Introduzione
Nel trentottesimo anno dell’era Jiajing (1559), dopo essere stato respinto all’esame metropolitano[1], Pan Yunduan cominciò ad ammassare pietre e a scavare bacini, a erigere padiglioni e a piantare bambù in alcune aiuole da orto a ovest della residenza di famiglia dentro la città di Shanghai. Tre anni dopo conseguì il titolo di jinshi e per oltre un decennio si spostò da un incarico all’altro; in questo periodo i lavori nel giardino si ripresero e si interruppero di continuo, senza mai prendere corpo. Nel quinto anno dell’era Wanli (1577) Pan Yunduan lasciò l’incarico di intendente amministrativo[2] di destra del Sichuan e tornò in patria: solo allora cominciò a dedicarsi con impegno costante all’ampliamento del giardino, ingrandendo il terreno e i bacini e destinando ogni anno l’intero raccolto dei campi alle spese di costruzione. Il padre Pan En aveva banchettato e composto versi nel giardino che andava prendendo forma, e Pan Yunduan, cogliendo il senso di «dare gioia ai vecchi genitori», chiamò il giardino «Giardino Yu». Anche la sala Leshou era stata concepita per Pan En, ma i lavori subirono continui ritardi: prima che la sala fosse terminata, Pan En morì. Pan Yunduan scrisse in seguito che il padre non era mai riuscito a vederla compiuta con i propri occhi e che questo era il suo «rammarico eterno». I molti anni di costruzione avevano intanto prosciugato il patrimonio di famiglia; pur senza pentirsene, in coda alla Cronaca del Giardino Yu egli ammonì figli e nipoti a non ammassare più una zolla di terra né a piantare un albero.
Sul lato orientale del giardino Pan Yunduan eresse una fila di case a più piani per schermare il rumore della città, e delle tre campate centrali fece la porta del giardino, con la targa «Giardino Yu». Entrando dalla porta e procedendo a ovest per pochi passi si raggiungeva la porta Jianjia; oltrepassati poi l’arco «Cielo nel vaso entro il mondo degli uomini» e un ponte di pietra sull’acqua, si arrivava alla sala Yuhua. Davanti alla sala si levava la pietra di giada traforata; dietro la sala, la loggia Yule si affacciava sull’acqua, il padiglione Hanbi copriva la superficie dall’alto e una galleria collegava le due rive. Attraversando poi la porta Lüxiang, grandi pietre ai lati del passaggio stringevano l’ingresso, oltre il quale si apriva di colpo un’ampia corte lastricata: la sala Leshou di cinque campate, oltre una balaustra di pietra, fronteggiava il grande bacino. Nel bacino si stendeva un’isoletta, a sud della quale erano ammassate colline piantate a bambù; nella parte occidentale del giardino si trovavano inoltre la torre Zuiyue, la torre Zhiyang, il padiglione Chunyang e una collinetta costruita con pietre di Wukang. Una galleria tortuosa attraversava poggi e creste, forre e gole e grotte di pietra, collegando in un’unica linea il padiglione Yixiu, il convento Dashi, la sala Huijing e la loggia sull’acqua. Il Giardino Yu non era in origine un luogo destinato solo al godimento della vista: ospitava il tempio ancestrale dei Pan, le torri e le sale in cui Pan Yunduan leggeva e viveva, e anche la sala Airi, in cui abitava il figlio, comoda per le visite di cortesia del mattino e della sera; era uno spazio di vita raccordato alla residenza di famiglia.
Nel ventinovesimo anno dell’era Wanli (1601), alla morte di Pan Yunduan, la famiglia Pan decadde e non ebbe più i mezzi per mantenere quel giardino privato di così vasta scala. Alla fine dei Ming il terreno passò a Zhang Zhaolin. Nel venticinquesimo anno dell’era Qianlong (1760), i notabili e i ricchi mercanti di Shanghai acquistarono insieme l’antico sito del Giardino Yu dei Pan e lo annessero all’adiacente Tempio del Dio della Città. Poiché a est del tempio esisteva già un Giardino Orientale, questo terreno prese il nome di Giardino Occidentale. L’intero appezzamento apparteneva ormai al Tempio del Dio della Città, e in seguito le varie corporazioni di mestiere ne restaurarono e utilizzarono a lotti le sale, i padiglioni, i bacini e le colline.
Nel trentaseiesimo anno dell’era Qianlong (1771) la sala Xiangxue, sorta sull’antico sito della sala Yuhua, fu ricostruita e contestualmente vi si aggiunse la loggia Feiyu. Nei primi anni dell’era Daoguang, i mercanti delle tre prefetture fujianesi di Tingzhou, Quanzhou e Zhangzhou, che commerciavano zucchero lavorato e merci straniere, costruirono insieme la sala Dianchun nell’angolo nord-est del giardino, per i sacrifici agli dèi e per le assemblee. Nel primo anno dell’era Daoguang (1821) a est della sala Xiangxue fu aggiunta una galleria coperta, con una trave-ponte di pietra a sud e un ponte piano a nord; nel decimo anno dell’era Daoguang fu aggiunta la sala Heshou.
Nel ventiduesimo anno dell’era Daoguang (1842), dopo che le truppe britanniche ebbero occupato la città murata di Shanghai, il comando fu insediato nel Tempio del Dio della Città e i soldati furono acquartierati nel padiglione del Centro del Lago. Nel ventiseiesimo anno dell’era Daoguang, dietro la loggia Feiyu fu aggiunto un piccolo battello. Durante la rivolta della Società delle Spade Corte[3], dal terzo al quinto anno dell’era Xianfeng (1853–1855), la sala Dianchun servì da quartier generale del settore settentrionale della città; dopo il fallimento della rivolta, le truppe Qing incendiarono e saccheggiarono la città, e la sala Dianchun, la sala Xiangxue, la torre Deyue e altri edifici andarono distrutti nella guerra. Nel nono anno dell’era Xianfeng (1859) la sala Xiangxue fu ricostruita; l’anno successivo il governo Qing destinò nuovamente il Tempio del Dio della Città e il Giardino Yu a quartieri delle truppe inglesi e francesi. Le truppe di guarnigione smontarono nel giardino le pietre delle colline, interrarono gli stagni e costruirono caserme in stile occidentale: la sala Xiangxue appena ricostruita fu danneggiata di nuovo e l’antico sito della sala Dianchun fu occupato dalle caserme.
