HERITAGE RECORD

Pagoda Wanbu Huayanjing

La Pagoda Wanbu Huayanjing, popolarmente detta Pagoda Bianca, è una pagoda Liao in mattoni, ottagonale e di sette piani in stile padiglione, che sorge nell'angolo nord-occidentale dell'antica città di Fengzhou a Hohhot, nella Mongolia Interna. Nelle poesie degli Yuan il tempio con la pagoda, le torri sulle mura e i carri erano ancora là; quando in epoca Qing vi giunse Qian Liangze, vide soltanto una città deserta dalle fondamenta diroccate e la pagoda che «si ergeva alta a metà del cielo». Dopo la scomparsa delle mura e del monastero, la Pagoda Bianca resta solitaria nei campi, e le iscrizioni di epoca Jin, Yuan e Ming al suo interno conservano i nomi e gli itinerari di quanti passavano per Fengzhou.

Periodi
Dinastia Liao
Regioni
Mongolia Interna
LOCATION
Hohhot, Regione autonoma della Mongolia Interna
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Introduzione

La Pagoda Wanbu Huayanjing fu eretta nell’angolo nord-occidentale della città di Fengzhou di epoca Liao, come pagoda per la conservazione dei sutra di un monastero buddhista. Costruita in mattoni, con pianta ottagonale e sette piani, poggia su una base in pietra che sostiene grandi petali di loto; sulle pareti esterne del primo piano sono plasmate figure di bodhisattva e re celesti, e sulle lesene angolari si avvolgono draghi; l’architrave di pietra sul lato sud reca in caratteri sigillari l’iscrizione «Wanbu Huayanjing Ta», la Pagoda dei diecimila volumi del Sutra Huayan (Avataṃsaka). I piani sono collegati l’uno all’altro da scale ricavate nello spessore delle pareti, e chi sale può giungere fino al settimo piano.

Nel secondo anno dell’era Dading dei Jin (1162), questa pagoda Liao fu restaurata per ordine imperiale. I lavori furono diretti dalle autorità e finanziati insieme dalla popolazione dentro e fuori le mura; i nomi dei donatori furono incisi sulle stele di pietra all’interno della pagoda, insieme ai toponimi dei quattro rioni — sud-est, nord-est, sud-ovest e nord-ovest — e dei vicoli del mercato dei buoi, dei tintori e dei lattai.

All’inizio degli Yuan, lo statista e poeta Liu Bingzhong, a lungo consigliere di Kublai Khan, passò per Fengzhou e descrisse la pagoda del monastero e le torri sulle mura che si fronteggiavano, e le vie affollate di carri e di cavalli. Più tardi, coloro che salivano sulla pagoda lasciarono sulle pareti interne i propri nomi, i luoghi d’origine, le cariche, gli itinerari e dei versi: vi è Fan Dian, giunto dall’esercito di Zhenrong; il monaco Huishan del monastero Renwang del regno degli Xia occidentali; Wang Ying, funzionario di Fengzhou; e Duan Qing, un letterato dello Shanxi che sotto i Ming, durante le guerre, fu condotto oltre il confine settentrionale.

Alcuni secoli più tardi Qian Liangze giunse a Fengzhou: le fondamenta della città erano ormai in rovina, ma la Pagoda Bianca ancora «si ergeva alta a metà del cielo». Egli entrò nella pagoda, lesse alla luce del fuoco le stele incassate nelle pareti del primo piano, poi salì per le scale e trascrisse una a una le iscrizioni lasciate dall’epoca Jin e Yuan in poi. La Fengzhou descritta da Qian Liangze non aveva più il monastero, le torri sulle mura e i carri che Liu Bingzhong aveva visto; eppure le scritte all’interno della pagoda conservano ancora i nomi e gli itinerari della Fengzhou di un tempo.

