttore della destra Yang; [lacuna] della Cancelleria, assistente [lacuna], consigliere direttore; vice direttore della destra e vice direttore della Cancelleria; consigliere direttore; segretario registratore Hu; assistente giudiziario Wang; assistente della Corte suprema di giustizia; con delega provvisoria all’amministrazione degli affari militari e civili Wei; prefetto Qi. Nota: il testo del rescritto differisce leggermente da quelli dell’era Jingde dell’imperatore Zhenzong; i funzionari della prefettura non vi trasmettono il nome, e i funzionari della Segreteria-Cancelleria non vi scrivono né cognome né sigla: forse è dovuto al protocollo dell’inizio dei Song. Verificando: il terzo anno dell’era Taiping Xingguo corrisponde all’anno wuyin dell’imperatore Taizong; il cosiddetto consigliere direttore della Segreteria era Lu Mingxun, il vice direttore della destra era Shen Lun e il vice direttore della sinistra era Xue Juzheng.
Qingliansi Shizhu Timing (Titoli incisi sulle colonne di pietra del Tempio Qinglian)
青莲寺石柱题名记元符三年,今在凤台县。凤台县志从后逆书元符戊寅十月十四日,高平郡别乘河南段绍同晋城令耿敏、尉黄叔敖,因按田,自琵琶浤至青莲寺,登掷笔台,步月临流,传觞赋诗。明日去,宿景德寺。考宋无高平郡,盖泽州而书古郡也。又记崇宁元年。凤台县志前书石柱一,永为供养。熙宁九年至崇宁元年二月初九日,不书施主姓名。考熙宁九年为神宗丙辰,崇宁元年为徽宗壬午,石柱非一时所施,或至徽宗时始告竣。又记宣和七年。凤台县志从后逆书陈子镇、子庚、贾山王越胡。考宁祥、宗清以宣和七年十月十四日同游,道逢上人启元不期而会,游人俱不可考。宣和七年徽宗乙巳,金兵围太原,明年为钦宗靖康元年,金兵犯泽州、高平。当此时登临山水,真所谓燕雀处堂,不知大厦之将倾也。
Memoria dei titoli sulle colonne di pietra del Tempio Qinglian, terzo anno dell’era Yuanfu; si trova ora nella contea di Fengtai. La Cronaca della contea di Fengtai lo trascrisse a ritroso dalla fine: quattordicesimo giorno del decimo mese dell’anno wuyin dell’era Yuanfu: Duan Shao di Henan, vice prefetto della prefettura di Gaoping, insieme al magistrato di Jincheng Geng Min e al difensore Huang Shu’ao, in occasione di un’ispezione dei campi, dal fiume Pipa-hong giunsero al Tempio Qinglian, salirono sulla Terrazza del Lancio del Pennello, passeggiarono al chiaro di luna lungo la corrente, si passarono le coppe e composero poesie. Il giorno dopo partirono e pernottarono al tempio Jingde. Nota: sotto i Song non esisteva una prefettura di Gaoping; si tratta di Zezhou designata con il nome dell’antica prefettura. Registra inoltre il primo anno dell’era Chongning. La Cronaca della contea di Fengtai trascrive in apertura: «una colonna di pietra, in offerta perpetua». Dal nono anno dell’era Xining al nono giorno del secondo mese del primo anno dell’era Chongning, senza trascrivere il nome del donatore. Verificando: il nono anno dell’era Xining corrisponde all’anno bingchen dell’imperatore Shenzong e il primo anno dell’era Chongning all’anno renwu dell’imperatore Huizong; le colonne di pietra non furono donate in un’unica occasione, e forse solo al tempo di Huizong l’opera fu completata. Registra inoltre il settimo anno dell’era Xuanhe. La Cronaca della contea di Fengtai trascrisse a ritroso dalla fine: Chen Zizhen, Zigeng, Jia Shan, Wang Yue, Hu. Verificando: Ningxiang e Zongqing, il quattordicesimo giorno del decimo mese del settimo anno dell’era Xuanhe, viaggiarono insieme, e lungo la via incontrarono il maestro Qiyuan, incontrandosi senza essersi dati appuntamento; dei visitatori nulla è più accertabile. Il settimo anno dell’era Xuanhe corrisponde all’anno yisi dell’imperatore Huizong, quando l’esercito dei Jin assediava Taiyuan; l’anno seguente fu il primo anno dell’era Jingkang dell’imperatore Qinzong, e l’esercito dei Jin attaccò Zezhou e Gaoping. In un momento come quello, salire per monti e acque in escursione fu davvero ciò che si dice «rondini e passeri che dimorano nella sala, ignari che il grande edificio sta per crollare».
青莲寺石柱题名记:承安五年,今在凤台县。凤台县志:河间许道真古笔也。记称承安二年闰二月十六日,同张君玉、吴寿夫来游,遂与寂公无二登凤凰。山周览青莲之胜,钧幕河间许古题。考古父安仁,以明昌五六年出守泽州,古于明昌五年登词赋进士第,承安间,正安仁节度汾阳时也。考古本传,宣宗贞祐初,自右拾遗拜监察御史,距登第时已十九年,或此时随侍父任,否则作此郡幕职。记中称张君玉、吴寿夫、僧寂公,大抵为进士。张天祐、吴芝、宝寂和尚,皆其父所与游者。记又称登凤皇山,安仁诗亦云:卧看月落凤皇山。山名不可考。据寺僧云,即青莲寺山,以山形名青莲寺。
Memoria dei titoli sulle colonne di pietra del Tempio Qinglian: quinto anno dell’era Cheng’an; si trova ora nella contea di Fengtai. La Cronaca della contea di Fengtai: è della mano di Xu Gu, di nome Daozhen, di Hejian. La memoria dice: sedicesimo giorno del secondo mese intercalare del secondo anno dell’era Cheng’an: insieme a Zhang Junyu e Wu Shoufu venni in visita, e così con il monaco Ji, senza essercelo proposto, salimmo sul monte Fenghuang. Ammirando tutt’intorno le bellezze del Qinglian. Xu Gu di Hejian, del seguito di Jun, appose il titolo. Verificando: il padre di Gu, Anren, tra il quinto e il sesto anno dell’era Mingchang uscì come prefetto di Zezhou, e Gu ottenne il titolo di jinshi in letteratura nel quinto anno dell’era Mingchang; l’era Cheng’an fu proprio il periodo in cui Anren era commissario militare di Fenyang. Verificando la biografia di Gu: all’inizio dell’era Zhenyou dell’imperatore Xuanzong, da addetto alle omissioni di destra fu nominato censore ispettore, diciannove anni dopo aver ottenuto il titolo; forse in quel periodo accompagnava il padre in carica, altrimenti ricopriva un incarico di seguito in questa prefettura. Nella memoria sono nominati Zhang Junyu, Wu Shoufu e il monaco Ji: presumibilmente si tratta dei jinshi Zhang Tianyou e Wu Zhi e del monaco Baoji, tutti amici che suo padre frequentava. La memoria dice anche che salirono sul monte Fenghuang, e anche una poesia di Anren dice: «disteso guardo la luna calare sul monte Fenghuang». Il nome del monte non è accertabile. Secondo i monaci del tempio, si tratta proprio del monte del Tempio Qinglian, che prende il nome dalla forma del monte.