Nel quarto anno dell’era Tongzhi (1865) la sala Xiangxue fu restaurata ancora una volta, la loggia Feiyu fu ribattezzata loggia Simei e il bacino ormai insabbiato fu dragato. I mercanti di zucchero e di merci straniere proprietari della sala Dianchun, per interessamento del direttore Su Sheng, raccolsero fondi, rimborsarono il valore delle caserme e recuperarono l’antico sito occupato.
Nel settimo anno dell’era Tongzhi (1868), la corporazione dei macellai della compagnia di Shanghai che gestiva la sala Xiangxue, la corporazione dei venditori di merci della capitale e di cappelli che gestiva il padiglione Feidan e la corporazione dei commercianti di olio e panelli di soia che gestiva la sala Cuixiu ottennero ciascuna un’ordinanza del tribunale della contea di Shanghai che le autorizzava ad «assumere l’imposta fondiaria e amministrare la proprietà». La corporazione dei macellai della compagnia di Shanghai era formata dai commercianti locali di carne fresca; ottenuta l’ordinanza, la corporazione pagava l’imposta in grano sul terreno del giardino in cui sorgeva la sala Xiangxue e assumeva la gestione di quel lotto.
Anche la ricostruzione della sala Dianchun iniziò nel settimo anno dell’era Tongzhi (1868). I lavori durarono quattro anni: gli artigiani scavarono sorgive formando bacini, sovrapposero pietre formando colline e lungo i bacini disposero torri, terrazze, padiglioni e gallerie di ritorno. Nei primi anni dell’era Guangxu nel giardino erano già presenti oltre venti corporazioni di mestiere[4]; nel settimo anno dell’era Guangxu (1881) alla sala Dianchun fu aggiunta la sala Hexu. Alla fine dell’era Guangxu, la sala Dianchun, la sala Cuixiu e altri luoghi conservavano ancora spazi di giardino, mentre il Ponte delle Nove Curve, il padiglione del Centro del Lago e le sale da tè e i ristoranti circostanti erano diventati luoghi di ritrovo dei visitatori della città vecchia. Nel terzo anno dell’era Xuantong (1911) la sala Heshou, all’interno della sala Xiangxue, fu trasformata nella torre Shangle, e i commercianti di carne fresca delle compagnie di Shanghai e di Suzhou vi fondarono insieme una scuola elementare.
Nel 1956 il governo municipale di Shanghai avviò un restauro completo del Giardino Yu: trasferì fuori dal giardino scuole, negozi e residenti, restaurò padiglioni, terrazze, torri e belvedere, dragò gli stagni e ripiantò fiori e alberi. Durante il restauro il Giardino Occidentale e il Giardino Interno furono fusi e unificati sotto il nome di Giardino Yu; il padiglione del Centro del Lago, il Ponte delle Nove Curve e lo Stagno del Loto non furono inclusi nel perimetro. I lavori durarono cinque anni e il Giardino Yu restaurato riaprì nel settembre 1961, assumendo l’estensione che conserva ancora oggi.
Documenti storici
Yuyuan Ji (Cronaca del Giardino Yu)
余舍之西偏,旧有蔬园数畦。嘉靖己未,下第春官,稍稍聚石凿池,构亭艺竹,垂二十年,屡作屡止,未有成绩。万历丁丑,解蜀藩绶归,一意充拓。地加辟者十五,池加凿者十七。每岁耕获,尽为营治之资。时奉老亲觞咏其间,而园渐称胜区矣。园东面架楼数楹,以隔城市之嚣,中三楹为门,扁曰豫园,取愉悦老亲意也。入门西行可数武,复得门曰渐佳,西可二十武,折而北,竖一小坊,曰人境壶天。过坊得石梁,穹窿跨水上,梁竟而高墉中陷,石刻四篆字,曰寰中大快。循墉东西,得堂曰玉华,前临奇石曰玲珑玉,盖石品之甲,相传为宣和漏网,因以名堂。堂后轩一楹,朱槛临流,时饵鱼其下,曰鱼乐。由轩而西,得廊可十余武,折而北,有亭翼然,覆水面曰涵碧,阁道相属,行者忘其度水也。自亭折而西,廊可三十武,复得门曰履祥。巨石夹峙若关,中藏广庭,纵数仞,衡倍之,甃以石如砥。左右累奇石,隐起作岩峦坡谷状,名花珍木,参差在列。前距大池,限以石阑,有堂五楹,岿然临之,曰乐寿堂,颇擅丹雘雕镂之美。堂之左室曰充四斋,由余之名若号而题之,以为弦韦之佩者也。其右室曰五可斋,则以往昔待罪淮漕时,苦于驰驱,有书请于老亲曰:“不肖自维有亲可事,有子可教,有田可耕,何恋恋鸡肋为。”比丁丑岁首,梦神人赐玉章一方,上书“有山可樵,有泽可渔”,而是月即有解官之命,故合而揭斋焉。嗟嗟!乐寿堂之构,本以娱奉老亲,而竟以力薄愆期,老亲不及一视其成,实终天恨也。池心有岛横峙,有亭曰凫佚。岛之阳,峰峦错叠,竹树蔽亏,则南山也。由五可而西,南面为介阁,东面为醉月楼,其下修廊曲折可百余武。自南而西,转而北,有楼三楹,曰徵阳。下为书室,左右图书可静修。前累武康石为山,峻嶒秀润,颇惬观赏。登楼西行,为阁道,属之层楼曰纯阳。阁最上奉吕仙,以余揽揆,偶同仙降,故老亲命以徵阳为小字。中层则祁阳土神之祠,盖老亲守祁州时,梦神手二桂,携二童至,曰:“上帝以大夫惠泽覃流,以此为尔子。”已而诞余兄弟。老亲尝命余兄弟祀之,语具祠记中。由阁而下,为留春窝,其南为葡萄架。循架而西,度短桥,经竹阜,有梅百株,俯以蔽阁,曰玉茵。玉茵而东为关侯祠。出祠东行,高下纡回,为冈,为岭,为涧,为洞,为壑,为梁,为滩,不可悉记,各极其趣。山半为山神祠,祠东有亭北向,曰挹秀。挹秀在群峰之坳,下临大池,与乐寿堂相望。山行至此,藉以偃息。由亭而东,得大石洞,窅窱深靓,几与张公、善卷相衡。由洞仰出,为大士庵,东偏禅堂五楹,高僧至止,可以顿锡。出庵门,奇峰矗立,若登虬,若戏马,阁云碍月,盖南山最高处。下视溪山亭馆,若御风骑气而俯瞰尘寰,真异境也。自山径东北下,过留影亭,盘旋乱石间。转而北,得堂三楹,曰会景堂,左通雪窝,右缀水轩。出会景,度曲梁,修可四十步,梁竟,即向之所谓广庭,而乐寿以南之胜尽于此矣。乐寿堂之西,构祠三楹,奉高祖而下神主,以便奠享。堂后凿方塘,栽菡萏,周以垣,垣后修竹万挺,竹外长渠,东西咸达于前池,舟可绕而泛也。乐寿堂之东,别为堂三楹,曰容与,琴书鼎彝,杂陈其间。内有楼五楹,曰颐晚楼,旁庖湢咸备,则余栖息所矣。容与堂东为室一区,居季子云献,便其定省。其堂曰爱日,志养也。大抵是园不敢自谓辋川、平泉之比,而卉石之适观,堂室之便体,舟楫之沿泛,亦足以送流景而乐余年矣。第经营数稔,家业为虚,余虽嗜好成癖,无所于悔,实可为士人殷鉴者。若余子孙,惟永戒前车之辙,无培一土,植一木,则善矣。