Tra il 1938 e il 1939, nelle fotografie la Pagoda Bianca si erge ormai solitaria in mezzo ai campi, con la sommità mutila e ai piedi solo basse rovine. La città di Fengzhou non ha lasciato alcuna torre intatta sulle mura, il monastero buddhista non ha lasciato alcuna sala: solo questa pagoda è ancora qui. Le iscrizioni stratificatesi al suo interno, piano dopo piano, e le stele incassate nelle pareti fanno sì che della città e del tempio, scomparsi da tempo, resti ancora una traccia da seguire.

Documenti storici

Cangchun Shiji (Poesie raccolte di Cangchun)

平生清兴在林泉,世路谁教也著鞭。马上青山长万里,镜中华发已三年。又经黑水还沙漠,才自鸟蛮出瘴烟。盖世功名正低首,西风秋树一声蝉。

Tutta la vita il mio puro diletto è stato tra boschi e sorgenti; sulla via del mondo, chi me lo fa fare di spronare il cavallo? A cavallo, i monti verdi si distendono per diecimila li; nello specchio, i capelli striati di bianco sono già tre anni. Di nuovo ho attraversato le Acque Nere tornando nel deserto, appena uscito dalle brume pestilenziali delle terre dei Man. Una fama che sovrastava il mondo ora piega il capo; nel vento dell’ovest, tra gli alberi d’autunno, il grido di una cicala.

边山弥弥水西流,夹路离离禾黍稠。出塞入塞动千里,去年今年经两秋。晴空高显寺中塔,晓日半明城上楼。车马骈阗尘不断,吟鞭斜袅过丰州。

I monti di frontiera si stendono immensi, le acque scorrono verso occidente; ai due lati della via, folte e rigogliose, le messi di miglio e panico. Uscire dal confine e rientrarvi, ogni volta mille li; tra l’anno scorso e quest’anno ho attraversato due autunni. Nel cielo sereno si mostra alta la pagoda del monastero; il sole del mattino illumina a metà la torre sulle mura. Carri e cavalli si accalcano, la polvere non si interrompe; agitando piano la frusta e declamando versi, oltrepasso Fengzhou.

《藏春诗集》 (Poesie raccolte di Cangchun), vol. 3, «Due poesie sul passaggio da Fengzhou»; composto da Liu Bingzhong degli Yuan

Zeguzhai Chongchao (Nuova trascrizione dello studio Zegu)

十七日戊子,凉爽如深秋。平明起行,马首向北一望,地皆平坡,沃饶,颇多种麦者,不知其何时收𮒗也。行五十余里,复见空城,基址颓坏,甚于昨所经者。其大相彷。浮屠一座,高矗天半,六角七级,纯砗砌成,不用木石,外向写作菩萨天王,面面拱立,承以莲花,花办外撑数尺,因以为檐。刻划玲珑,生动如真,全未剥落,但丹圣漫漶尔。南篆书,颜额曰万部华严经塔。每级高三丈许,阶梯而登。首级有石碑八座,陷入壁间,暗不可读,吹火照之,字体颇丁,开列男妇数千百人姓名,别无只字。志铭中有忠勇校尉某、汉儿都目某、女直都目某、通事某种种名色,姓名类多中华氏族,其女直姓名者十之一尔。傍及妇人,或称妻某,或称娘子某氏,或称某娘娘,俚俗可笑,颇似村氓所为。其一碑署曰万部华严经塔。看经人数𫄙首比邱福州惠仁发宏誓言:如有情数经,为看毗卢海印定光寒,愿眼恒无缺陷诸苦恼。大地众生,俱如普贤行满。此外绝无纪载可考。彼地相传,旧有石碑,备书修建始末,以金银镂错其额,为窃盗者取去。盖传闻失据久矣。上六级稍明,启二牖以纳曰光,其间或东西向,或南北向,层层相间。绝顶第七级,中空如庭,中间无物。