Fuyan Jingying Shanchang Ji (Memoria dei territori montani di Fuyan e Jingying)
福严净影山场记县福严净影山场之记将仕郎详定一司敕令薮删定官杨之道述书刊字王信𡶾大宋崇宁四年岁次及酉三月一日因下院净影寺斋会有住持福润预日赴上寺请峦禅师说法师曰余自住院来未暇至彼今必赴焉师忻然而往到彼升座演法开示会毕游看祖师遗迹四顾峰峦秀丽嵯峨陡峻师乃叹曰真圣贤依栖之地也又见古碑曝落上有山场四至隐隐而吕乃大隙开皇七季昙馥禅师之所立也遂鎤之迥还时本寺营造殿阁斋厨一新功毕命匠砻石以俟口口纪其岁月遂请宣德郎知蓝田县事黄公为文命予记其三寺山场予辞不己遂摭峦禅师之说勒之碑阴略为其记一福严禅院山场四至东至马鞍岮南北随山势为界南至珏山顶西南至风门岭东西随山势为界西至高家岭棘针林南北随曲尺地形为界北至交河水心西北至柳泉南分水岭东西随河岭为界一净影寺山场四至东至箭豁子东南至孔杨坂南北随山势为界南至大回沟西南至梯岩山东西随水心为界西至大河南北随河势水心为界北至耍子崜东西随山势为界一南关观音堂四至东至庙南至街西至濠北至濠为界崇宁四年七月日住持沙门鉴峦净影寺住持沙门福润同立此福严净影二寺山场记在凤觉县东南九十里蟠龙山崇宁乙酉三月一日青莲寺僧鉴峦赴净影开座说法毕因访昙法师遗迹清查山场立石峦祎师即鉴峦寺又有政和六年峦公塔铭即其人也记云本寺营造殿阁斋厨请宣德郎知蓝田县事黄灿为文命子记三寺山场勒之碑阴是此碑有碑阳而未拓或转砌墙内亦未可知三寺者福严寺净影寺观音堂额署福严净影山场记二寺有山场观音堂在南关无山场也金石记载净影寺山场碑落福严二字又云令所官王之道书桉碑详定一司敕令所删定官不得称所官又姓杨非王金石记误
Memoria dei territori montani di Fuyan e Jingying del distretto. La «Memoria dei territori montani di Fuyan e Jingying»: composta da Yang Zhidao, gentiluomo al servizio e funzionario revisore dell’Ufficio per la definizione unificata dei decreti; calligrafata e incisa da Wang Xin. Grande Song, quarto anno dell’era Chongning, anno jiyou [sic, per yiyou], primo giorno del terzo mese. In occasione di un’assemblea di offerta presso il tempio Jingying del cortile inferiore, l’abate Furun si recò nei giorni precedenti al tempio superiore per invitare il maestro Chan Luan a esporre il Dharma. Il maestro disse: «Da quando sono alla guida di questo monastero, non ho ancora avuto modo di recarmi laggiù; ora vi andrò di certo». Il maestro vi si recò lietamente; giunto sul posto, salì sul seggio ed espose il Dharma, impartendo gli insegnamenti. Conclusa l’assemblea, visitò le vestigia dei patriarchi e, guardando tutt’intorno le vette e i picchi, belli, svettanti, alti e scoscesi, il maestro sospirò dicendo: «Questo è davvero un luogo dove santi e saggi dimorarono». Vide inoltre un’antica stele esposta e degradata, sulla quale erano debolmente visibili i confini del territorio montano ai quattro punti cardinali: era quella eretta dal maestro Chan Tanfu nel settimo anno dell’era Kaihuang del Grande Sui [nel testo: «grande xi»]. Ne fece subito eseguire uno sfregamento e fece ritorno. In quel periodo il tempio aveva appena completato la costruzione di sale, padiglioni, refettori e cucine, tutti rinnovati; terminati i lavori, ordinò agli artigiani di levigare una pietra per attendere [lacuna] [lacuna] di registrarne gli anni e i mesi, e chiese al gentiluomo di virtù proclamata, magistrato del distretto di Lantian, il duca Huang, di comporne il testo, incaricando me di redigere la memoria dei territori montani dei tre templi. Declinai senza successo, e così raccolsi le parole del maestro Chan Luan e le incisi sul retro della stele, redigendo in sintesi questa memoria. Primo: i confini del territorio montano del Monastero Chan Fuyan ai quattro punti: a est giunge alla sella Ma’an’ao, a sud e a nord seguendo il crinale del monte come confine; a sud giunge alla vetta del monte Jue e a sud-ovest alla cresta Fengmen, a est e a ovest seguendo il crinale del monte come confine; a ovest giunge al bosco di biancospino della cresta Gaojia, a sud e a nord seguendo la forma a squadra del terreno come confine; a nord giunge al centro delle acque del fiume Jiao e a nord-ovest allo spartiacque a sud della sorgente Liu, a est e a ovest seguendo fiume e cresta come confine. Secondo: i confini del territorio montano del tempio Jingying ai quattro punti: a est giunge al passo Jianhuozi e a sud-est alla china Kongyang, a sud e a nord seguendo il crinale del monte come confine; a sud giunge al fossato Dahui e a sud-ovest al monte Tiyan, a est e a ovest seguendo il centro delle acque come confine; a ovest giunge al grande fiume, a sud e a nord seguendo il corso del fiume e il centro delle acque come confine; a nord giunge al colle Shuaziduo, a est e a ovest seguendo il crinale del monte come confine. Terzo: i confini del santuario di Guanyin di Nanguan ai quattro punti: a est giunge al tempio, a sud alla strada, a ovest al fossato e a nord al fossato come confini. Quarto anno dell’era Chongning, settimo mese: l’abate shramana Jianluan e l’abate del tempio Jingying shramana Furun insieme eressero questa stele. [Nota del compilatore:] questa «Memoria dei territori montani dei due templi Fuyan e Jingying» si trova sul monte Panlong, novanta li a sud-est del distretto di Fengjue. Il primo giorno del terzo mese dell’anno yiyou dell’era Chongning, il monaco Jianluan del Tempio Qinglian si recò al Jingying per aprire il seggio ed esporre il Dharma; concluso, visitò le vestigia del maestro Tan, ispezionò il territorio montano ed eresse la pietra. Il maestro Luanyi è lo stesso Jianluan; nel tempio esiste anche l’iscrizione della pagoda del duca Luan del sesto anno dell’era Zhenghe, che è questa stessa persona. La memoria dice: il tempio, avendo costruito sale, padiglioni, refettori e cucine, chiese al gentiluomo di virtù proclamata, magistrato del distretto di Lantian, Huang Can di comporne il testo e incaricò il figlio di redigere la memoria dei territori montani dei tre templi, incidendola sul retro della stele: dunque questa stele aveva anche un recto che non è stato copiato a sfregamento, oppure è stata forse murata altrove: non si può sapere. I tre templi sono il tempio Fuyan, il tempio Jingying e il santuario di Guanyin; l’insegna recita «Memoria dei territori montani di Fuyan e Jingying»: due templi hanno il territorio montano, mentre il santuario di Guanyin a Nanguan non ha territorio montano. La Raccolta delle epigrafi in metallo e pietra registra la stele del territorio montano del tempio Jingying omettendo i due caratteri «Fuyan»; dice inoltre «calligrafata dall’ufficiale dell’ufficio competente Wang Zhidao»: verificando la stele, il funzionario revisore dell’Ufficio per la definizione unificata dei decreti non può essere chiamato «ufficiale dell’ufficio competente», e inoltre il cognome è Yang, non Wang: la Raccolta delle epigrafi in metallo e pietra è in errore.
Xiashishan Fuyan Chanyuan Zhong Shi (Iscrizione della campana del Monastero Chan Fuyan del monte Xiashi)
硖石山福严禅院,始自北齐天保年中,昙始禅师创立道场,距大金大定之岁,年将六百,中间高僧硕德,相继兴葺。朱甍绀宇,像设𦈑诰,罔不具备,唯无法钟,警悟情识。今有论师惠玠,特发济苦利生之意,不惮劳苦,命良工鏄成,以补寺之不足,诚可嘉尚。占贤谷禅林院讲论僧闻悟,为之铭曰:寺唯欠钟兮,铸金以成。绝壁深林兮,铮然奏声。大千普闻兮贤圣聚灵。铿𮣳长应兮,𣇦破无明。三𭏚远震兮,苦轮便停。菩提种性兮,聆音发萌。以兹功德兮,利乐有情,天子万寿兮,国人永宁。大定三年岁次癸未十一月甲子二十七日甲寅,记。
Il Monastero Chan Fuyan del monte Xiashi fu fondato dal maestro Chan Tanshi negli anni dell’era Tianbao dei Qi settentrionali; dall’era Dading del Grande Jin sono passati quasi seicento anni, e in questo lasso eminenti monaci e grandi virtuosi si succedettero nel risanarlo e restaurarlo. Tegole vermiglie e padiglioni azzurri, immagini e apparati mirabili e solenni [due caratteri incerti nel testo]: nulla vi mancava; mancava soltanto una campana del Dharma, che destasse e risvegliasse le coscienze. Ora il maestro dei trattati Huijie, mosso da un particolare intento di soccorrere il dolore e giovare agli esseri, senza temere fatica e pena, ordinò a valenti artigiani di fonderla, per supplire a ciò di cui il tempio era privo: cosa davvero lodevole e degna di onore. Il monaco predicatore Wenwu del monastero Chan del bosco di Zhanxiangu [come nel testo] compose per essa questa iscrizione: «Al tempio mancava solo la campana: ecco, l’oro fuso l’ha compiuta. Pareti a strapiombo e boschi profondi: ecco, limpida risuona la sua voce. Il grande chiliocosmo tutto la ode: ecco, santi e saggi si raccolgono in spirito. Il suo clangore a lungo risponde: ecco, squarcia l’oscurità dell’ignoranza. Le tre vie echeggiano lontano: ecco, la ruota della sofferenza subito si arresta. La natura-seme del risveglio: ecco, udendo il suono germoglia. Con questo merito: ecco, beneficio e gioia agli esseri senzienti. Diecimila anni al figlio del Cielo: ecco, il popolo del regno in pace perenne». Terzo anno dell’era Dading, anno guiwei, undicesimo mese, giorno jiazi, ventisettesimo giorno, giorno jiayin: registrato.
此福严院钟铭,僧闻悟撰铭铭止二面,余皆人名。序云:自北齐天保中,昙始禅师建立道场,距大金大定之岁,年将六百桉昙始,北齐高僧寺所由始,拓本完善无阙。通志金石记云:有阙,想拓工未精耳。
Questa iscrizione della campana del cortile Fuyan, composta dal monaco Wenwu: l’iscrizione occupa soltanto due facce della campana; il resto sono nomi di persone. Il preambolo dice: «Dall’epoca Tianbao dei Qi settentrionali, quando il maestro Chan Tanshi fondò il luogo di pratica, all’era Dading del Grande Jin sono passati quasi seicento anni». Nota: Tanshi, eminente monaco dei Qi settentrionali, è colui da cui il tempio ebbe origine; lo sfregamento è completo e senza lacune. La Raccolta delle epigrafi in metallo e pietra della Cronaca generale dice che vi sono lacune: presumibilmente il copista non fu accurato.