A ovest della mia casa vi erano anticamente alcune aiuole da orto. Nell’anno jiwei dell’era Jiajing, respinto all’esame metropolitano del Ministero dei Riti, cominciai poco a poco ad ammassare pietre e a scavare bacini, a erigere padiglioni e a piantare bambù: per quasi vent’anni i lavori si ripresero e si interruppero più volte, senza mai giungere a compimento. Nell’anno dingchou dell’era Wanli, deposto il sigillo dell’amministrazione dello Shu, tornai a casa e mi dedicai con animo unico all’ampliamento: il terreno fu esteso di cinque decimi e i bacini scavati di sette decimi. Ogni anno il raccolto dei campi andava interamente nelle spese di costruzione e manutenzione. All’epoca accompagnavo i miei vecchi genitori a bere e a comporre versi in quei luoghi, e il giardino cominciò a poco a poco a essere celebrato come luogo incantevole. Sul lato orientale del giardino eressi alcune campate di edifici a più piani, per schermare il frastuono della città; le tre campate centrali formavano la porta, con una targa recante «Giardino Yu», nel senso di dare gioia ai vecchi genitori. Entrando dalla porta e andando a ovest per qualche passo, si trovava un’altra porta detta Jianjia (che Migliora a poco a poco); ancora una ventina di passi a ovest, piegando poi a nord, si ergeva un piccolo arco detto «Cielo nel vaso entro il mondo degli uomini». Oltrepassato l’arco si trovava una trave-ponte di pietra che scavalcare l’acqua come una volta; al termine della trave un’alta muraglia si incurvava nel mezzo e sulla pietra erano incisi quattro caratteri sigillari: «Grande letizia entro il mondo». Seguendo la muraglia a est e a ovest si giungeva a una sala detta Yuhua (Splendore di Giada), davanti alla quale si levava una pietra meravigliosa detta Linglongyu (Giada Squisita), la prima tra le qualità delle pietre: la tradizione la vuole scampata alle reti dell’era Xuanhe, e da essa la sala prese nome. Dietro la sala una campata di loggia, con balaustra vermiglia a pelo della corrente, dove di quando in quando si gettava pastura ai pesci di sotto, era detta Yule (Gioia dei Pesci). Dalla loggia verso ovest una galleria di una decina di passi; piegando a nord, un padiglione dalle ali spiegate copriva la superficie dell’acqua, detto Hanbi (che Raccoglie il Verde); gallerie sopraelevate lo collegavano, e chi vi passava dimenticava di star attraversando l’acqua. Dal padiglione, piegando a ovest, una galleria di una trentina di passi portava a un’altra porta detta Lüxiang (che Calpesta la Fortuna). Grandi pietre si fronteggiavano come una porta di valico; dentro si celava un’ampia corte, profonda parecchi ren e larga il doppio, lastricata di pietra liscia come una mola. A destra e a sinistra pietre meravigliose accumulate si levavano in forme di rocce, creste, pendii e valli, e fiori pregiati e alberi rari vi si disponevano in ordine vario. Davanti, verso il grande bacino delimitato da una balaustra di pietra, una sala di cinque campate vi si affacciava maestosa, detta sala Leshou (della Letizia e della Longevità), che poteva vantare una grande bellezza di lacche rosse e intagli. La stanza a sinistra della sala era detta studio Chongsi: il nome derivava dal mio nome e dal mio soprannome, e voleva essere un ammonimento da portare addosso, come la corda d’arco e la striscia di cuoio. La stanza a destra era detta studio Wuke (dei Cinque «Si Può»): un tempo, mentre scontavo il mio servizio nei trasporti tributari del Huai, soffrendo delle corse e delle fatiche, scrissi ai miei vecchi genitori chiedendo licenza: «L’indegnità vostra riflette: ho genitori da servire, figli da istruire, campi da arare; perché restare attaccato a questo costato di pollo?» Al principio dell’anno dingchou sognai un essere divino che mi donava un sigillo di giada quadrato, su cui stava scritto «vi sono monti in cui far legna, vi sono paludi in cui pescare», e proprio in quel mese giunse l’ordine di lasciare l’incarico; per questo unii le due cose e le esposi come nome dello studio. Ahimè, ahimè! La costruzione della sala Leshou era pensata per deliziare e servire i miei vecchi genitori, ma alla fine, per la scarsità delle mie forze, i tempi furono sforati, e i miei vecchi genitori non poterono vederla compiuta nemmeno una volta: è davvero un rammarico che durerà quanto il cielo. Al centro del bacino un’isola si stendeva come una diga, con un padiglione detto Fuyi (Anatre in Ozio). Sul lato meridionale dell’isola picchi e creste si sovrapponevano e bambù e alberi si coprivano d’ombra a vicenda: era il colle Meridionale. Dallo studio Wuke verso ovest, sul lato sud sorgeva il padiglione Jie e sul lato est la torre Zuiyue (Ebbra di Luna), sotto la quale una lunga galleria serpeggiava per un centinaio di passi. Da sud verso ovest, girando poi a nord, vi era una torre di tre campate detta Zhiyang; al piano inferiore una stanza per i libri, con libri a destra e a sinistra, dove ci si poteva dedicare in pace alla coltivazione di sé. Davanti, pietre di Wukang accumulate formavano un colle, scosceso, elegante e levigato, assai gradito alla vista. Salita la torre e procedendo a ovest, una galleria sopraelevata si raccordava al padiglione a più piani detto Chunyang (del Puro