Diciassettesimo giorno, wuzi: fresco come in pieno autunno. All’alba ci mettemmo in cammino; con i cavalli rivolti a nord, per quanto lo sguardo poteva spingersi, il terreno era tutto dolci pendii, fertile e ricco, con molti campi di grano: non so quando lo mietano. Dopo oltre cinquanta li vedemmo di nuovo una città deserta, con le fondamenta diroccate ancora più di quella attraversata il giorno prima; l’aspetto complessivo era molto simile. Una pagoda si ergeva alta a metà del cielo, esagonale e di sette piani, costruita interamente in mattoni, senza legno né pietra; rivolte verso l’esterno erano modellate figure di bodhisattva e re celesti, in piedi reverenti su ogni faccia, sorrette da fiori di loto i cui petali sporgevano di parecchi piedi, e di essi si faceva uso come di gronde. Le sculture erano fini e squisite, vivaci come vere, per nulla scrostate; solo i pigmenti rossi e bianchi si erano sbiaditi. Sul lato sud, in caratteri sigillari, la targa recita: Wanbu Huayanjing Ta. Ogni piano è alto circa tre zhang; si sale per gradini. Al primo piano vi sono otto stele di pietra, incassate nelle pareti; troppo buie per essere lette, soffiai sulla fiamma per illuminarle. I caratteri erano assai nitidi: elencavano i nomi di diverse migliaia di uomini e donne, senza una sola altra parola. Tra i titoli e i nomi figuravano un certo capitano della Lealtà e del Coraggio, un certo capo-cancelleria degli Han’er, un certo capo-cancelleria dei Jürchen, un certo interprete, e varie qualifiche del genere; i nomi erano per lo più di casate cinesi, e quelli con nomi jürchen erano uno su dieci. Quanto poi alle donne, alcune erano dette «moglie del tale», altre «signora del tal casato», altre «madonna tal dei tali»: modi rozzi e ridicoli, molto simili all’opera di gente di villaggio. Una delle stele era intestata Wanbu Huayanjing Ta. Il lettore dei sutra e capo, il bhikṣu Huiren di Fuzhou, pronunciò il grande voto: se gli esseri senzienti reciteranno i sutra e contempleranno Vairocana, il sigillo dell’oceano e la luce di concentrazione pura e fredda, possano gli occhi restare sempre senza difetto e senza afflizioni; e possano tutti gli esseri della grande terra, come Samantabhadra, portare a pieno compimento la condotta. Oltre a ciò non vi è assolutamente alcuna testimonianza verificabile. Secondo la tradizione del luogo, in passato vi era una stele che registrava compiutamente la vicenda della costruzione, con l’intestazione intarsiata e cesellata in oro e argento, ma fu portata via da ladri: evidentemente è da tempo che le voci tramandate hanno perduto ogni fondamento. I sei piani superiori sono un poco più luminosi: si aprono due finestre per accogliere la luce del sole, talora orientate a est e a ovest, talora a nord e a sud, alternate piano dopo piano. Al vertice, il settimo piano è cavo al centro come una corte, senza nulla all’interno.

东首壁端大书曰:大金大定二年,奉敕重修。不言其自何代始。以此推之,疑其创于元魏高宗以后。壁间题署

Sulla parete a est, all’estremità, era scritto a grandi caratteri: «Secondo anno dell’era Dading del Grande Jin: restaurata per ordine imperiale». Non dice da quale epoca abbia avuto inizio. A giudicare da ciò, sospetto che sia stata fondata dopo l’imperatore Gaozong dei Wei settentrionali. Le iscrizioni sulle pareti