Fuyanyuan Chongxiu Fodian Ji (Memoria della ricostruzione della sala del Buddha del cortile Fuyan)
硖石道场,其来尚矣。爰自唐大顺中,有法师玄依,誓就远公掷笔台下,筑室栖息,其徒相继兴造。至宗崇宁閒,得大师鉴峦修新易陋,方见完备。今僧福裕复顾峦所创殿疏漏欲坏,乃于皇朝大定三祀,募缘重构,辉华壮丽,照映山林,宜立碑石,以传后裔。裕来古贤谷,恳请法亲闻悟,述其所以,系以辞曰:猗欤远公,僧中之龙。法嗣蕃衍,世世有功。乃至福裕,能继高风。重新宝殿,巧极良工。金碧光耀,人天顺恭。砻石镌记,昭示无穷。大金大定四年九月二十五日,修造主持院事僧福裕立。
Il luogo di pratica del monte Xiashi è assai remoto nell’origine. A partire dall’era Dashun dei Tang, vi fu il maestro del Dharma Xuanyi, che giurò di costruire una dimora ai piedi della Terrazza del Lancio del Pennello del duca Yuan per dimorarvi; i suoi discepoli si succedettero nelle costruzioni. Giunti all’era Chongning, il gran maestro Jianluan rinnovò ciò che era vecchio e sostituì ciò che era cadente, e solo allora si vide il completo apparato. Ora il monaco Fuyu, vedendo che la sala creata da Luan era nuovamente fessurata, sgocciolante e prossima a crollare, nel terzo anno dell’era Dading della dinastia regnante raccolse offerte per ricostruirla: risplendente e magnifica, riverbera la sua luce sui monti e sui boschi; è giusto erigere una stele per tramandarla ai posteri. Yu venne a Guxiangu e supplicò il suo parente nel Dharma Wenwu di esporne le ragioni, corredandola di queste parole: «O mirabile duca Yuan, drago fra i monaci. I successori nel Dharma fiorirono numerosi, meritori di generazione in generazione. Fino a Fuyu, capace di proseguire l’alto esempio. Rinnovò la sala preziosa, di artigianato perfetto e finissimo. Luce dorata e azzurra splendente, uomini e dèi la onorano devoti. Levigata la pietra e incisa la memoria, la si mostri senza fine». Grande Jin, quarto anno dell’era Dading, venticinquesimo giorno del nono mese: eretta dal monaco Fuyu, responsabile della direzione dei lavori e degli affari del monastero.
此记福裕重修佛殿而作。掷笔台。一统志:青莲寺在凤台县东南三十五里峡石山。北齐时建掷笔台。隋长教译经法僧慧远居此,注涅盘经,注成,掷笔台上,曰:若疏义契理,笔当驻空。既掷,果悬空不堕,时人因以名台。宋名福严寺,后改今额。金时想仍旧名也。金石记未著录。
Questa memoria fu composta per la ricostruzione della sala del Buddha da parte di Fuyu. Terrazza del Lancio del Pennello. La «Cronaca unificata» dice: il Tempio Qinglian si trova sul monte Xiashi, trentacinque li a sud-est della contea di Fengtai. Al tempo dei Qi settentrionali fu costruita la Terrazza del Lancio del Pennello. Il monaco dei Sui Huiyuan, incaricato della traduzione dei sutra, dimorò qui e annotò il Sutra del Nirvana; completata l’annotazione, gettò il pennello sopra la terrazza dicendo: «Se il significato del commentario corrisponde al principio, il pennello dovrà fermarsi nel cielo». Gettatolo, restò davvero sospeso nel vuoto senza cadere, e gli uomini del tempo per questo diedero il nome alla terrazza. Sotto i Song fu chiamato tempio Fuyan, in seguito cambiò nell’insegna attuale; al tempo dei Jin, presumibilmente, era ancora il vecchio nome. La Raccolta delle epigrafi in metallo e pietra non la registra.
Zezhou Xiashishan Fuyan Chanyuan Ji (Memoria del Monastero Chan Fuyan del monte Xiashi di Zezhou)
硖石山福严院碑大金泽州硖石山福严禅院记,奉政大夫、中都、西京等路按察副使郭候篆额。奉政大夫、泽州刺史兼军州事杨庭秀撰,并书。泽之硖石山青莲寺,河东之胜槩也。余为儿童时,闻之熟矣。盖华之与泽相去不远故也。太和壬戌冬暮,余由右司谏补河閒之献。乙丑夏五月,自献移泽,私心喜曰:泽佳郡也。又与余乡近,向之所闻青莲寺者,余得而游焉。泽之俗俭而淳,熹儒学,比他州为易治。不逾月,事理讼息。孟秋中休日,余骑至硖口,山,主僧宝贤逆之。硖路险而下,舍骑而步,峰峦回合,穷而复通,杖筇转侧于乱石之间,路益狭,山益奇,行三里许,双峰归然若门。山之阴有二古篆字曰硖石。余谓宝贤曰:此硖石山乎?贤闻先师珍唯识言硖石山,盖取两山夹路之义也。山阴之刻,不知某氏,实好事者为之。硖石乃此山之总称也。峰之北有嵌岩,岩下有池,深丈余,广倍之。岩之奥有罅,高深不能测。夏秋暴雨,罅中若雷鸣状,须臾池水满,寺僧饮食之费,岁伸给焉。峰之西南,孤峰挺然,高数丈,峰顶平若砥,纵广十余尺,此远公掷笔台也。台之西八十步有涧曰弥勒,盖往时弥勒化现其上。台之北,石壁峭拔,如环堵然。壁之上乱峰向背,草树丛翠。南望珏山,下瞰丹水,屏障横列,水墨粲然,即青莲上方也。刘轲谓似庐山黄石岩者,此也。台之南曲折行二百步,古青莲寺,寺额咸通八年所赐也。寺之东五里古藏阴寺,即北齐昙始禅师之所建也。祖师慧远,器识弘伟,风神爽澈。昙始见而度之,曰:子有出家之相,善自爱之。乃礼为师。既冠,游学邺都,回翔十余年,慱涉经论,无不该贯。乃携学侣,卜藏阴寺之西丹谷,筑室而居焉。弘演大乘教,朝夕不倦,远近归依,于是建大阿兰若,即青莲寺之权舆也。承光二年,周武帝集沙门于殿庭,宣废佛教意,众皆喑默。帝五问,师五对,抗声厉色,不为之屈。教之不废,师力居多。师退隐青莲,造华严、地持等经疏。一夕,梦登须弥山顶,瞻礼卧佛像。觉谓其徒曰:吾著述有益,感此灵征,不敢多让。遂避纷入谷,结𤲅孤峰下,制涅盘经疏。疏成,掷其笔曰:若疏义契理,笔当驻虚空中。灵应果然,道俗称庆。师示寂后,遭隋室乱,法席久虚。太和初,有慧愔禅师,自并汾来,少习庄易,晚学天台止观,见远公遗迹,叹曰:忍使圣贤依栖之地,反为墟落。乃辟翳荟,壮栋宇,以空假中通之教,开剔聋盲,是吕苾𫇴之流,多依附焉。𬙆有玄二依法师,驻锡上方,栖心胜地,驾济世艗,行利他行。开平二年,邑民程行立施山前田二十顷,以充禅悦之须。逮太平兴国三年,赐名福严禅院。崇宁间,鉴峦禅师𬙆主其教,以其寺基久远,岁坏月隳,虽补罅苴漏,不胜其弊,乃刻意规画,度越前辈,凿东崖,陻西涧,培薄增卑,以广寺址。由是供佛有殿,讲法有堂。搆宝藏以贮圣经,敞云房以栖法侣。宾寮香积,法鼓斋鱼,涣然大备。皇朝大定初,福裕、惠珍二法师嗣之。福裕补獘易陋,内主寺事;惠珍持戒炼慧,外阐玄风。珍好因明、瑜伽二大论,晚悟唯识之趣。松岭龙门,开大道场,提耳接人,学者辐凑。寺旧有法堂三楹,不称殿阁,规而广之为五楹,未果谢世,赖寂、定二师兄左右辅翼,乃克就绪。自远公而来,几七百余岁,子孙绳绎,经营堂搆,成于今日。寺有藏经五千卷,以为悟入之阶;有山田二千亩,以给斋粥之费。僧不出户庭,坐以办道,此皆灯灯相续之力也。宝贤膺老师宿德之荫,弗蚕弗耕,而服而食,远离火宅之苦,安受福田之禄,而不知所谢,能无愧乎?此寺经几废兴,而无刻识可考,俾开山圣贤之迹晦昧而不彰,难逃弗嗣之责矣。碑石砻之久矣。近年泽守如许安仁子静、李仲略简之,皆一时之文士也。法堂未成,不敢以文为请。今福严海会,润色圆满,公盍为我记之,以报祖师之德,以种天人之福,使丰功隐行,传诸不朽可乎?余谓贤曰:昔欧阳文忠公赴夷陵,舟次浔阳,舟贾李迁砻石载于舟。公问其故,曰:迁修讫湘潭县药师院殿,欲归而记其始造岁月也。视其色,若欲得予记而不敢言也。公欣然书之。况宝贤磨砻琬琰,待余之文,余何辞焉?噫嘻!天壤之间,半山水潺湲而流,靳岩而峰者如尘沙,著赫赫之名者无几,皆自古昔圣贤依栖而称导之,然后能辉映于后世。水之洙泗,山之沩、仰是也。硖石去州治远,悬崖列壑,撑拄含呀于无人之境。然一经远公盘桓,使狐虺寝庙,虎狼窟宅,而化为庄严宝坊,岂不伟欤?余景仰古圣灵迹,又喜宝贤不忘先师之言,故余摭贤之说,校吕僧史而为之记。泰和乙丑十一月晦日。泰和六年正月十日,住持沙门宝贤立石。副院沙门宝安,法眷青莲寺主僧洪湛,知库沙门宝定,尊宿沙门宝顺,典座沙门洪涓,府城社李皋刊。
Stele del cortile Fuyan del monte Xiashi. «Memoria del Monastero Chan Fuyan del monte Xiashi di Zezhou del Grande Jin». L’insegna in caratteri sigillari è di Guo Hou, gran consigliere per l’amministrazione e vice commissario ispettore delle circoscrizioni di Zhongdu, Xijing e altre. Composta e calligrafata da Yang Tingxiu, gran consigliere per l’amministrazione, prefetto di Zezhou e amministratore degli affari militari e provinciali. Il Tempio Qinglian del monte Xiashi di Zezhou è uno splendido paesaggio del Hedong. Quando ero bambino, ne avevo sentito parlare a lungo, poiché Huazhou non è lontana da Zezhou. Alla fine dell’inverno dell’anno renxu dell’era Taihe, da rememoratore di destra fui trasferito a reggere il distretto di Xian, nella prefettura di Hejian. Nell’estate, quinto mese, dell’anno yichou, da Xian fui trasferito a Zezhou, e in cuor mio gioii dicendo: Zezhou è una bella prefettura, ed è anche vicina alla mia terra; il Tempio Qinglian di cui un tempo sentivo parlare, ora potrò visitarlo. I costumi di Zezhou sono frugali e schietti, la gente ama gli studi dei ru: rispetto ad altre prefetture è più facile da governare. Non era passato un mese che gli affari erano in ordine e le liti si erano acquietate. In un giorno di riposo di metà del primo mese d’autunno, giunsi a cavallo all’imboccatura del monte Xiashi; il monaco principale Baoxian venne ad accogliermi. La via del monte era scoscesa e scendeva ripida; lasciai il cavallo e proseguii a piedi. Vette e picchi si raccoglievano e si chiudevano, finendo e poi aprendosi di nuovo; con il bastone di qiong mi aggiravo a stento fra le rocce sparse: più la via si faceva stretta, più il monte si faceva mirabile. Dopo circa tre li, due vette torreggianti si ergevano come una porta. Sul versante in ombra del monte vi sono due antichi caratteri sigillari che dicono «Xiashi». Dissi a Baoxian: «Questo è il monte Xiashi?». Xian riferì di aver udito dal defunto maestro Zhen soltanto questa affermazione: il monte Xiashi prende il nome dal significato di due monti che stringono la via. L’incisione sul versante in ombra del monte — non si sa di chi sia — fu opera di qualche amatore di antichità. «Xiashi» è il nome complessivo di questo monte. A nord della vetta vi è una roccia incassata, e sotto la roccia una vasca, profonda più di uno zhang e larga il doppio. Nel recesso della roccia vi è una fessura, la cui altezza e profondità non si possono misurare. Quando in estate e in autunno scendono piogge improvvise, nella fessura è come un rombo di tuono, e in un istante la vasca si riempie: le spese per vitto e bevande dei monaci del tempio sono ogni anno da questa sovvenute. A sud-ovest della vetta, una vetta solitaria si erge diritta, alta diversi zhang; la sua sommità è piana come una cote, lunga e larga una decina di chi: questa è la Terrazza del Lancio del Pennello del duca Yuan. A ottanta passi a ovest della terrazza vi è un corso d’acqua detto Maitreya, perché in tempi antichi Maitreya vi si manifestò. A nord della terrazza, pareti di pietra ripide e scoscese, simili a mura circolari. Sopra le pareti, vette sparse si volgono e si voltano, erbe e alberi in fitti verdi. Guardando a sud il monte Jue, e giù dall’alto il fiume Dan, con paraventi disposti in fila, un dipinto a inchiostro in piena luce: questo è il padiglione superiore del Qinglian. Ciò che Liu Ke disse somigliare alla Rocca Gialla del monte Lu è proprio questo. Dalla terrazza, verso sud, procedendo a svolte per duecento passi, vi è l’Antico Tempio Qinglian, la cui insegna fu concessa nell’ottavo anno dell’era Xiantong. A cinque li a est del tempio vi è l’antico