Yang). Al piano più alto del padiglione si venerava l’immortale Lü: poiché il giorno della mia nascita coincideva per caso con la discesa dell’immortale, i miei vecchi genitori mi imposero Zhiyang come nome infantile. Al piano intermedio si trovava il tempio del genio del suolo di Qiyang: quando mio padre era prefetto di Qizhou, sognò un dio che reggeva in mano due rami di osmanto e conduceva due fanciulli, dicendo: «Poiché le beneficenze del gran dignitario si sono diffuse ovunque, l’Imperatore di Lassù ti dà costoro per figli.» Poco dopo nacquero noi due fratelli. Mio padre ci aveva ordinato di offrirgli sacrifici; le parole sono tutte nella cronaca del tempio. Scendendo dal padiglione si trovava il nido Liuchun (che Trattiene la Primavera), a sud del quale era la pergola delle viti. Seguendo la pergola verso ovest, oltrepassato un ponticello e passato un poggio di bambù, un centinaio di pruni mei si chinavano a coprire un padiglione detto Yuyin (Cuscino di Giada). A est dello Yuyin sorgeva il tempio del marchese Guan. Uscendo dal tempio e andando a est, il percorso saliva e scendeva serpeggiando: ora poggio, ora cresta, ora forra, ora grotta, ora gola, ora ponticello, ora spiaggia, più di quanti si possano ricordare per intero, ciascuno spinto al massimo del suo incanto. A metà del monte sorgeva il tempio del dio dei monti; a est del tempio un padiglione rivolto a nord, detto Yixiu (che Attinge la Bellezza). Lo Yixiu si trovava nell’incavo delle vette, affacciato in basso sul grande bacino, a fronteggiare la sala Leshou. Chi camminava per il monte, giunto qui, vi si poteva riposare. Dal padiglione verso est si trovava una grande grotta di pietra, profonda, remota e quieta, quasi alla pari con quelle di Zhanggong e Shanjuan. Risalendo dalla grotta verso l’alto si giungeva al convento Dashi (del Bodhisattva), sul cui lato orientale una sala di meditazione di cinque campate poteva accogliere gli alti monaci che vi si fermassero, a posarvi il bastone. Uscendo dalla porta del convento, picchi meravigliosi si levavano diritti, come draghi in ascesa, come cavalli in gioco; i padiglioni toccavano le nuvole e contendevano il passo alla luna: era il punto più alto del colle Meridionale. Guardando giù i ruscelli, i monti, i padiglioni e le sale, pareva di cavalcare il vento e di montare le correnti dell’aria scrutando il mondo polveroso: davvero un luogo fuori dal comune. Dal sentiero del monte si scendeva verso nord-est, oltrepassando il padiglione Liuying (che Trattiene le Ombre), aggirandosi tra le pietre sparse. Piegando poi a nord, una sala di tre campate, detta sala Huijing (che Raduna i Paesaggi), comunicava a sinistra con il nido Xue (della Neve) e a destra si raccordava alla loggia sull’acqua. Uscendo dalla sala Huijing e attraversando un ponte curvo lungo una quarantina di passi, alla fine del ponte si giungeva alla già detta ampia corte, e a questo punto le bellezze a sud della sala Leshou erano esaurite. A ovest della sala Leshou era costruito un tempio di tre campate, in cui si veneravano le tavolette degli spiriti dal bisnonno in giù, per comodità delle libagioni e delle offerte. Dietro la sala era scavato uno stagno quadrato, piantato a fiori di loto e cinto da un muro; dietro il muro diecimila canne di bambù alte, e oltre i bambù un lungo canale, che a est e a ovest sboccava entrambi nel bacino anteriore, così che una barca poteva girarvi attorno navigando. A est della sala Leshou, in posizione appartata, una sala di tre campate detta Rongyu (del Passeggio Ozioso), in cui cetre, libri, tripodi e vasi rituali erano esposti alla rinfusa. Al suo interno una torre di cinque campate, detta torre Yiwan (che Nutre la Vecchiaia), con cucina e bagno al fianco ben forniti: era il luogo in cui mi riposavo. A est della sala Rongyu un complesso di stanze ospitava il mio ultimo figlio Yunxian, per agevolare le sue visite di cortesia del mattino e della sera; la sua sala era detta Airi (del Sole d’Amore), a ricordare la cura filiale. Nel complesso questo giardino non osa dirsi alla pari di quelli di Wangchuan e di Pingquan, ma la vista gradita dei fiori e delle pietre, la comodità delle sale e delle stanze, il vogare delle barche lungo le acque bastano a congedare il tempo che scorre e a rallegrare i miei anni rimasti. Solo che, dopo parecchi anni di costruzione, il patrimonio di famiglia ne è uscito svuotato; per quanto la mia passione sia diventata mania, non me ne pento, ma possa davvero servire da severo ammonimento ai letterati. Quanto ai miei figli e ai miei nipoti, possano guardarsi per sempre dal solco del carro che mi ha preceduto e non ammassare una zolla di terra né piantare un albero: sarebbe la cosa migliore.