甚多,大抵皆金元人遗笔,多有墨迹如新,而语皆粗鄙。重传其真,不敢妄易一字,备录于后。塔内都无佛像,亦无鸟雀,窠巢间有鸳鸯飞集干下。地多蝎子草,似麻而短,手误触之,痛楚不可耐,无异被螫于真蝎也。饭于塔下,野田中,有蒙古人献茶及熟黍米各一盂,跪拜甚恭,酬以肉炙,彼即跪食其李,尽,怀其余脔于衣絮中,叩首作礼,颂谢而去,不辨其为何等语也。整辔而行,又阅二十余里,屯于归化城之东南,可十五里水旁。途次土室颇多,是晚大风陡作,不久旋止。

sono assai numerose, in gran parte tracce lasciate da persone di epoca Jin e Yuan; molte hanno l’inchiostro come fresco, ma le parole sono tutte rozze e volgari. Per tramandarle nella loro autenticità, non oso cambiare avventatamente nemmeno un carattere, e le trascrivo per intero qui di seguito. Dentro la pagoda non vi sono immagini del Buddha, né uccelli; tra i nidi vi erano anatre mandarine che volavano a posarsi sotto i tronchi. Il terreno abbonda di «erba scorpione», simile alla canapa ma più bassa: se per errore la si sfiora con la mano, il dolore è insopportabile, non diverso dall’essere punti da uno scorpione vero. Pranzammo ai piedi della pagoda, nei campi; un mongolo ci offrì una ciotola di tè e una di miglio cotto, inginocchiandosi con grande deferenza. Lo ricambiammo con carne arrostita; egli la mangiò subito in ginocchio, la finì, ripose i bocconi avanzati nella fodera dell’abito, batté la fronte a terra in segno di saluto, ringraziò con lodi e se ne andò: non si capiva che lingua parlasse. Riordinati i finimenti, ripartimmo; dopo altri venti li e più ci accampammo a sud-est della città di Guihua, presso un corso d’acqua, a circa quindici li. Lungo la via si vedevano molte abitazioni di terra; quella sera si levò d’improvviso un gran vento, che dopo poco si placò.

《泽古斋重钞》 (Nuova trascrizione dello studio Zegu), vol. 192, che riporta il 《出塞纪略》 (Breve resoconto del viaggio oltre la frontiera); composto da Qian Liangze dei Qing, curato da Chen Huang

附录:华严塔题名:

Appendice: iscrizioni di nomi sulla pagoda Huayan:

总管府判石仲玉,至元二十年八月初一日来游于此。今人同古人,残月如新月。至正十年正月二十二日,刘拱同重川二妇人同姐闸姐题。天堂路大德二年五月初九日书。钦差戴聪明,四川江安县人,元统二年四月初八日来登。

Shi Zhongyu, assistente amministrativo del governo generale, venne qui in visita il primo giorno dell’ottavo mese del ventesimo anno dell’era Zhiyuan. Gli uomini d’oggi sono come gli uomini del passato; la luna calante è come la luna nuova. Ventiduesimo giorno del primo mese del decimo anno dell’era Zhizheng: iscrizione di Liu Gong insieme a due donne di Chongchuan, Tongjie e Zhajie. Scritto da Tiantang Lu il nono giorno del quinto mese del secondo anno dell’era Dade. Il commissario imperiale Dai Congming, del distretto di Jiang’an nel Sichuan, salì qui l’ottavo giorno del quarto mese del secondo anno dell’era Yuantong.

寻真误入蓬莱岛,香风不动桃花老。探芝何处不归来,白云满地无人扫。至治三年二月十一日书。

Cercando il Vero, per errore entrai nell’isola di Penglai; il vento fragrante è immobile, i fiori di pesco invecchiano. Chi va in cerca dei funghi dell’immortalità, chissà dove, non fa più ritorno; le nuvole bianche coprono il suolo e nessuno le spazza. Scritto l’undicesimo giorno del secondo mese del terzo anno dell’era Zhizhi.

至元六年五月初三日,文山相国幕下相士三人到此。

Il terzo giorno del quinto mese del sesto anno dell’era Zhiyuan, tre fisiognomi del seguito del consigliere di Stato Wenshan giunsero qui.