tempio Cangyin, fondato dal maestro Chan Tanshi dei Qi settentrionali. Il patriarca Huiyuan, di portata e discernimento vasti e grandi, di spirito limpido e cristallino, fu visto da Tanshi, che lo ordinò dicendo: «Hai i tratti di chi lascia la casa: abbi cura di te». Egli allora lo prese a maestro. Raggiunta la maggiore età, andò a studiare nella capitale Ye, vagando per più di dieci anni, addentrandosi ampiamente nei sutra e nei trattati senza che nulla gli sfuggisse. Condusse poi i suoi compagni di studio e, scelto un luogo a ovest del tempio Cangyin, nella valle del Dan, vi costruì una dimora e vi abitò. Espose ampiamente la dottrina del Grande Veicolo, senza posa mattina e sera; da vicino e da lontano gli uomini si convertirono, e qui fu eretto un grande aranya: questo è l’inizio del Tempio Qinglian. Nel secondo anno dell’era Chengguang, l’imperatore Wu degli Zhou radunò gli shramana nella corte del palazzo, proclamando l’intenzione di abolire la dottrina buddhista; tutti ammutolirono. L’imperatore pose cinque domande e il maestro rispose cinque volte, con voce ferma e volto severo, senza piegarsi. Che la dottrina non fosse abolita fu in gran parte merito del maestro. Il maestro si ritirò nel Qinglian e compose commentari ai sutra Avatamsaka, Dichi e altri. Una notte sognò di salire in vetta al monte Sumeru e di venerare l’immagine del Buddha coricato. Al risveglio disse ai suoi discepoli: «Le mie opere dottrinarie sono utili, e ho avuto in risposta questo prodigioso segno: non oso attribuirmi troppo merito». Si ritirò allora dal tumulto nella valle e intrecciò una capanna ai piedi della vetta solitaria, componendo il commentario al Sutra del Nirvana. Completato il commentario, gettò il pennello dicendo: «Se il significato del commentario corrisponde al principio, il pennello dovrà fermarsi nel vuoto del cielo». Il prodigioso riscontro avvenne davvero, e monaci e laici lo celebrarono. Dopo che il maestro entrò nell’estinzione, sopraggiunsero i disordini della casa Sui, e il seggio del Dharma restò a lungo vuoto. All’inizio dell’era Taihe vi fu il maestro Chan Huiyin, che veniva da Bing e Fen; in gioventù aveva studiato Zhuangzi e lo Yijing, in età matura aveva appreso la contemplazione zhiguan del Tiantai. Vedendo le vestigia del duca Yuan, sospirò dicendo: «Come sopportare che il luogo dove dimorarono santi e saggi torni a essere un rudere?». Ripulì allora le sterpaglie, rese imponenti le travi e le colonne, e con la dottrina dell’unità mediana di vuoto e provvisorio aprì e liberò i sordi e i ciechi; i monaci bhikshu di allora vi si raccolsero in molti. In seguito vi fu il maestro del Dharma Xuan’eryi [così nel testo], che piantò il bastone nel padiglione superiore, dimorando con il cuore in questo luogo superiore; guidando la barca che salva il mondo, praticava le opere a beneficio altrui. Nel secondo anno dell’era Kaiping, l’abitante dell’associazione Cheng Xingli donò venti qing di campi davanti al monte, per provvedere alle necessità della gioia del Chan. Giunti al terzo anno dell’era Taiping Xingguo, fu concesso il nome di Monastero Chan Fuyan. Nell’era Chongning, il maestro Chan Jianluan succedette nella guida della dottrina; poiché le fondamenta del tempio erano antiche e anno dopo anno, mese dopo mese, decadevano, per quanto si rattoppassero fessure e perdite non si poteva porre rimedio al degrado, egli deliberatamente progettò un piano superiore a quello dei predecessori: scavò la parete rocciosa a est, colmò il corso d’acqua a ovest, riempì i punti sottili e rialzò quelli bassi, ampliando il sito del tempio. Da allora vi fu una sala per venerare il Buddha e una sala per esporre il Dharma; costruì il deposito prezioso per conservarvi i sutra sacri e aprì le camere fra le nuvole per accogliervi i compagni del Dharma. Le stanze degli ospiti e la cucina delle offerte, il tamburo del Dharma e il pesce del pasto: tutto, d’un tratto, fu completo. All’inizio dell’era Dading della dinastia regnante, i due maestri del Dharma Fuyu e Huizhen gli succedettero. Fuyu riparò i guasti e sostituì il cadente, dirigendo all’interno gli affari del tempio; Huizhen osservava i precetti e temprava la saggezza, diffondendo all’esterno il vento profondo. Zhen amava i due grandi trattati della logica (hetuvidya) e dello Yogacara, e in età avanzata comprese il senso della dottrina della sola coscienza. A Songling e Longmen aprì grandi luoghi di pratica; guidava gli uomini tenendoli per l’orecchio, e gli studiosi accorrevano come raggi al mozzo. Il tempio aveva anticamente una sala del Dharma di tre campate, non proporzionata alle sale e ai padiglioni; la progettò e l’ampliò a cinque campate, ma senza avervi posto fine lasciò questo mondo: grazie al sostegno dei due fratelli nel Dharma Ji e Ding, l’opera poté essere portata a termine. Dai tempi del duca Yuan sono passati quasi settecento anni; i discendenti si sono succeduti senza sosta, costruendo sale e padiglioni, compiuti fino a oggi. Il tempio possiede una collezione di cinquemila volumi di sutra, come gradino per accedere al risveglio, e duemila mu di campi montani, per provvedere alle spese dei pasti. I monaci, senza varcare la porta della corte, seduti compiono la Via: tutto questo è la forza di lampade che si trasmettono la fiamma l’una dall’altra. Baoxian, godendo dell’ombra dei vecchi maestri e degli antichi virtuosi, senza allevare bachi da seta né arare, si veste e si nutre; lontano dalle pene della casa in fiamme, riceve in pace gli emolumenti del campo di merito, senza sapere come renderne grazie: può non provare vergogna? Questo tempio ha attraversato quante rovine e rinascite, senza che un’incisione ne permetta la verifica, lasciando le tracce dei santi e dei saggi fondatori oscure e non manifeste: non si sfugge alla colpa di non avervi provveduto. La pietra della stele è levigata da tempo. Negli anni recenti, prefetti di Zezhou come Xu Anren, di nome Zijing, e Li Zhonglüe, di nome Jianzhi, entrambi letterati della loro epoca; poiché la sala del Dharma non era ancora compiuta, non osai chiedere loro un testo. Ora che l’assemblea oceanica di Fuyan è stata adornata e resa completa, perché, duca, non redigete per me una memoria, per ripagare la virtù dei patriarchi, per seminare il merito di uomini e dèi, e perché le grandi opere e le azioni nascoste siano tramandate immortali: si può? Io dissi a Xian: «Un tempo il duca Ouyang Wenzhong, recandosi a Yiling, fece sosta in barca a Xunyang; il barcaiolo Li Qian aveva levigato una pietra e l’aveva caricata sulla barca. Il duca gliene chiese la ragione, ed egli rispose: Qian ha completato i lavori della sala del tempio Yaoshi del distretto di Xiangtan, e desidera tornare per registrarne l’anno e il mese della prima costruzione. Osservando il suo volto, era come se volesse ottenere la mia memoria senza osare dirlo. Il duca lietamente lo scrisse. A maggior ragione Baoxian ha levigato questa giada pregiata attendendo il mio testo: come potrei rifiutare?». Ahimè! Fra cielo e terra, per metà monti; acque che scorrono mormorando e picchi che si ergono da pareti a strapiombo sono innumerevoli come granelli di sabbia, e pochi sono quelli che portano un nome illustre; tutti, dall’antichità, perché santi e saggi vi dimorarono e li lodarono e guidarono, poterono poi risplendere presso i posteri. Per le acque lo sono lo Zhu e lo Si, per i monti il Wei e lo Yang. Il monte Xiashi è lontano dalla sede della prefettura; pareti a strapiombo e gole disposte si reggono e si spalancano in una regione senza uomini. Eppure, una volta che il duca Yuan vi sostò, fece sì che dimore di volpi e vipere, tane di tigri e lupi si trasformassero in un prezioso monastero adorno: non è forse grandioso? Io venero le tracce spirituali degli antichi santi, e gioisco che Baoxian non abbia dimenticato le parole del defunto maestro; perciò ho raccolto il racconto di Xian, verificandolo con le storie dei monaci, e ne ho redatto questa memoria. Ultimo giorno dell’undicesimo mese dell’anno yichou dell’era Taihe. Decimo giorno del primo mese del sesto anno dell’era Taihe: eretta dall’abate shramana Baoxian. Il vice abate shramana Bao’an, il parente nel Dharma e monaco principale del Tempio Qinglian Hongzhan, il monaco depositario Baoding, l’anziano venerabile Baoshun, il monaco rettore della mensa Hongjuan; incisa da Li Gao dell’associazione della città della prefettura.