Yanzhou Sibu Gao (Manoscritti delle quattro parti di Yanzhou)
潘氏豫园者,方伯允端所创也,成仅可五年。其东为广场十余亩,中杂积潦,一门翼然傍据之,榜曰豫园。入门折而西南,有坊楔孤耸,榜曰度坊为石桥,过桥稍西曰玉华堂,前列峰石曰五老峰,一峰曰玉玲珑,移自乌泥泾朱尚书园,秀润透漏,天巧宛然,狭于昆山之龙头石,而高过之,皆隋唐时物也,不知何以得免宣和纲。其西十余武,得一门呀然,辟为崇堂五楹,曰乐寿堂,其高造云,朱甍画栋,金碧照耀。左右两楹为方伯书室,尤自胜丽,岿然鲁灵光也。前为广除,临大池,可十亩,左有岑楼,门牡甚严,方伯与其嬖寔居之。右折为楼,楼不甚精好,而中庭一小山,皆叠武康石为之。方伯指示,意沾沾自喜。出循池右方路,不甚饬。已入山,蛇行而上,正枕大池,与乐寿堂对,中亦有峰峦、涧壑、亭馆之属,而不甚奇。竹细而疏,木庸而童,石亦称是。盖方伯志大而力不副,廊庙多而泉石寡,宜其尔也。时月色致佳,而方伯偕伯氏学宪俱不饮,诸从与门下客能饮而非予所荐,促巨觞十余行而别。
Il Giardino Yu dei Pan fu creato dall’intendente Yunduan ed era compiuto da appena cinque anni. A est si estendeva uno spiazzo di oltre dieci mu, in parte ingombro di ristagni d’acqua, che una porta dalle ali spiegate dominava di fianco, con la targa «Giardino Yu». Entrando e piegando a sud-ovest, un arco si levava solitario con la sua targa; oltrepassato l’arco, un ponte di pietra. Poco a ovest del ponte era la sala Yuhua, davanti alla quale si allineavano pietre a picco dette Wulaofeng (i Cinque Vecchi); un picco, detto Yulinglong (Giada Squisita), era stato trasferito dal giardino del ministro Zhu a Wunijing: levigato e forato, di fattura quasi miracolosa, più stretto della pietra Longtou di Kunshan ma più alto; si tratta di oggetti dell’epoca Sui-Tang, e non si sa come siano riusciti a sottrarsi ai convogli di requisizione dell’era Xuanhe. Una decina di passi a ovest, una porta spalancata introduceva a un’alta sala di cinque campate, la sala Leshou, la cui altezza raggiungeva le nuvole: tegole vermiglie e travi dipinte, in uno sfavillio d’oro e di azzurro. Le due campate laterali erano lo studio dell’intendente, di bellezza particolarmente squisita, imponente come la sala Lingguang dei Lu. Davanti si apriva un’ampia terrazza affacciata sul grande bacino, ampio una decina di mu; a sinistra una torre svettante, con serrature assai salde, in cui l’intendente abitava con il suo favorito. Piegando a destra vi era una torre, non particolarmente raffinata, ma nella corte interna un piccolo colle era tutto costruito di pietre di Wukang sovrapposte. L’intendente ce lo indicava, con aria assai compiaciuta. Uscendo, il sentiero lungo il lato destro del bacino non era molto curato. Entrati poi tra i monti, si saliva serpeggiando: i monti poggiavano proprio sul grande bacino, di fronte alla sala Leshou; anche lì vi erano picchi e creste, forre e gole, padiglioni e sale, ma senza grande singolarità. I bambù erano sottili e radi, gli alberi comuni e spogli, e le pietre vi corrispondevano. Forse l’intendente aveva ambizioni grandi ma forze non all’altezza, molte sale e pochi monti e sorgenti: era naturale che fosse così. Quella sera la luna era particolarmente bella, ma l’intendente e il fratello maggiore, ispettore degli studi, non bevvero; i seguaci e i clienti di casa sapevano bere, ma non erano compagnia di mio gradimento: dopo una decina di giri di grandi coppe, ci separammo.