大定十八年三月十二日,关西镇戎军樊典到此题。丰州在城塔。至元十一年五月,丰州管水鸦提点王英、张伯川题。

Dodicesimo giorno del terzo mese del diciottesimo anno dell’era Dading: Fan Dian dell’esercito di Zhenrong, a ovest del passo, giunse qui e iscrisse. La pagoda nella città di Fengzhou. Quinto mese dell’undicesimo anno dell’era Zhiyuan: Wang Ying e Zhang Bochuan, sovrintendenti ai cormorani delle acque di Fengzhou, iscrissero.

大朝至元八年,西夏国仁王院僧惠善同进宣、冲平

Ottavo anno dell’era Zhiyuan della Grande Dinastia: il monaco Huishan del monastero Renwang del regno degli Xia occidentali, insieme a Jinxuan e a Chongping,

五禅师到此记。

in cinque maestri di meditazione, giunsero qui e lo annotarono.

朱朝大明国,山西太原府代州崞县儒学增广生员段清,字希濂。嘉靖三十九年九月十五曰,鞑兵大举,攻开堡塞,将一家近枝六十口杀尽,止存清一家大小五口,俯念斯文一脉,留其性命。恩人达尔汉带回北朝。路逢房叔二人段应明、段茂先,又遇妹夫石枚。清妻陈氏,男甲午儿,官名段守鲁。长女双喜儿,次女赛喜儿。陈氏于嘉靖四十年四月初一日病故。闰五月二十七日,妹夫石枚带甲午儿投过南朝去了。六月初八日留名:

Regno della Grande Ming della casa Zhu: Duan Qing, nome di cortesia Xilian, studente aggiunto della scuola confuciana del distretto di Guo, circoscrizione di Daizhou, prefettura di Taiyuan, nello Shanxi. Il quindicesimo giorno del nono mese del trentanovesimo anno dell’era Jiajing, le truppe tartare piombarono in massa ed espugnarono forti e passi: sterminarono una sessantina di persone dei rami più stretti della mia famiglia, e solo la mia casa, cinque persone tra grandi e piccoli, sopravvisse: chinandosi con riguardo verso quest’unico filo della tradizione letterata, ci lasciarono la vita. Il mio benefattore Darhan ci condusse con sé alla corte del nord. Per via incontrai due zii del mio casato, Duan Yingming e Duan Maoxian, e poi anche mio cognato Shi Mei. Mia moglie era dei Chen; il figlio Jiawu’er, nome ufficiale Duan Shoulu; la figlia maggiore Shuangxi’er, la secondogenita Saixi’er. La Chen morì di malattia il primo giorno del quarto mese del quarantesimo anno dell’era Jiajing. Il ventisettesimo giorno del quinto mese intercalare, mio cognato Shi Mei condusse con sé Jiawu’er a consegnarsi alla corte del sud. L’ottavo giorno del sesto mese lascio il mio nome:

去年曾醉海棠丛,闻说新枝发旧红。昨夜梦迟花下饮,不知身在玉堂中。瑞伯书。

L’anno scorso ero ubriaco tra i cespugli di meli da fiore; ho sentito dire che i nuovi rami schiudono il vecchio rosso. La notte scorsa indugiai in sogno a bere sotto i fiori, ignorando di trovarmi nella Sala di Giada. Scritto da Ruibo.

《泽古斋重钞》 (Nuova trascrizione dello studio Zegu), vol. 192, che riporta il 《出塞纪略》 (Breve resoconto del viaggio oltre la frontiera), «Appendice: iscrizioni di nomi sulla pagoda Huayan»; composto da Qian Liangze dei Qing, curato da Chen Huang

Juyi Lu (Note della vita quieta)

又言:丰州南有空城,城中浮图一,六角七级,高矗天半,南向,篆书颜额曰万部华严经塔。第七级壁上大书金大定二年奉敕重修。多金、元人题字,墨迹如新,而辞率俚鄙。惟一诗近雅,云:「去年曾醉海棠丛,闻说新枝发旧红。昨夜梦回花下饮,不知身在玉堂中。瑞伯书。」按:此诗宋元绛厚之之作也。其题名有丰州水鸦提点王英、张百川,至元十一年五月署字。