桉通志金石记云:记称慧远受昙始衣钵,周武帝承光二年,诏集沙门,欲废释教,远公面折之。此段与唐司徒太常僧紫羽记合。至所称示寂后遭隋乱,与唐记不符。凤台县志:慧远,泽之霍秀里李氏子,生时,昙始感梦,至其家,抚摩之。至六岁,度为弟子,戒律精严,契合真诠。建寺于藏阴西,注涅盘经成,掷笔云:若疏合禅理,笔当驻空。隋文帝召至京,参校经义,卒于京邸,文帝深悼惜之。桉:碑青莲寺起自远公,唐太和初,慧愔禅师修复,宋太平兴国三年,赐名福严禅院。崇宁间,鉴峦禅师又广寺址,大定初,增广法堂。至泰和就绪,以创寺七百余年,未有记。主僧宝贤请泽州刺史杨庭秀为之。碑。所云近年泽守许安仁、子静、李仲略简之。以金史考之,许安仁传,字子静,献州交河人。大定七年进士,历官礼部郎中兼左补阙。明昌四年,上将幸景明宫,安仁与同列谏,疏奏,遂罢幸,出为泽州刺史。在郡二年,徙同知河南府事。李仲略,昭义节度使晏子,字简之,大定十九年词赋进士,由左司都事转员外郎,以亲病求侍,特授泽州剌史。父丧免,起为户部郎中。又李晏传:明昌六年,归老得疾,诏除其子仲略为泽州刺史。碑立泰和六年,故称近年。碑为泽州刺史杨庭秀撰,并书,中都、西京等路按察副使郭俣篆额。凤台县志:杨庭秀字德懋,华州人,大定中进士。泰和初,自献州剌史移剌泽州,政平讼理,民用康。乂雅善文词,以平凉同知致仕。金史郭俣传:字伯有,泽州人,大定二十二年进士,历官同知真定府事,改中都、西京按察副使,迁国子祭酒。泰和六年伐宋,充山东安抚副使。今通志金石记以误已迁国子祭酒,而复书中都按察副使为疑。桉:金史本纪:泰和六年四、五月始伐宋,碑立是年正月,此时俣仍未迁耳。县志:青莲寺在县城东南三十五里硖石山。碑云:南望王山,下瞰丹水。桉:一统志:玨山,在凤台县东南四十里,两山对立,如丫角,一名角山。有款月台。丹水在凤台县东。水经注:丹水又南流,注于丹谷。碑见寰宇访碑录、通志金石记
Nota: la Raccolta delle epigrafi in metallo e pietra della Cronaca generale dice: la memoria afferma che Huiyuan ricevette la veste e la ciotola da Tanshi, e che nel secondo anno dell’era Chengguang l’imperatore Wu degli Zhou convocò per editto gli shramana volendo abolire la dottrina del Buddha, e che il duca Yuan lo oppose a viso aperto. Questo passo concorda con la memoria del monaco Ziyu dei Tang (nel testo qualificato «situ taichang»). Quanto all’affermazione che dopo la sua estinzione sopraggiunsero i disordini dei Sui, non concorda con la memoria dei Tang. La Cronaca della contea di Fengtai: Huiyuan era figlio dei Li del borgo Huoxiu di Zezhou; alla sua nascita, Tanshi ebbe un sogno in risposta, si recò a casa sua e lo accarezzò; a sei anni lo ordinò come discepolo; osservava i precetti con purezza e rigore, in corrispondenza con l’autentica dottrina. Fondò un tempio a ovest del Cangyin e, completata l’annotazione del Sutra del Nirvana, gettò il pennello dicendo: «Se il commentario corrisponde al principio del Chan, il pennello dovrà fermarsi nel cielo». L’imperatore Wen dei Sui lo convocò nella capitale per partecipare alla revisione dei significati dei sutra; morì nella residenza della capitale e l’imperatore Wen lo pianse profondamente. Nota: secondo la stele, il Tempio Qinglian ebbe inizio dal duca Yuan; all’inizio dell’era Taihe dei Tang il maestro Chan Huiyin lo restaurò; nel terzo anno dell’era Taiping Xingguo dei Song gli fu concesso il nome di Monastero Chan Fuyan; nell’era Chongning il maestro Chan Jianluan ampliò ulteriormente il sito del tempio; all’inizio dell’era Dading fu ampliata la sala del Dharma; nell’era Taihe fu portata a termine. Poiché in più di settecento anni dalla fondazione del tempio non vi era stata alcuna memoria, il monaco principale Baoxian chiese al prefetto di Zezhou Yang Tingxiu di comporne la stele. La stele dice: «Negli anni recenti i prefetti di Zezhou Xu Anren, Zijing, e Li Zhonglüe, Jianzhi». Verificando con la Storia dei Jin: la biografia di Xu Anren dice: di nome Zijing, era di Jiaohe nella prefettura di Xianzhou; jinshi del settimo anno dell’era Dading, giunse alla carica di direttore di ufficio del ministero dei Riti con funzioni di correttore di sinistra. Nel quarto anno dell’era Mingchang, quando l’imperatore stava per recarsi al palazzo Jingming, Anren e i suoi colleghi presentarono una rimostranza, e l’imperatore rinunciò alla visita; fu allora nominato prefetto di Zezhou. Dopo due anni nella prefettura, fu trasferito a vice amministratore della prefettura di Henan. Li Zhonglüe, figlio di Yan, commissario militare di Zhaoyi, di nome Jianzhi, jinshi in letteratura del diciannovesimo anno dell’era Dading, da segretario del dipartimento di sinistra passò a vice direttore; poiché un genitore era malato chiese di assisterlo e fu nominato in via speciale prefetto di Zezhou; esentato per il lutto del padre, fu richiamato come direttore di ufficio del ministero delle Entrate. E la biografia di Li Yan dice: nel sesto anno dell’era Mingchang, ritiratosi per vecchiaia, si ammalò, e per editto suo figlio Zhonglüe fu nominato prefetto di Zezhou. La stele fu eretta nel sesto anno dell’era Taihe, perciò dice «anni recenti». La stele fu composta e calligrafata da Yang Tingxiu, prefetto di Zezhou, con insegna in caratteri sigillari di Guo Yu, vice commissario ispettore delle circoscrizioni di Zhongdu, Xijing e altre. La Cronaca della contea di Fengtai: Yang Tingxiu, di nome Demao, era di Huazhou, jinshi dell’era Dading. All’inizio dell’era Taihe, da prefetto di Xianzhou passò a prefetto di Zezhou; la sua amministrazione fu equa, le liti si risolsero e il popolo godette di pace e prosperità. Coltivava inoltre l’arte della parola e si ritirò dalla carica di vice amministratore di Pingliang. La biografia di Guo Yu nella Storia dei Jin: di nome Boyou, era di Zezhou, jinshi del ventiduesimo anno dell’era Dading; giunse alla carica di vice amministratore della prefettura di Zhending, poi fu trasferito a vice commissario ispettore di Zhongdu e Xijing, e promosso a rettore del Collegio dei figli dello Stato. Nel sesto anno dell’era Taihe, nella campagna contro i Song, fu vice commissario pacificatore dello Shandong. Ora la Raccolta delle epigrafi in metallo e pietra della Cronaca generale, ritenendo erroneamente che fosse già stato promosso a rettore del Collegio dei figli dello Stato, considera un problema che sia registrato di nuovo come vice commissario ispettore di Zhongdu. Nota: gli annali fondamentali della Storia dei Jin: la campagna contro i Song cominciò nel quarto e quinto mese del sesto anno dell’era Taihe, e la stele fu eretta nel primo mese di quell’anno: in quel momento Yu non era ancora stato promosso. La cronaca del distretto: il Tempio Qinglian si trova sul monte Xiashi, trentacinque li a sud-est del capoluogo del distretto. La stele dice: «guardando a sud il monte Wang, e giù dall’alto il fiume Dan». Nota: la Cronaca unificata: il monte Jue si trova quaranta li a sud-est della contea di Fengtai; due monti si ergono uno di fronte all’altro come corna a forcina, ed è detto anche monte Jiao. Vi è la Terrazza dell’Incontro con la Luna. Il fiume Dan si trova a est della contea di Fengtai. Lo Commentario al Classico delle acque: il fiume Dan scorre poi verso sud e sfocia nella valle del Dan. La stele è registrata nel «Registro delle stele visitate in tutto l’impero» e nella Raccolta delle epigrafi in metallo e pietra della Cronaca generale.