Songjiang Fu Zhi (Chongxiu Songjiang Fu Zhi) (Cronaca della prefettura di Songjiang, edizione riveduta)
豫园在上海城内。潘方伯允端奉父恭定公之所,有奇石曰玉玲珑,因颜其堂曰玉华。王世贞谓其秀润透漏,天巧,宛然为隋唐时物。西辟乐寿堂,其高造云,朱甍画栋。金碧照耀,又有涵碧阁、留春窝、玉茵阁、颐晚楼、会景堂,无不擅丹雘之美。
Il Giardino Yu si trova dentro la città di Shanghai. È il luogo in cui l’intendente Pan Yunduan accudiva il padre, il signor Gongding; vi era una pietra meravigliosa detta Yulinglong (Giada Squisita), da cui la sala prese il nome di Yuhua. Wang Shizhen la disse levigata e forata, di fattura quasi miracolosa, proprio un oggetto dell’epoca Sui-Tang. A ovest fu aperta la sala Leshou, la cui altezza raggiungeva le nuvole, con tegole vermiglie e travi dipinte in uno sfavillio d’oro e d’azzurro; vi erano inoltre il padiglione Hanbi, il nido Liuchun, il padiglione Yuyin, la torre Yiwan e la sala Huijing, e non v’era luogo che non vantasse la bellezza delle lacche rosse.
Lüyuan Conghua (Discorsi vari del Giardino Lü)
豫园在上海城内,明潘恭定公恩之子方伯允端所筑。方伯自有记。其地甚宽广。园中有乐寿堂,董思翁为作乐寿堂歌,书于屏障,字径三四寸许,其墨迹至今存焉。余于张芥航先生案头见之。堂前为千人坐,有池台之胜。池边有湖石,甚奇峭,名五老峰,有玉玲珑、飞骏、玉华之名,相传为宣和遗物也。今造城隍庙于其中,为市估所估,作会集公所。游人杂遝,妇女如云,医卜星相之流,亦无不毕集,虽东京大相国寺不能过之。
Il Giardino Yu si trova dentro la città di Shanghai; fu costruito dall’intendente Yunduan, figlio di Pan En, signor Gongding, dei Ming. L’intendente ne lasciò una cronaca di proprio pugno. Il terreno è assai ampio. Nel giardino vi è la sala Leshou, per la quale Dong Siweng (Dong Qichang) compose il Canto della sala Leshou, scritto su un paravento in caratteri di tre-quattro pollici circa: la sua traccia d’inchiostro si conserva ancora oggi. Io l’ho vista sul tavolo del signor Zhang Jiehang. Davanti alla sala si trova la Seduta delle Mille Persone, con la bellezza di bacini e terrazze. Sulla riva del bacino vi sono pietre di lago assai singolari e scoscese, dette Wulaofeng (i Cinque Vecchi), con nomi quali Yulinglong (Giada Squisita), Feijun (Corsiero Volante) e Yuhua (Splendore di Giada): la tradizione le vuole superstiti dell’era Xuanhe. Oggi al suo interno è stato costruito il Tempio del Dio della Città, occupato dai mercanti e adibito a sala di riunione delle corporazioni. I visitatori vi si accalcano fitti, le donne sono come nuvole, e anche medici, indovini, astrologhi e fisiognomi vi si radunano tutti: nemmeno il grande tempio Xiangguo della capitale orientale potrebbe superarlo.
Songnan Yuefu (Ballate di Songnan)
淞南好,兴废劫灰红。神庙重新花娅姹,豫园依旧玉玲珑。杯酒酹潘公。
Com’è bella Songnan: ascese e declini, ceneri rosse di sciagura. Nel tempio del dio, rinnovato, i fiori sono seducenti; nel Giardino Yu, come sempre, la Giada Squisita. Con una coppa di vino versata a terra, una libagione al signor Pan.
Shanghai Xiangtu Zhi (Cronaca locale di Shanghai)
豫园在新北门内,向为潘氏之园,构以娱亲,即今邑庙是也。亭台池石,备极壮丽,为一邑园林之冠。内有点春、萃秀两堂,景象清幽,更有九曲桥、湖心亭诸胜地,均为著名之处。其间茶肆酒楼,行人如织,每逢佳节,益见繁盛云。
Il Giardino Yu si trova all’interno della Nuova Porta Settentrionale; un tempo era il giardino dei Pan, costruito per dare gioia ai genitori, ed è l’attuale Tempio del Dio della Città della contea. Padiglioni, terrazze, bacini e pietre sono di una magnificenza estrema, il primo tra i giardini dell’intera contea. All’interno vi sono le due sale Dianchun e Cuixiu, dal paesaggio quieto e appartato, e inoltre il Ponte delle Nove Curve, il padiglione del Centro del Lago e altri luoghi incantevoli, tutti celebri. Tra di essi sale da tè e ristoranti, con passanti fitti come trama d’ordito; a ogni festa l’animazione cresce ancora.