Dice inoltre: a sud di Fengzhou vi è una città deserta; nella città si trova una pagoda, esagonale e di sette piani, che si erge alta a metà del cielo, rivolta a sud, con un’iscrizione in caratteri sigillari sulla targa che recita: Wanbu Huayanjing Ta. Sulla parete del settimo piano è scritto a grandi caratteri: secondo anno dell’era Dading dei Jin, restaurata per ordine imperiale. Vi sono molte iscrizioni di persone di epoca Jin e Yuan, con l’inchiostro come fresco, ma le parole sono per lo più rozze e volgari. Solo una poesia è vicina all’eleganza; dice: «L’anno scorso ero ubriaco tra i cespugli di meli da fiore; ho sentito dire che i nuovi rami schiudono il vecchio rosso. La notte scorsa in sogno tornai a bere sotto i fiori, ignorando di trovarmi nella Sala di Giada. Scritto da Ruibo». Nota: questa poesia è opera di Yuan Jiang, nome di cortesia Houzhi, dei Song. Tra le iscrizioni vi sono Wang Ying e Zhang Baichuan, sovrintendenti ai cormorani delle acque di Fengzhou, con la firma datata al quinto mese dell’undicesimo anno dell’era Zhiyuan.

《居易录》 (Note della vita quieta), vol. 4, «Primavera dell'anno wuwu dell'era Kangxi»; composto da Wang Shizhen dei Qing

Gufeng Shilüe (Cenni sull’antica Fengzhou)

一名白塔。归化城东五十余里有白塔城,周围约十里许,疑亦古受降城之一也。土人尝夜见城垣门楼如新。古城每有此异。塔在城西北隅,七级,八面石台砖砌,刻画极工。高约十五丈,周围约八九丈,石额篆书万部华严经塔。塔下有石香亭,柱刻金天辅年号。

Detta anche Pagoda Bianca. A oltre cinquanta li a est della città di Guihua vi è la «città della Pagoda Bianca», di circa dieci li di circonferenza; si suppone che sia anch’essa una delle antiche città della Ricezione della Resa. Gli abitanti del luogo raccontano di aver visto di notte le mura e le torri delle porte come nuove: le città antiche hanno spesso prodigi di questo genere. La pagoda si trova nell’angolo nord-ovest della città, di sette piani e otto facce, con basamento di pietra e muratura in mattoni, scolpita con estrema maestria. È alta circa quindici zhang, con una circonferenza di circa otto o nove zhang; l’architrave di pietra reca in caratteri sigillari: Wanbu Huayanjing Ta. Ai piedi della pagoda vi è un padiglione dell’incenso in pietra, le cui colonne portano inciso il nome dell’era Tianfu dei Jin.

按塔北塔西别有二古城基,周围俱十里许,亦不知其何名。

Nota: a nord e a ovest della pagoda vi sono inoltre le fondamenta di altre due città antiche, entrambe di circa dieci li di circonferenza, delle quali pure non si conosce il nome.

《古丰识略》 (Cenni sull'antica Fengzhou), vol. 8, «Vestigia storiche: la pagoda del Sutra Huayan»; scritto da Zhang Zeng dei Qing

在白塔城南门外,字模糊不全,上刻故开府仪同三司、上柱国、代国公完颜国赧、代国夫人耶律氏,云中张建中篆,乡进士王绋书。金天辅年立。

Si trova fuori dalla porta meridionale della città della Pagoda Bianca; i caratteri sono sbiaditi e incompleti. Vi sono incisi: il defunto Wanyan Guonan, commendatore onorario pari ai Tre Dignitari con governo proprio, Suprema Colonna dello Stato, duca del principato di Dai, e la consorte duchessa di Dai, della famiglia Yelü; caratteri sigillari di Zhang Jianzhong di Yunzhong, calligrafia del licenziato provinciale Wang Fu. Eretta negli anni dell’era Tianfu dei Jin.