Qiujian Ji (Raccolta di Qiujian)
至元甲戌夏四月戊午,予以分阅滭、潞州兵,且需后命,乘暇同州尹皇甫琰来游兹山。相与登福严佛阁,置酒小酌。欻林风振响,山雨骤至,烦襟尘思,洒然□醒。少焉,返照入壑,其西南诸峰,云起曳缕,及顶而散,萦纡披拂,殆六铢曹衣,空蒙法身。既暮,群动俱阒,溪流有声,潨浍丹壑,如万马而兵,崩赴敌场。静夜远闻,耿耿忘寐,顾谓皇甫君曰:“此岂非山灵化现,以清雄之状,娱游人之耳目邪?”凡所得唱和诗若于首,因留题禅院壁间,以为它年林下故事。从游者沁水尹太原李汝翼,属吏丘山甫,承直郎、平阳路总管府判官汲郡王恽题,子翁孺侍行。
Nell’anno jiaxu dell’era Zhiyuan, estate, quarto mese, giorno wuwu: dovendo ispezionare separatamente le truppe di Bi e Luzhou e in attesa di ulteriori ordini, approfittai del tempo libero per visitare questo monte insieme al governatore della prefettura Huangfu Yan. Salimmo insieme sul padiglione del Buddha di Fuyan, dove facemmo preparare il vino per un piccolo brindisi. D’un tratto il vento dei boschi si levò fragoroso e la pioggia di montagna giunse improvvisa; l’animo affannato e i pensieri polverosi si rischiararono [lacuna] e si destarono. Poco dopo, il riflesso del sole calante penetrò nella valle, e sulle vette a sud-ovest le nuvole sorgevano trascinando fili e, giunte in cima, si disperdevano, avvolgendo e accarezzando: erano quasi le vesti leggere di sei zhu dei cieli, il corpo del Dharma velato e indistinto. Fattasi sera, ogni movimento si acquietò; il torrente si udiva scrosciare nella valle del Dan, come diecimila cavalli in armi che irrompono verso il campo nemico. Nella quiete della notte lo si udiva da lontano, e desto dimenticai il sonno. Rivolto al signore Huangfu dissi: «Non è forse questo lo spirito del monte che si manifesta, per deliziare occhi e orecchi dei visitatori con il suo aspetto limpido e grandioso?». In tutto, le poesie composte in risposta furono parecchie; le lasciai dunque scritte sulla parete del monastero, perché fossero un ricordo per gli anni futuri fra i boschi. Mi accompagnarono nella visita il magistrato di Qinshui Li Ruyi di Taiyuan e il sottoposto Qiu Shanfu; il gentiluomo per il servizio diretto, giudice amministrativo dell’ufficio del governatore generale della circoscrizione di Pingyang, Wang Yun del distretto di Ji, appose il titolo; il figlio Wengru lo accompagnava nel viaggio.
薰风吹雨不沾衣,马趁清凉入翠微。硖石两楹天斧断,好山四面画屏围。我来胜地清心地,僧说禅机与教机。剩有文章贤判府,徘徊登眺久忘归。斜分一迳下林峦,金碧觚棱紫翠间。群岭秀攒青菡萏,孤峰突出玉湖山。凿开一握乾坤小,占断千年日月閒。浩浩兵尘满河朔,天风吹不到禅关。
Il vento profumato porta la pioggia senza bagnare le vesti; il cavallo approfitta del fresco per inoltrarsi nel verde remoto. Le due colonne del monte Xiashi, spezzate dall’ascia del cielo; i bei monti da quattro lati, racchiusi come paraventi dipinti. Io vengo in questo luogo superiore a purificare il cuore; il monaco espone il principio del Chan e il principio della dottrina. Resta ancora il letterato, l’egregio giudice amministrativo, che indugia nell’ascesa e nella contemplazione, a lungo dimentico del ritorno. Obliquo si divide un sentiero scendendo per boschi e vette; oro e azzurro, guglie angolari fra porpora e smeraldo. Le schiere dei monti si raccolgono splendide come boccioli di loto azzurri; la vetta solitaria emerge come la montagna di giada del lago. Scavato in un pugno, il cosmo si fa piccolo; occupato per mille anni, sole e luna trovano quiete. Vasta, la polvere della guerra riempie il nord del fiume; il vento del cielo non giunge a soffiare fino alla porta del Chan.
Qingliansi Fuyanyuan Chongxiu Fazang Ji (Memoria del restauro del deposito del Dharma del cortile Fuyan del Tempio Qinglian)
𮑮泽郡之硖石,太行之名山也,其佳丽匪佗山可等曩有明。师远公择是而处焉。福严精舍,权舆于此也。考之他碑,迄今八百余载矣。中间先后缔构,王宫梵刹,曰堂、曰殿,曰室、曰洞,宏敞相接,惟有所谓法藏者,置大藏经之阁也。历世代之绵远,缘风雨之摧剥,以致梁楹腐朽,栋宇挠折,将恐有就毁之患焉。元统乙亥,讲经律论弘义大师住持讲主秀公,一旦欲补葺而更新之,僧众复从而乐翼之。于是度费计工,募材召匠,竞趋其役,而无一倦焉耳。檀越闻之者,争施其财,经始于是年之春,比迨夏而告成焉。腐朽者于是乎鲜,挠折者于是乎平,其功倍于前,其固愈于旧。峻檐危楹,轮焉奂焉。琉璃脊光夺日月,金碧吻势踊蛟龙,上凌苍穹,下瞰丹水,旁顾峰峦,巍峨然峥嵘于霄壤之间,其雄哉!兹所以壮佛宫而竦人之瞻敬也。僧通口独捐巳财,造方匣几七百个,盛圣经余五千卷,其严整也,无风雨之损,其致密也,无虫鼠之伤,尊佛敬法之恳到,于斯尤见焉。爰当换易梁楹栋宇之初,下则众木相衔,上有万钧之重,难矣哉!然一动之若泰山之安,举之如鸿毛之易,无纤毫之失,其故何哉?或者谓匠氏智巧技艺之能也。殊不知秀公贞如之德,僧众不二之诚,与夫恭勤精修之所感,自有不期然而然者矣。越明年,有僧善裕、通遇踵门求文以为记。仆辞曰:予朴鄙不敏,而所谓文者,未之学也。僧曰:岂冀为华藻而衒于人哉?特纪其工役岁月之实,刻诸完青,俾后之嗣功者,有以知识之。故书。大元至元二年岁舍柔兆困敦清和望日,功缘主沙门僧通口立石。
Il monte Xiashi della prefettura di Ze è un monte celebre dei Taihang; la sua graziosa bellezza non ha eguali fra gli altri monti, come fu noto in antico. Il maestro, il duca Yuan, scelse questo luogo per dimorarvi; il monastero Fuyan ebbe qui il suo inizio. Esaminando altre stele, da allora a oggi sono più di ottocento anni. In questo lasso, nelle successive costruzioni di palazzi regali e santuari buddhisti — sale, sale maggiori, camere e grotte — ampi e spaziosi si susseguirono; soltanto il cosiddetto deposito del Dharma è il padiglione che custodisce il Grande Canone. Attraversando la lontananza delle generazioni, per il logorio di vento e pioggia, finì con travi e colonne marce e il telaio piegato e spezzato, tanto da temere che andasse incontro a rovina. Nell’anno yihai dell’era Yuantong, il gran maestro Hongyi, predicatore di sutra, vinaya e trattati, abate e direttore delle lezioni, il duca Xiu, un giorno volle ripararlo e rinnovarlo, e la comunità dei monaci lo seguì lietamente aiutandolo. Calcolate allora le spese e valutata la manodopera, raccolsero materiali e chiamarono artigiani, accorrendo a gara ai lavori senza che nessuno si stancasse. I benefattori che ne udirono parlare gareggiarono nell’offrire i propri beni. I lavori iniziarono nella primavera di quell’anno e, giunti all’estate, furono dichiarati compiuti. Ciò che era marcio a quel punto risultò nuovo, ciò che era piegato a quel punto risultò raddrizzato; l’opera fu doppia rispetto a prima, la solidità superiore all’antico. Alte gronde e colonne svettanti, magnifiche e splendenti. Le creste di maiolica smaltata rubano luce a sole e luna, i fregi dorati e azzurri dei doccioni si slanciano come draghi; in alto sovrasta il firmamento azzurro, in basso guarda il fiume Dan e ai lati contempla vette e picchi, maestoso e torreggiante fra cielo e terra: quanta grandiosità! Ecco perché rende imponente il palazzo del Buddha e suscita lo sguardo reverente degli uomini. Il monaco Tong[lacuna], da solo, donò i propri beni per costruire quasi settecento cassette quadrate, nelle quali furono raccolti gli oltre cinquemila volumi dei sutra sacri: così ben ordinati da non subire danno da vento e pioggia, così ben serrati da non subire offesa da insetti e roditori; la premura nel venerare il Buddha e rispettare il Dharma qui si vide in modo particolare. E al momento della sostituzione di travi, colonne e telaio, in basso gli elementi lignei si incastravano l’uno all’altro e in alto gravava un peso di diecimila jun: quanto arduo! Eppure, nel muoverlo fu stabile come il monte Tai, nel sollevarlo leggero come una piuma, senza la minima perdita: qual è la ragione? Alcuni dicono che fu l’abilità e la perizia tecnica degli artigiani; non sanno invece che fu la virtù retta e costante del duca Xiu, la devozione unanime della comunità dei monaci e l’ispirazione della loro pratica rispettosa e diligente: vi è certamente ciò che avviene senza che lo si attenda. L’anno seguente, i monaci Shanyu e Tongyu bussarono alla mia porta chiedendomi un testo per farne memoria. Io declinai dicendo: «Sono rozzo e poco intelligente, e di ciò che si chiama letteratura non ho mai fatto studio». I monaci dissero: «Come potremmo sperare in fiori retorici da mostrare agli uomini? Si tratta solo di registrare i fatti veri dei lavori, degli anni e dei mesi, incidendoli sulla pietra verde compatta, perché i successori dell’opera abbiano modo di conoscerli e riconoscerli». Perciò scrissi. Grande Yuan, secondo anno dell’era Zhiyuan, anno rouzhao-kundun, giorno di luna piena del mese qinghe: eretta dal monaco responsabile delle offerte per l’opera, shramana Tong[lacuna].