Shanghai Xian Xuzhi (Cronaca continuata della contea di Shanghai)
香雪堂在邑庙豫园,为沪帮鲜肉业公所。堂本玉华堂旧址,以庭前有玉华三峰并峙故名。乾隆三十六年改建,并建霏玉轩。道光元年,于其东设游廊,南驾石梁,北设平桥。十年,建鹤寿堂。二十六年,设小舫于霏玉轩后。咸丰三年,悉毁于寇,惟鹤寿仅存。九年重建。十年,驻西兵又遭毁损。同治四年,重行修建,更霏玉轩曰四美轩,池之湮没者浚之。七年,由县给谕承粮。宣统三年,改建鹤寿堂曰赏乐楼。附设香雪义务初等小学校,沪、苏两帮联合捐资创办。又殡舍在二十五保九图,光绪十一年建。又公共宰作,在薛家滨口,沪、苏、宁三帮公建。
La sala Xiangxue si trova nel Giardino Yu del Tempio del Dio della Città della contea ed è la sede della corporazione dei macellai della compagnia di Shanghai. La sala sorge sull’antico sito della sala Yuhua e prese il nome dai tre picchi Yuhua che si levano affiancati davanti alla corte. Nel trentaseiesimo anno dell’era Qianlong fu ricostruita, e con essa fu costruita la loggia Feiyu. Nel primo anno dell’era Daoguang a est fu aggiunta una galleria coperta, con una trave di pietra gettata a sud e un ponte piano posto a nord. Nel decimo anno fu costruita la sala Heshou. Nel ventiseiesimo anno fu collocato un piccolo battello dietro la loggia Feiyu. Nel terzo anno dell’era Xianfeng tutto fu distrutto dai ribelli; solo la sala Heshou sopravvisse. Nel nono anno fu ricostruita. Nel decimo anno, con l’acquartieramento delle truppe occidentali, subì nuovi danni. Nel quarto anno dell’era Tongzhi fu nuovamente restaurata, la loggia Feiyu fu ribattezzata loggia Simei e il bacino interrato fu dragato. Nel settimo anno la contea concesse l’ordinanza per l’assunzione dell’imposta fondiaria. Nel terzo anno dell’era Xuantong la sala Heshou fu trasformata nella torre Shangle. In allegato fu istituita la scuola elementare gratuita Xiangxue, fondata con fondi raccolti congiuntamente dalle compagnie di Shanghai e di Suzhou. La camera mortuaria si trova invece nel nono tu del venticinquesimo bao, costruita nell’undicesimo anno dell’era Guangxu. Il mattatoio comune si trova allo sbocco del canale Xuejiabang, costruito congiuntamente dalle tre compagnie di Shanghai, Suzhou e Ningbo.
飞丹阁在邑庙豫园,为京货帽业公所,乾隆年设。咸丰十年,驻西兵毁。同治七年管业承粮。九年重建厅楼、水阁。光绪二十年,重建前阁。
Il padiglione Feidan si trova nel Giardino Yu del Tempio del Dio della Città della contea ed è la sede della corporazione dei venditori di merci della capitale e di cappelli, istituita negli anni dell’era Qianlong. Nel decimo anno dell’era Xianfeng fu distrutto dalle truppe occidentali di guarnigione. Nel settimo anno dell’era Tongzhi la corporazione assunse l’amministrazione della proprietà e l’imposta fondiaria. Nel nono anno ricostruì la sala con torre e il padiglione sull’acqua. Nel ventesimo anno dell’era Guangxu ricostruì il padiglione anteriore.
点春堂在豫园东北隅。道光初年,福建汀、泉、漳三府业花糖。洋货各商公立,为祀神会议之所。咸丰三年,寇占被毁。十年,借驻西兵,改造洋房,风景荡然。事平,群谋规复。董事苏升倡募捐款,集资万五干金,贴偿兵房价值,收回旧址,重图建筑。同治七年经始,越四载告竣。疏泉为池,叠石成山,其间楼台亭阁,绕以回廊,颇饶幽趣。光绪七年,复筑和煦堂,益形完美。公所事轮举司年经理。
La sala Dianchun si trova nell’angolo nord-est del Giardino Yu. Nei primi anni dell’era Daoguang fu costruita con fondi comuni dai commercianti di zucchero lavorato e di merci straniere delle tre prefetture fujianesi di Tingzhou, Quanzhou e Zhangzhou, come luogo per i sacrifici agli dèi e per le assemblee. Nel terzo anno dell’era Xianfeng fu occupata dai ribelli e distrutta. Nel decimo anno fu ceduta in prestito alle truppe occidentali, che la trasformarono in edifici in stile straniero, e il paesaggio ne uscì annientato. Pacificata la situazione, i soci deliberarono insieme di ripristinarla. Il direttore Su Sheng promosse una sottoscrizione e raccolse quindicimila once d’oro, con cui risarcì il valore delle caserme, recuperò l’antico sito e pianificò di nuovo la costruzione. Iniziata nel settimo anno dell’era Tongzhi, l’opera fu compiuta dopo quattro anni. Si scavarono sorgive formando bacini, si sovrapposero pietre formando colline, e in mezzo torri, terrazze, padiglioni e belvedere, cinti da gallerie di ritorno, assai ricchi di quieto incanto. Nel settimo anno dell’era Guangxu si costruì inoltre la sala Hexu, rendendo il tutto ancor più perfetto. Gli affari della corporazione erano amministrati da un direttore annuale eletto a turno.