《古丰识略》 (Cenni sull'antica Fengzhou), vol. 8, «Vestigia storiche: la stele del Tempio Daming»; scritto da Zhang Zeng dei Qing

Shanyou Jinshi Ji (Iscrizioni su metallo e pietra dello Shanyou)

今在归化城东五十里白塔村。

Oggi si trova nel villaggio della Pagoda Bianca, a cinquanta li a est della città di Guihua.

朔平府志:碑字模糊不全,上刻故开府仪同三司、上柱国、代国公完颜赧、代国夫人耶律氏,云中张建中篆,乡贡进士王绋书,天辅年立。

La Monografia della prefettura di Shuoping: i caratteri della stele sono sbiaditi e incompleti; vi sono incisi il defunto Wanyan Nan, commendatore onorario pari ai Tre Dignitari con governo proprio, Suprema Colonna dello Stato, duca del principato di Dai, e la consorte duchessa di Dai, della famiglia Yelü; caratteri sigillari di Zhang Jianzhong di Yunzhong, calligrafia del licenziato tributario Wang Fu; eretta negli anni dell’era Tianfu.

谨案:完颜赧,金史无其人,当是宗室表之骨赧。志脱骨字,又误𧹞为赧。本傅骨𧹞领军镇夏边者凡十二年。天眷初,为天德军节度致仕,累迁开府仪同三司,卒年八十五。白塔为辽金丰州、天德军故治,盖久官于此者。史不言封代国,碑不著节度使,互有详略也。碑著故字,则立于卒后,当天德年云天辅,误。金自太宗天眷三年始定官制爵号,且天辅之末,辽主尚在夹山,此地尚未为金有也。

Rispettosa annotazione: di questo Wanyan Nan non vi è traccia nella Storia dei Jin; deve trattarsi del Gu Nan della «Tavola del clan imperiale». La monografia ha tralasciato il carattere «gu» e ha inoltre scritto per errore 𧹞 al posto di «nan». Secondo la sua biografia, Gu Nan condusse le truppe a presidio della frontiera di Xia per dodici anni in tutto; all’inizio dell’era Tianjuan fu commissario militare dell’esercito di Tiande e poi si ritirò, salì per gradi a commendatore onorario pari ai Tre Dignitari con governo proprio, e morì a ottantacinque anni. La Pagoda Bianca era l’antica sede della Fengzhou di epoca Liao e Jin e dell’esercito di Tiande: evidentemente egli fu a lungo in carica qui. La storia non dice che fu investito del principato di Dai, la stele non registra il titolo di commissario militare: l’una e l’altra si completano a vicenda nei particolari. Poiché la stele reca il carattere «defunto», fu eretta dopo la morte; indicare gli anni Tianfu, quando si trattava degli anni Tiande, è un errore. I Jin stabilirono il sistema delle cariche e dei titoli nobiliari solo nel terzo anno dell’era Tianjuan dell’imperatore Taizong; inoltre, alla fine dell’era Tianfu il sovrano dei Liao si trovava ancora sul Monte Jia, e questa regione non era ancora in possesso dei Jin.

《山右金石记》 (Iscrizioni su metallo e pietra dello Shanyou), vol. 7, «Stele del Tempio Daming»; scritto da Wang Xuan dei Qing, curato da Zhang Xu

Fotografie storiche

1938–1939

Il quindicesimo fascicolo del Grande panorama dell’Asia, edito dalla Società fotografica del Grande panorama dell’Asia pubblicò una veduta d’insieme della «Pagoda Bianca di Kōwa» (Kōwa, in caratteri 厚和, era il nome di Hohhot in uso presso le fonti giapponesi dell’epoca) scattata da Shimazaki Yakuji.

1939

Fonte delle immagini: Murata Jirō, «Kōwa no tō to tera (Le pagode e i templi di Kōwa)», Tōyōshi Kenkyū (Ricerche di storia orientale), vol. 4, nn. 4–5, 1939.

Riferimenti