Shanxi Tongzhi (Cronaca generale dello Shanxi)
泽州青莲寺 在州之东南三十里砍石山上。北齐时建,在宋名福严寺。西有掷笔台,下有嵌。
Il Tempio Qinglian di Zezhou: si trova sul monte Kanshi [come nel testo], trenta li a sud-est della prefettura. Fu costruito al tempo dei Qi settentrionali; sotto i Song era chiamato tempio Fuyan. A ovest vi è la Terrazza del Lancio del Pennello, sotto vi è una roccia incassata.
Zezhou Fu Zhi (Cronaca della prefettura di Zezhou)
峡石山县东南三十五里。两石对峙若门,丹水湍奔其下,上有青莲寺。有嵌崖,袤文余,广倍之,暴雨骤发,中罅如雷鸣。西有掷笔台,相传慧远注涅盘经成,掷其笔日:若疏义契理,笔当驻空。已而果然。
Il monte Xiashi, trentacinque li a sud-est del distretto. Due rocce si fronteggiano come una porta, e il fiume Dan scorre impetuoso ai loro piedi; sopra vi è il Tempio Qinglian. Vi è una rupe incassata, lunga più di uno zhang e larga il doppio; quando le piogge improvvise si scatenano, nella fessura è come un rombo di tuono. A ovest vi è la Terrazza del Lancio del Pennello: secondo la tradizione, Huiyuan, completata l’annotazione del Sutra del Nirvana, gettò il pennello dicendo: «Se il significato del commentario corrisponde al principio, il pennello dovrà fermarsi nel cielo». E così avvenne.
珏山县东南四十里。两山玉立,若了角然,故又曰角山。中秋月涌正中,适当其缺,玉台明镜,光景绝奇。上有款月台。山顶建真武庙。
Il monte Jue, quaranta li a sud-est del distretto. Due monti si ergono come giada, simili a corna a forcina, perciò è detto anche monte Jiao. A metà autunno la luna sorge esattamente al centro, proprio nell’apertura fra i due; terrazza di giada e specchio limpido: la scena luminosa è assolutamente mirabile. In cima vi è la Terrazza dell’Incontro con la Luna. Sulla vetta è costruito il tempio di Zhenwu.
藏阴寺青莲东五里,北齐僧昙始建。寺西即丹谷。
Il tempio Cangyin, cinque li a est del Qinglian, fu costruito dal monaco Tanshi dei Qi settentrionali. A ovest del tempio vi è la valle del Dan.
青莲寺在城东南三十五里峡石山。北齐建。宋赐名福岩院。峭壁如环堵,壁之上乱峰向背,草树丛翠,丹水湍奔。屏障横列,水墨粲然,即青莲上方也。寺西有掷笔台,北周僧远公注涅盘经成,掷笔处。院藏经七百函,合五千卷。
Il Tempio Qinglian si trova sul monte Xiashi, trentacinque li a sud-est della città. Fu costruito dai Qi settentrionali. Sotto i Song gli fu concesso il nome di cortile Fuyan. Pareti scoscese come mura circolari; sopra le pareti, vette sparse si volgono e si voltano, erbe e alberi in fitti verdi, il fiume Dan scorre impetuoso. Paraventi disposti in fila, un dipinto a inchiostro in piena luce: questo è il padiglione superiore del Qinglian. A ovest del tempio vi è la Terrazza del Lancio del Pennello, il luogo dove il monaco Yuan degli Zhou settentrionali, completata l’annotazione del Sutra del Nirvana, gettò il pennello. Il cortile custodisce una collezione di settecento casse di sutra, per un totale di cinquemila volumi.
郡东南青莲寺,寺左掷笔台,相传晋慧远禅师建刹,著涅盘经成,掷笔驻空,得名。是说也,余尝疑之。按莲社高贤传,法师姓贾氏,雁门楼烦人。幼好学,欲渡江从学范宁,有志不遂。时沙门道安建刹太行,闻安师请般若经,顿然开悟,遂与母弟慧持投簪,受业于晋武帝太元六年,至浔阳,见庐山闲旷,乃立精舍于一峰,制涅盘疏,因名掷笔峰。是远公结社于东林者为是,未尝建利于太行也。岂法师随安师听经,后遂讹为建刹欤?又考青莲寺有唐太和七年碑碣云:周有惠远法师晋城霍秀人,制涅盘疏,掷笔升空,精义入神,以验其吉。台之名由是始。按霍秀村在泽州城东南,去寺不远。再考青莲寺下院净影寺,明万历元年,郡人孟颜重修碑记云:隋开皇年间,高侩远公,俗姓李氏,卓锡千此,春秋七十卒。本寺所云隋开皇间,正与前碑北周时人语合,其非东林之慧远明矣。况著涅盘疏,掷笔腾空一事,在莲社已属幻妄,后人因其名偶同,又从而附会之。古迹之传讹类如此,不可不辩。
Il Tempio Qinglian a sud-est della prefettura: alla sinistra del tempio vi è la Terrazza del Lancio del Pennello; secondo la tradizione, il maestro Chan Huiyuan dei Jin vi fondò un monastero e, completato il commentario al Sutra del Nirvana, gettò il pennello che si fermò nel cielo: da ciò il nome. Di questa storia io ho sempre dubitato. Secondo la «Biografia degli eminenti degni della Società del Loto», il maestro era della famiglia Jia, di Loufan nella prefettura di Yanmen. In gioventù amava lo studio e voleva attraversare il fiume per seguire gli studi con Fan Ning, ma il suo proposito non si realizzò. In quel tempo lo shramana Dao’an fondò un monastero sui monti Taihang; udendo che il maestro An esponeva il Sutra della Saggezza, ebbe un’improvvisa illuminazione e, insieme al fratello uterino Huichi, gettò via il fermaglio dei capelli, ricevendo gli insegnamenti nel sesto anno dell’era Taiyuan dell’imperatore Wu dei Jin [come nel testo]; giunto a Xunyang, vedendo il monte Lu quieto e spazioso, eresse un monastero su una vetta e compose il commentario al Nirvana, perciò la vetta fu chiamata vetta del Lancio del Pennello. Dunque è questo il duca Yuan che formò la società nel tempio Donglin, e non fondò mai un monastero sui monti Taihang. Forse che il maestro, avendo seguito il maestro An per ascoltare i sutra, poi per errore si disse che avesse fondato un monastero? Inoltre, esaminando la stele del settimo anno dell’era Taihe dei Tang presso il Tempio Qinglian, essa dice: sotto gli Zhou vi fu il maestro Huiyuan, di Huoxiu a Jincheng, che compose il commentario al Nirvana e gettò il pennello in alto nel cielo; la sua essenza, penetrata nel divino, ne verificò il buon auspicio: il nome della terrazza ebbe inizio da questo. Verificando: il borgo Huoxiu si trova a sud-est della città di Zezhou, non lontano dal tempio. Esaminando inoltre: il tempio Jingying, cortile inferiore del Tempio Qinglian, nella stele del restauro redatta dal concittadino Meng Yan nel primo anno dell’era Wanli dei Ming, dice: negli anni dell’era Kaihuang dei Sui, il sommo monaco, il duca Yuan, di cognome laico Li, piantò qui il bastone e morì all’età di settant’anni. Quanto dice questo tempio, «nell’era Kaihuang dei Sui», concorda esattamente con la stele precedente che lo colloca al tempo degli Zhou settentrionali: è evidente che non si tratta dell’Huiyuan del Donglin. A maggior ragione, l’episodio della composizione del commentario al Nirvana e del pennello gettato che si librò nel cielo appartiene già al regno dell’illusorio presso la società del Loto; gli uomini venuti dopo, poiché i nomi erano per caso identici, vi aggiunsero ulteriori sovrapposizioni. La trasmissione erronea delle antiche vestigia è per lo più così: non si può non fare chiarezza.