萃秀堂在邑庙豫园,为油豆饼业公所,即前志所称以萃秀堂为东园者是。道光间承修作公所。咸丰三年,匪乱遭损。十年,驻西兵后,残毁尤甚。同治七年,承粮管业,复大加修葺。当时禀县给谕勒石,以萃秀为二十一业之领袖。萃秀堂外有厅事四,曰三穗堂、仰山堂、格思堂、神尺堂,亭榭池沼,回廊曲折,均极园林之胜。而大假山层峦叠嶂,尤为邑中独有之境。历年修费不资。公所向由司月轮管,近举董事一人,会同司月六家办事。光绪三十二年,与米业合组之豆米业小学校,分设于此。又采菽堂,在豆市街万瑞衖,为同业与号商论市交易之所。从前租用市房,光绪七年购屋改建对照厅六间。
La sala Cuixiu si trova nel Giardino Yu del Tempio del Dio della Città della contea ed è la sede della corporazione dei commercianti di olio e panelli di soia: è quella che la cronaca precedente indicava come Giardino Orientale a partire dalla sala Cuixiu. Nell’epoca Daoguang la corporazione ne assunse la manutenzione e la adibì a propria sede. Nel terzo anno dell’era Xianfeng subì danni nella rivolta. Nel decimo anno, dopo l’acquartieramento delle truppe occidentali, la devastazione fu ancora più grave. Nel settimo anno dell’era Tongzhi la corporazione assunse l’imposta fondiaria e l’amministrazione della proprietà, e di nuovo eseguì grandi riparazioni. All’epoca presentò istanza alla contea e ottenne un’ordinanza incisa su pietra, che designava la Cuixiu come capofila delle ventuno corporazioni. All’esterno della sala Cuixiu vi sono quattro sale di rappresentanza, dette Sansui, Yangshan, Gesi e Shenchi; padiglioni, chioschi sull’acqua, bacini e stagni, gallerie tortuose di ritorno: tutto di somma bellezza da giardino. E la grande collina artificiale, con creste sovrapposte a schermo, è uno scenario che la contea possiede in esclusiva. Nel corso degli anni le spese di manutenzione furono incalcolabili. La corporazione era da sempre amministrata a turno mensile; di recente è stato eletto un direttore, che gestisce gli affari insieme alle sei case di turno mensile. Nel trentaduesimo anno dell’era Guangxu la scuola elementare del settore legumi e riso, organizzata congiuntamente con la corporazione del riso, vi fu istituita in sede distaccata. Inoltre la sala Caishu, nel vicolo Wanrui della via del Mercato dei Legumi, è il luogo in cui i colleghi discutono il mercato e trattano con le case di commissione; in passato si affittavano locali commerciali, ma nel settimo anno dell’era Guangxu furono acquistati edifici e ricostruiti in sei sale affacciate.
得月楼在邑庙豫园,为布业公所。道光三十年,承办供布创始设立。咸丰三年寇毁,僦居于外。八九年建前楼。十年,园驻西兵,又遭毁损。同治七年,承粮执业,十二年迁回。其时供布已归官办。光绪九年,磊石北浒筑环垣,十七年重行建筑,阅三载落成。上为得月楼,下为绮藻堂,中奉城隍神。庭列峰石五,植槐二。西南隅有亭曰跋织,东廊额曰月府。后有楼三楹,斋厨一,曰还缘居,供业董栗主公所事,举司董经理,银钱归司月掌管云。
La torre Deyue si trova nel Giardino Yu del Tempio del Dio della Città della contea ed è la sede della corporazione dei mercanti di tela. Nel trentesimo anno dell’era Daoguang fu fondata da chi si era assunto l’appalto della fornitura di tela. Nel terzo anno dell’era Xianfeng fu distrutta dai ribelli e la corporazione prese alloggio in affitto fuori dal giardino. Nell’ottavo e nel nono anno fu costruita la torre anteriore. Nel decimo anno, con l’acquartieramento delle truppe occidentali nel giardino, subì nuovi danni. Nel settimo anno dell’era Tongzhi la corporazione assunse l’imposta fondiaria e riprese l’attività, e nel dodicesimo anno rientrò nella sede. A quel tempo la fornitura di tela era ormai passata all’amministrazione pubblica. Nel nono anno dell’era Guangxu furono ammassate pietre sulla riva settentrionale e costruito un muro di cinta; nel diciassettesimo anno fu nuovamente ricostruita e, trascorsi tre anni, l’opera fu compiuta. Sopra vi è la torre Deyue (che Accoglie la Luna), sotto la sala Qizao (delle Decorazioni di Alghe), e al centro si venera il Dio della Città. Nella corte si allineano cinque pietre a picco e sono piantati due alberi di sophora. Nell’angolo sud-ovest vi è un padiglione detto Bazhi, e l’architrave della galleria orientale reca il nome «Palazzo della Luna». Dietro vi sono una torre di tre campate e una cucina per le purificazioni, detta Huanyuanju (Dimora del Ricongiungimento), in cui si conservano le tavolette lignee dei direttori della corporazione. Gli affari della corporazione sono gestiti da un direttore eletto, e il denaro è custodito dal responsabile del turno mensile.
清芬堂在邑庙豫园,为旧花业公所。同治七年给谕承粮。宣统二年重修。
La sala Qingfen si trova nel Giardino Yu del Tempio del Dio della Città della contea ed è la sede della corporazione dei fiorai di vecchia data. Nel settimo anno dell’era Tongzhi ricevette l’ordinanza per l’assunzione dell’imposta fondiaria. Nel secondo anno dell’era Xuantong fu restaurata.
Fotografie storiche
1902
La fotografia stereoscopica «Willow Pattern Tea House, Shanghai», conservata alla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, riprende frontalmente dal ponte curvo il padiglione del Centro del Lago e lo specchio d’acqua, le gallerie e i visitatori che lo circondano. La scheda della collezione prende il nome dal titolo originale della cartolina e la data al 1902.
1913–1915
Il geologo statunitense Frederick Clapp fotografò la città vecchia di Shanghai tra il 1913 e il 1915. Tra i negativi al nitrato di Clapp conservati alla biblioteca dell’American Geographical Society, il padiglione del Centro del Lago in riparazione, una veduta del Giardino Yu, il muro del drago del Giardino Yu e il Ponte delle Nove Curve e le botteghe della città vecchia visti dai pressi del padiglione del Centro del Lago conservano in sequenza le colline artificiali, le muraglie, i tetti e lo spazio della riva fuori dal giardino di allora.
Riferimenti
- Giardino Yu, «Primavere e autunni dell’antico giardino»
- Sito informativo degli archivi di Shanghai, «Memoria della città vecchia — il Tempio del Dio della Città»
- Cronache locali di Shanghai, «Quarant’anni dall’iscrizione del Giardino Yu tra i principali siti culturali protetti a livello nazionale»
- Shanghai Huangpu, «Il Giardino Yu in età moderna: da giardino del tempio della contea a piazza cittadina»