Jinshi Wen Bawei (Colofoni alle epigrafi in metallo e pietra)
许古题名右许古题名四行,行书。文云:承安五年闰月廿五日,同张君玉、吴寿夫来游,遂与寂公无二。登凤皇山,周览青莲之胜。钧幕河间许古道真题。在泽州青莲寺石柱之侧。青莲祠横石古刹,石柱周遭,宋金人题刻殆徧,予惟得其一尔。钧幕者,钧州幕职,古登第后尝为之,而金史本传失书姚。半塘云:古父安仁,于明昌中尝守泽州。张君玉、吴寿夫疑即进士张天祐、吴芝之字,皆其父所与游者。寂公谓僧宝寂也。
Il titolo di Xu Gu. A destra [del testo trascritto]: il titolo di Xu Gu, in quattro righe, in scrittura corrente. Il testo dice: quinto anno dell’era Cheng’an, mese intercalare, venticinquesimo giorno: insieme a Zhang Junyu e Wu Shoufu venni in visita, e così con il monaco Ji, senza essercelo proposto, salimmo sul monte Fenghuang, ammirando tutt’intorno le bellezze del Qinglian. Xu Gu, di nome Daozhen, di Hejian, del seguito di Jun, appose il titolo. Si trova accanto a una colonna di pietra del Tempio Qinglian di Zezhou. Nel santuario Qinglian, antico monastero con la lastra di pietra orizzontale, tutt’intorno alle colonne di pietra le incisioni lasciate da uomini dei Song e dei Jin sono quasi ovunque; io ne ho ottenuta una sola. «Seguito di Jun» indica un incarico di seguito nella prefettura di Junzhou, che Gu ricoprì dopo aver ottenuto il titolo, e che la sua biografia nella Storia dei Jin omette di registrare. Yao Bantang dice: il padre di Gu, Anren, durante l’era Mingchang fu prefetto di Zezhou. Zhang Junyu e Wu Shoufu sono presumibilmente i nomi di cortesia dei jinshi Zhang Tianyou e Wu Zhi, entrambi amici che suo padre frequentava. Il monaco Ji è il monaco Baoji.
硖石山福严禅院记右硖石山福严禅院记,奉政大夫、中都、西京等路按察副使郭俣篆额,奉政大夫、泽州刺史兼军州事杨庭秀撰并书。凡碑刻篆额人,例在撰书者之次。俣官阶与庭秀相埒,且系部民,乃列于庭秀前者。记为庭秀自书,谦不欲先人也。记云:近年泽守许安仁子静、李仲略、简之,皆一时文士。许、李二人,金史皆有传,而庭秀亦有诗名,书法方整,规𬂠颜鲁公,足徵金时泽守之得人也。记又云:承光二年,周武帝集沙门于殿庭,宣废佛教。按承光,齐幼主年号,纪元甫一年,而为周所灭,承光无二年也。齐灭而地入于周,当以周建德纪年,不当更称承光矣。史载周武帝建德三年,初断佛、道二教,沙门道士并令还俗。其时寺在齐境,无由禁断。及灭齐之后,甫逾年而武帝即世,此禁遂弛,故僧寺佛像之在齐境者皆得不毁。而缁流好事者以为远公之力,殊未足信也。
Memoria del Monastero Chan Fuyan del monte Xiashi. A destra [del testo trascritto]: la «Memoria del Monastero Chan Fuyan del monte Xiashi», con insegna in caratteri sigillari di Guo Yu, gran consigliere per l’amministrazione e vice commissario ispettore delle circoscrizioni di Zhongdu, Xijing e altre, composta e calligrafata da Yang Tingxiu, gran consigliere per l’amministrazione, prefetto di Zezhou e amministratore degli affari militari e provinciali. Per regola, chi appone l’insegna sigillare di una stele è elencato dopo chi compone e calligrafa. Il grado di carica di Yu era pari a quello di Tingxiu, ed era inoltre un suddito del suo distretto; che sia elencato prima di Tingxiu si spiega perché la memoria fu calligrafata da Tingxiu stesso, che per modestia non volle precedere gli altri. La memoria dice: «Negli anni recenti i prefetti di Zezhou Xu Anren Zijing e Li Zhonglüe Jianzhi sono stati entrambi letterati della loro epoca». Xu e Li hanno entrambi una biografia nella Storia dei Jin, e anche Tingxiu era famoso per la poesia; la sua calligrafia, squadrata e ordinata, segue le regole di Yan Zhenqing: prova sufficiente che al tempo dei Jin i prefetti di Zezhou erano uomini ben scelti. La memoria dice inoltre: «Nel secondo anno dell’era Chengguang, l’imperatore Wu degli Zhou radunò gli shramana nella corte del palazzo, proclamando l’abolizione della dottrina buddhista». Nota: Chengguang è il titolo dell’era del giovane sovrano dei Qi, durata un solo anno prima che il regno fosse annientato dagli Zhou: non esiste un secondo anno di Chengguang. Quando i Qi furono annientati e la terra passò agli Zhou, si sarebbe dovuto contare gli anni con l’era Jiande degli Zhou, non più con Chengguang. La storia registra che nel terzo anno dell’era Jiande l’imperatore Wu degli Zhou proscrisse per la prima volta le due dottrine del Buddha e del Dao, ordinando a shramana e taoisti di tornare tutti alla vita laicale. In quel tempo il tempio si trovava in territorio Qi, e non vi era modo di applicarvi il divieto. Dopo l’annientamento dei Qi, appena un anno dopo l’imperatore Wu morì, e il divieto si allentò; perciò i templi e le immagini del Buddha in territorio Qi poterono tutti sfuggire alla distruzione. Che i monaci amanti delle leggende lo attribuiscano al merito del duca Yuan non è degno di fede.
Huanyu Fangbei Lu (Registro delle stele visitate in tutto l’impero)
青莲寺碑,僧道振撰,司徒映正书,太和七年十月,山西凤台。
Stele del Tempio Qinglian, composta dal monaco Daozhen, in scrittura regolare di Situ Ying, decimo mese del settimo anno dell’era Taihe, Fengtai, Shanxi.
福严院牒,正书,太平兴国三年五月,山西凤台。
Rescritto del cortile Fuyan, in scrittura regolare, quinto mese del terzo anno dell’era Taiping Xingguo, Fengtai, Shanxi.
Bu Huanyu Fangbei Lu (Supplemento al Registro delle stele visitate in tutto l’impero)
硖石寺法华会记,正书,太和七年,山西凤台。
Memoria dell’associazione del Sutra del Loto del Tempio Xiashi, in scrittura regolare, settimo anno dell’era Taihe, Fengtai, Shanxi.
Fotografie
1962
Nel 1962, lo storico dell’architettura Zhang Yuhuan fu inviato dalla sezione di storia dell’architettura dell’Accademia cinese delle scienze dell’architettura in una ricognizione dell’architettura antica dello Shanxi sud-orientale; a quel tempo il Tempio Qinglian apparteneva al villaggio Sinan della contea di Jincheng. I risultati della ricognizione furono raccolti in 《上党古建筑》 (Architettura antica dello Shangdang; prima edizione presso la Casa editrice scientifica di Pechino; qui la seconda edizione della Tianjin University Press del 2009). Il libro raccoglie fotografie della sala centrale del cortile superiore, delle sculture Tang del cortile inferiore e della pagoda di pietra Huifeng. Secondo le conoscenze dell’epoca, il libro registra la sala centrale come costruzione Tang; la sala centrale è la sala di Shakyamuni del tempio superiore, oggi datata all’epoca Song sulla base dell’iscrizione di donazione della colonna del quarto anno dell’era Yuanyou dei Song settentrionali all’interno della sala.
Riferimenti
- Zhang Yuhuan, 《上党古建筑》 (Architettura antica dello Shangdang), seconda edizione, Tianjin University Press, 2009 (prima edizione: Casa editrice scientifica di Pechino, 1962); risultati della ricognizione dell’architettura antica dello Shanxi sud-orientale del 1962, raccoglie cinque fotografie della sala centrale del Tempio Qinglian, delle sculture Tang e della pagoda di pietra Huifeng.
- Li Huizhi e Gao Tian, 《山西晋城青莲寺史考》 (Studio storico sul Tempio Qinglian di Jincheng, Shanxi), 《文物世界》 (Mondo dei beni culturali), n. 1 del 2003; documenta i resti della sala posteriore del cortile superiore e il ripristino del 1994.
- Du Zhengzhen, 《地方传统的建构与文化转向——以宋金元时期的山西泽州为中心》 (La costruzione della tradizione locale e il cambiamento culturale: incentrato su Zezhou nello Shanxi in epoca Song, Jin e Yuan), 《历史人类学学刊》 (Rivista di antropologia storica), vol. 4, n. 1, 2006, pp. 31–32; riporta il numero dei membri dell’associazione del Sutra del Loto di epoca Tang e le imposte invernali e primaverili del monastero.
- 《档案中的山西古建筑:晋城青莲寺建筑》 (L’architettura antica dello Shanxi negli archivi: gli edifici del Tempio Qinglian di Jincheng), ripubblicato da Jincheng Tong nel 2022; documenta la dispersione della collezione di sutra del Tempio Qinglian, i lavori di protezione delle sponde del 1984 e gli edifici esistenti.
- Museo d’arte dell’architettura antica del Tempio Qinglian: Introduzione al Tempio Qinglian, Centro di ricerca per la protezione dei beni culturali della città di Jincheng; documenta lo stato attuale del monastero e le sculture policrome Tang.
- Museo di Jincheng: Apprezzamento dei beni culturali annessi al Tempio Qinglian; registra le epigrafi sulla ricostruzione delle gallerie est e ovest durante l’era Kangxi dei Qing e sul restauro del cortile inferiore nell’undicesimo anno dell’era Qianlong.
- 《千年古刹青莲寺》 (Il Tempio Qinglian, antico monastero millenario), Governo popolare della città di Jincheng (Jincheng News), settembre 2026.
- Voce «Tempio Qinglian» di Wikipedia (raccolta di fonti moderne e contemporanee su edifici esistenti, sculture policrome e storia dei restauri, con riferimenti al Museo di Jincheng e altre fonti).